Con il ritorno della destra al governo ancora una volta il sud è stato trasformato in un laboratorio politico e sociale che lascia intravedere il futuro di tutto il paese.
E’ evidente l’obiettivo del governo Berlusconi di confinare il Mezzogiorno in uno stato di eccezione permanente, seguendo un modello sperimentato in Campania con l’uso cinico e spregiudicato della drammatica crisi dei rifiuti: un territorio in cui si riesce a mobilitare consenso anche a fronte dell’innesco di una dinamica distruttiva per la coesione sociale, per l’ambiente, per la crescita.
Di nuovo si prospetta per lo storico dualismo italiano una soluzione che incasella il meridione dentro una emergenza artificiosa, da affrontare non con una politica complessiva ma con l’anacronistico ricorso a leggi speciali - ora persino sul piano penale -, e la prospettiva di una condanna perpetua alla marginalità economica e sociale.
La riprova è data dall’adozione del federalismo fiscale, che, pure ancora nebuloso nei suoi parametri essenziali, prelude di fatto alla separazione del paese in almeno due entità distinte. Se e quando entrerà a regime quel modello di federalismo, ai cittadini del sud non saranno garantiti gli stessi diritti di chi vive a nord. Minaccia insomma di realizzarsi quella che è stata chiamata la “scissione silenziosa” tra due Italie, vista come unica soluzione praticabile per quella questione nordista assunta come centrale da quasi tutto lo schieramento politico.
Intanto, inquietano fortemente i prevedibili effetti che la recessione ormai conclamata può produrre su una situazione difficile come quella meridionale. Una realtà in cui già negli anni scorsi è tornato lo spettro dell’emigrazione, segno di una crisi economica e sociale che è insieme effetto e causa dell’estremo degrado del tessuto produttivo. Il sud però pagherà doppiamente – ed è bene dirlo – anche per il fallimento di una politica che ha appaltato alle ragioni del consenso le politiche dello sviluppo e l’allocazione delle risorse, mentre la criminalità organizzata dominava interi territori e inghiottiva pezzi di economia.
A fronte di questo quadro, una sinistra che ponga alla base della sua innovazione una forte autonomia culturale ha il dovere di tenere ferma la questione del Mezzogiorno come vera questione nazionale. Perché quella questione è ancora lo specchio degli equilibri che reggono il paese intero.
La derubricazione del sud dall’agenda della politica nazionale rappresenta però l’esito della debolezza della classi dirigenti meridionali non meno che dell’egemonia del “pensiero unico” nordista. Se è così, è alla sinistra che spetta impugnare la bandiera di un nuovo Mezzogiorno possibile. Non per declinare le formule usurate e gli schemi sclerotizzati del vecchio meridionalismo, ma per contribuire a ricostruire la ragion d’essere di una società, che pure deve essere capace di ripensarsi profondamente e di restituire protagonismo ad una terra che è cerniera nevralgica tra l’Europa e il Mediterraneo.
Certo, la sinistra è stata travolta nel sud da una crisi di legittimazione prima che di consenso. Per questo c’è più che mai bisogno di riannodare i fili di un’identità rinnovata, di formulare una nuova sintassi dell’agire politico. Per articolare il profilo di un soggetto che abbia nella sua cassetta degli attrezzi il meglio delle culture politiche che lo alimentano. Per non rassegnarsi né all’arretramento verso identità svuotate di senso e funzione, né alla subalternità culturale nei confronti di un riformismo tecnocratico, oggi travolto - insieme ai fasti della globalizzazione neoliberista - dalla crisi dell’economia reale.
La consapevolezza che occorre una decisa inversione di rotta è diffusa del resto in larghi strati della società meridionale, più di quanto non voglia il senso comune che vuole un sud politicamente narcotizzato. Ma, perché questa consapevolezza non vada dispersa, è urgente che si compia al più presto la prima tappa della costruzione di una soggettività capace di proposte credibili a partire da un punto di vista autonomo e critico. Ed è la ragione per cui al sud, più che altrove, la Costituente della sinistra non può essere sequestrata dal ceto politico, ma deve creare la possibilità di attivare un processo largo e profondo, tale da suscitare nuove e forti energie per reinsediare nella società una sinistra oggi frammentata e dispersa.
In questa direzione, mossi dalla convinzione che il processo di ricostruzione della sinistra debba diventare lo spazio per avviare un confronto e una elaborazione ampia tra intelligenze ed esperienze plurali, i diversi esponenti del mondo dell’università, delle professioni, del sindacato - ma anche operai, precari, studenti -, che hanno aderito al manifesto “Sinistra svegliati”, con un primo seminario programmatico intendono mettere in campo, a Napoli e in Campania, l’esperimento di un modello di partecipazione e di costruzione dal basso di una nuova soggettività della sinistra.
Lo scopo è quello di dare vita ad uno spazio permanente di riflessione della sinistra e per la sinistra, aperto tuttavia all’interlocuzione con tutte le forze dello schieramento democratico. Oltre gli steccati del politicismo e fuori da una urgenza puramente elettorale. Non l’ennesimo, rituale dibattito ma una camera di fusione di realtà individuali e collettive, in cui una pluralità di voci possa iniziare a tradursi nel lessico e nel progetto politico condiviso di cui si avverte la disperante mancanza.
*Direzione regionale Sd Campania
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Che sia la volta buona? io
Che sia la volta buona?
io ormai non credo piu' che si possa creare un sinistra troppo frammentata a sinistra non piu' credibile!
PD cosa e'?
Fausto Bertinotti potrebbe essere la persona giusta, spero di si!
Su Facebook è stata aperta
Su Facebook è stata aperta una pagina: "crea il logo della Sinistra" e li sono postati una serie di loghi abbiamo pensato che fosse un buon modo per farli circolare quello di utilizzarli a commento di pezzi che parlano appunto della costruizione della sinistra. Buone idee e buoni loghi più girano e meglio è, o no?
Faccio notare che il
Faccio notare che il simboletto "la Sinistra" in testa al post è stato creato dal sottoscritto per Facebook "Crea il logo della sinistra":
http://www.facebook.com/photo_search.php?oid=33796862294&view=user#/even...
Nessun problema ovviamente, anch'io sono di SD, ma bastava chiedere!
ciao
Paolo