Circa duecento delegati provenienti da tutta la regione. Otto ore di discussione, trenta interventi. Sono i numeri del congresso regionale di Sd della Calabria che si è tenuto a Lamezia Terme. Padrone di casa il sindaco Gianni Speranza (SD) alla guida di un’ amministrazione assediata dalla ‘ndrangheta e da una certa politica, che agisce trasversalmente, fino coinvolgere noti esponenti del PD.
Tra gi ospiti il vice presidente della giunta regionale, Mimmo Cersosimo; il consigliere regionale del PD Franco Pacenza che ha sostituito il Ministro ombra Marco Minniti.
Poi qualche esponente dei verdi come l’assessore provinciale Gino Marrello; l’ex deputato del PDCI Fernando Pignataro, tra i firmatari per la costituente; il socialista Pino Iacino, vecchia gloria socialista, il segretario reginae della CGIL , Sergio Genco. E poi associazioni, rappresentanti della Lega Coop, docenti delle università calabresi. Insomma un pezzo di Calabria a cui sta a cuore la sinistra e il futuro di una terra difficile.
Nella relazione introduttiva di Nuccio Iovene emerge con chiarezza il bisogno di una sinistra nuova per l’Italia: “di una sinistra in grado di leggere la realtà ed i suoi mutamenti, di indicare vie nuove per uscire dalle contraddizioni attuali, in grado di rientrare in sintonia con il Paese reale, i suoi bisogni e le sue angosce. Questa sinistra in Italia oggi non c’è ed è urgente costruirla”.
Per Iovene “la Calabria arriva nel modo peggiore all’appuntamento con la crisi ed i suoi effetti. Tutti gli indicatori economico-sociali ne segnalano le difficoltà.
Tra i fattori principali di questo stato di cose la crescente presenza della ‘ndrangheta in ogni aspetto della vita economica, politica e sociale della regione.
Il centrodestra aveva lasciato la Calabria prostrata. Invece che reagire con forza e maggiore coraggio nella rottura di vecchi schemi ed equilibri, Loiero e la sua giunta sono andati avanti in assenza di strategie e perpetuando la vecchia logica di governo tipica della DC meridionale: occupazione sistematica del potere, riciclaggio del vecchio personale politico amministrativo e pochi, pochissimi risultati. Tutto questo accompagnato da scandali e inchieste giudiziarie che hanno coinvolto numerosi assessori e consiglieri regionali (in alcuni casi con l’accusa gravissima di collusioni con la ‘ndrangheta)”.
Per tempo SD ha lanciato l’allarme: era il settembre del 2007 nel convegno di Cosenza. Ma siamo rimasti inascoltati. Loiero invece di correre ai ripari si è arroccato nella difesa dell’indifendibile, così come la sua maggioranza, precipitando nei sondaggi e facendo registrare nelle ultime elezioni politiche in Calabria il maggior incremento al PDL ed il peggior crollo al PD rispetto al resto del Paese”.
Il congresso regionale ha, inoltre, sollecitato una svolta profonda nella vita della regione. Una svolta politica, programmatica, nella moralità della vita pubblica.
Di qui la necessità, in Calabria più che altrove, di dare vita al processo costituente di una nuova formazione della sinistra, che affondi le proprie radici nella storia migliore della nostra regione e sia in grado di offrire una opportunità alle tante forze disperse e deluse della sinistra politica e sociale calabrese.
Piena adesione dei delegati al progetto finalizzato a mettere in campo già alle prossime elezioni provinciali ed amministrative liste aperte ed unitarie, per contribuire al rinnovamento del centrosinistra e della Calabria.
Per le prossime regionali si chiede al centro sinistra di presentarsi profondamente rinnovato ed in netta discontinuità con i suoi errori più recenti, oppure SD non rinuncerà a dare voce e rappresentanza a quanti in Calabria non si rassegnano e non rinunciano all’idea di un cambiamento possibile.
Ha concluso i lavori Fabio Mussi, il quale si è soffermato sulla grave crisi economica che affligge l’Italia e il mondo e sull’attualità del pensiero politico della sinistra, per fronteggiare gli effetti della crisi causata dai mercati e dai governi.
Mussi ha denunciato i danni che sta provocando il centrodestra, favorito in quest’opera da un centrosinistra impacciato e senza bussola. Per Mussi la scelta di non aderire al PD viene avvalorata ogni giorno dalle politiche del PD. Occorre dar vita , secondo Mussi, ad un nuova sinistra, che non si ritrae difronte alle sfide del governo e che contribuisca a costruire una nuovo centrosinistra.
Al termine del dibattito l’assemblea dei delegati ha eletto, per acclamazione, Nuccio Iovene segretario regionale di SD.
La relazione introduttiva di Nuccio Iovene in allegato
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| relazione_congresso_del_29[1].doc | 56.5 KB |
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