Trovare il coraggio di affermare la laicità dello stato

E’ tornata a prevalere, nel Magistero cattolico, l’idea di una religione totalitaria, unica portatrice di verità, chiamata da Dio a definire diritti e doveri, timorosa di essere percepita come una variante della cultura occidentale, fortemente intenzionata ad agire in una dimensione internazionale. In questa sua aspirazione è molto aiutata dalle diffuse frantumazioni di carattere identitario  e dalla rinnovata tendenza a confermare la propria identità religiosa di molte popolazioni.
La politica del Vaticano rinnega il passato prossimo e si riallaccia a quello di tempi più lontani, quando Pio IX affermava che “se c’è un regime totalitario, di fatto e di diritto, è il regime della chiesa, perché l’uomo le appartiene totalmente” (1938, Discorso ai sindacati francesi).
Vedo che non arriva, dai partiti cosiddetti laici, neppur un minimo segnale di imbarazzo (la ribellione è del tutto improbabile) e mi spavento. Ricordo un articolo di Federico Stella, eminente giurista cattolico, che scriveva, nel 1985, che il legislatore italiano deve fare proprie le concezioni etiche di diretta ispirazione cattolica, non perché siano sostenute dall’insegnamento della Chiesa, ma in quanto divenute parte, in un certo momento storico, della coscienza “pregiuridica” complessiva.
Dunque il problema non riguarda tanto le posizioni apparentemente folli assunte più recentemente (per gli omosessuali si tratta di avallare le pene capitali vigenti in alcuni paesi), ma di considerare tutta la tendenza, rapida, concreta e preoccupante. Eppure le obiezioni – civili, solide, razionali – esistono. Che la morale cattolica impregni di sé il senso della morale comune è indubbio, ma gran parte dei suoi insegnamenti sono tutt’altro che originali e sono stati acquisiti da filosofie e etiche più antiche. Non esiste quella coscienza giuridica complessiva, quell’insieme di capisaldi di ispirazione cattolica che il legislatore ha l’obbligo di trasformare in norma. La laicità dello Stato dovrebbe imporre una divisione assoluta tra chi amministra la società degli uomini e chi si occupa della salute delle loro anime. Ho molte volte detto che i dirigenti politici dei partiti della sinistra italiana soffrono di una sindrome che si chiama “lordosi di accettazione”. E’ ora che si rassettino le vesti, smettano di camminare a ginocchioni e chiariscano la loro ferma, assoluta, definitiva contrarietà.


La difesa della laicità

La difesa della laicità dello stato deve diventare uno degli obiettivi politici più significativi di quanti provano imbarazzo e sconcerto difronte alle sempre più frequenti incursioni del Vaticano e della Chiesa cattolica nella sfera parlamentare e, anche, nella vita privata dei cittadini. Solo nel nostro Paese sono tollerati gli atteggiamenti della Chiesa cattolica che, oggi, mira ad instaurare un "regime teocratico".
Negli altri Paesi europei l'invadenza della Chiesa sarebbe quantomeno frenata! E' ormai chiaro ed evidente che il Vaticano vuole imporre le sue prospettive etiche e culturali per legge e non attraverso il confronto e il dialogo. Da tempo Essa persegue il relativismo e lo scetticismo come se fossero veri e propri reati da sanzionare. Ciò ha determinato il restringimento di spazi per il pluralismo delle idee e delle opinioni. Tutto ciò non ha trovato, nei politici del centrosinistra e della sinistra, nei politici liberali e radicali, posizioni ferme e decise. Nel PD si sono registrate presenze "clericali" e posizioni "supine" difronte all'aggressività della Chiesa. L'ex radicale Capezzone, tra l'altro difensore strenuo dell'insensata guerra di Bush, ora è tra i difensori più forti del berlusconismo imperante. La Sinistra è molto timida difronte agli attacchi ai diritti umani (vedi la contestazione della convenzione proposta dalla Francia all'ONU) portati dalla Chiesa. Nel contesto attuale, insomma, chi vuole difendere la cultura laica e democratica è veramente in difficoltà.

Gaetano Buccheri


Che dire ... siamo in piena

Che dire ... siamo in piena restaurazione di un clima oscurantista e di caccia alle streghe .... una follia che contrasta con gli ideali di pace che si professano(?). Non riesco davvero a commentare con calma e lucidità; credo fermamente che solo riprendendo con convinzione l'assunto del titolo dell'articolo di Flamigni si possa evitare qualsiasi rischio integralista, anti democratico e anti umano. La Sinistra si svegli davvero! Questo è un sintomo, direi anzi un monito del peggio, del peggio .... del peggio che ha da venire. Ma una cosa mi viene da obiettare a Flamigni, quando parla di dirigenti politici dei partiti della sinistra italiana che soffrono di lordosi di accettazione, (che tradotto significa appecoronamento ... genuflessione cronica al soglio pontificio), lui si riferisce forse al PD e solo a questi? perchè voglio ricordare che il PD rifiuta il termine Sinistra e la Sinistra si rifiuta di identificarsi nel PD. La Sinistra siamo noi, quelli che a dispetto dei tanti denigratori, insultatori di professione (ad esempio ricordo un sito locale di latina -Parvapolis- che quando organizzammo in campagna elettorale un convegno sulla Laicità titolò cubitale: "Il laicismo non piace più a nessuno. Ma ai comunisti sì"), quelli che a dispetto di chi vorrebbe sopire gli ideali più alti che devono animare la Politica, quelli che a dispetto di tutti i genuflessi lingualunga ... quelli che ancora credono in una Sinistra che si fonda sul principio di Laicità dello Stato e lo hanno ben chiaro in mente 24 ore su 24, ogni giorno tutti i (santi?) giorni.
A parte questo condivido l'articolo al 1000(-1)per1000
renato malinconico - SD provincia di Latina





Materiali di propaganda