Una ventata di ottimismo per la sinistra da una serata nevosa a Cuorgnè

Venerdì scorso a Cuorgnè, un comune del Canavese nella provincia di Torino, ho presentato l’associazione “Per la Sinistra” con Sergio Vallero, Presidente del Consiglio Provinciale e componente del gruppo unitario della Sinistra.
In un clima un po’ grigio dal punto di vista politico e nevoso da quello meteorologico, il dibattito ha invece trasmesso a tutti una ventata di ottimismo sia per la numerosa partecipazione, una cinquantina di persone, un numero significativo per un piccolo centro, e per il livello della discussione, in cui sono emerse senza reticenze le incertezze, accompagnate però dal desiderio di superarle.
La moderatrice, Caterina Ceresa, iscritta al locale circolo di Rifondazione Comunista, in cui l’area Vendola ha avuto la maggioranza, ha introdotto l’incontro, facendo una considerazione interessante. A suo avviso i militanti locali vendoliani che hanno dubbi sul percorso da intraprendere sono quelli che non hanno partecipato al loro congresso provinciale, a differenza sua, che ha potuto constatare come quell’esperienza sia “da non ripetere”. Lei, come altri in quella realtà, sono il risultato di un laboratorio sulla democrazia partecipata, e ora non comprendono come i partiti della sinistra si possano rinchiudere nei confini circoscritti dell’identità, anziché perseguire un progetto inclusivo.
Presente anche il coordinatore locale del Partito Democratico e alcuni militanti che hanno sostenuto la necessità di un dialogo a sinistra da parte del loro partito, con un reciproco confronto sui contenuti.
Da loro e dagli altri interventi è partita la critica alla costruzione attuale delle scelte, che nel PD come nei partiti della sinistra, è elitaria, coinvolge pochi. Un cambio di rotta deve essere determinato dalla pratica dell’ascolto, ormai desueta.
Una parola ricorrente negli interventi è stata l’indignazione, che sembra non avere più cittadinanza nel dibattito politico, dove la sinistra ha la necessità di riprendere con determinazione i temi dell’etica nella politica, della difesa della dignità del lavoro contro la precarietà, del pubblico come valore, a partire dalla scuola.
Non sono mancate le perplessità sulla possibile frammentazione della sinistra, i dubbi che si lavori ad un ennesimo partitino. E’ tuttavia risultata maggioritaria la considerazione che la voglia di partecipazione, di mettersi in gioco non troverebbe la possibilità di esprimersi nella federazione dei partiti della sinistra, che si ridurrebbe alla sommatoria degli attuali gruppi dirigenti. C’è invece bisogno di elaborare un progetto chiaro, che tenga conto delle diverse sensibilità, arrivando ad una sintesi e a una individuazione delle priorità, come non ha invece fatto il governo Prodi.
Queste sono alcune delle sollecitazioni di un incontro in cui si è voluto aprire un confronto aperto a 360 gradi e che ha visto una grande sintonia negli intenti, seppur nella consapevolezza delle difficoltà che dovremo affrontare. C’è proprio bisogno di andare avanti….

*Coordinamento Nazionale Sinistra Democratica





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