Lun, 05/01/2009 - 08:44
di Carlo Leoni*
Assolve, come sempre, nel modo più rigoroso e puntuale, il Presidente Napoletano, alla sua funzione di rappresentante dell’unità nazionale e di supremo garante delle istituzioni repubblicane, nel richiamare, come ha fatto di nuovo nel discorso di fine anno, tutte le parti politiche ad una maggiore collaborazione ed a riforme condivise.
Come spesso è accaduto, però, nel corso dell’ultimo quindicennio, un richiamo di questa levatura si è immediatamente rinsecchito nella ricerca di piccole convergenze spesso opache e poco chiare ai più.
E’ il caso, manco a dirlo, dei temi della giustizia. Di questo, infatti, si è subito cominciato a discutere come se non ci fosse niente di più importante di cui occuparsi nella situazione attuale, come se non si fosse in una grave emergenza sociale e produttiva, come se non ci fossero migliaia di italiani che stanno passando da un giorno all’altro nella condizione drammatica della disoccupazione.
Il Ministro ombra del PD per la giustizia, l’on. Lanfranco Tenaglia, ha gettato lì la proposta di
Dom, 21/12/2008 - 21:50
di Darwin Pastorin
Per me la sinistra è prendere per mano la persona che mi sta accanto,
non avere paura di camminare per le strade,
vedere negli occhi di chi viene in Italia a cercare una speranza
gli stessi occhi dei nostri padri e dei nostri nonni
che quella speranza la cercarono pochi anni fa
non un secolo fa,
in viaggi di nevi e lacrime
verso un altro luogo, un altro orizzonte,
reduci dalla fame, dalla luce nera, dalle macerie.
Per me la sinistra è la forza della memoria,
la cicatrice che diventa comprensione.
il dolore che si trasforma in tolleranza,
il passato che è una porta spalancata sul futuro,
sono i nostri figli
la nostra voglia di libertà, di pace,
di nuvole da contare e raccontare.
Per me la sinistra è la terra dura, la zappa del contadino,
lo studio per tutti,, il razzismo sepolto dai colori,
un fiume che si chiama giustizia,
l’allegria di essere per gli altri e con gli altri.
Insieme. Uniti. Felici
Dom, 14/12/2008 - 21:36
Sul 13 dicembre
di Guido Allegrezza
Non ce l'ho fatta ad essere all’Ambra Jovinelli, il solito malanno di stagione che ti colpisce nel momento meno opportuno, proprio al vertice degli impegni seguiti con tanta cura e passione ha vinto e mi ha tenuto a casa. Ma ho seguito i lavori sul sito, che sta finalmente prendendo decisamente la piega di un accogliente punto di ingresso per il nuovo mondo che a sinistra stiamo faticosamente cercando di immaginare, sperando di poterlo un giorno costruire. Un sito che diventa sempre più “servizio” e perde la sua veste di “voce istituzionale”, per lasciare spazio al dibattito, alla presentazione di tanti punti di vista su tanti aspetti della realtà, rispecchiando esattamente Sinistra Democratica: un movimento politico in cammino. Con tutte le sue contraddizioni, i suoi immancabili attriti e con gli inevitabili conflitti che sono generazionali e culturali.
L'emozionante formula scelta per dare voce ai mille pilastri del nostro movimento è stata
Lun, 01/12/2008 - 22:57
di Claudio Fava
Il 13 dicembre non sarà solo una festa. Ne abbiamo fatte tante, di feste: servono a star bene insieme, a contare le facce conosciute, a mettere in fila un po’ di bei discorsi, a mostrare i muscoli. E a ritrovarsi confusi e svuotati il giorno successivo.
Il 13 dicembre sarà una scelta. Convinta e impegnativa. La scelta di aprire questo processo costituente al paese, di sottrarlo alle prudenze dei gruppi dirigenti, di incarnarlo nelle passioni e nella generosità di chi sente tutta l’urgenza di una nuova sinistra in Italia.
Non staremo qui a dirci ancora una volta quanto “nuova” debba essere questa sinistra: abbiamo impegnato quattro mesi, dall’assemblea di Cianciano in poi, a ragionare sull’eredità che le culture politiche del secolo scorso ci hanno lasciato. Ci siamo detti cento volte che quell’eredità non va congelata né rifiutata ma rielaborata, impastata con una lingua diversa, arricchita con pratiche finalmente democratiche, finalmente inclusive. Abbiamo parlato delle troppe liturgie e dell’urgenza di abbandonarle. Abbiamo compreso che questo progetto non
Gio, 13/11/2008 - 22:32
di Piero Bevilacqua*
Dunque gli studenti dell’Università di nuovo allo prova di un appuntamento di massa, questa volta insieme al maggiore sindacato italiano, la CGIL e al mondo della scuola. La CISL e la UIL si sono sfilate da questo impegno, sottovalutando, con un grave errore politico, la portata della posta in gioco. Com ‘è noto, il movimento è nato per opporsi alla L. 133. Un provvedimento che stabiliva un taglio di spesa di circa 1 miliardo di euro nei prossimi 5 anni, un turn over destinato a sostituire una unità di personale ogni cinque pensionate, e infine la prospettiva di trasformare le Università in Fondazioni di diritto privato. Si tratta, come hanno capito ben presto soprattutto gli studenti, e come tardano a capire le classi dirigenti italiane, di una minaccia mortale per gli studi universitari e per la ricerca nel nostro Paese. I tagli finanziari si vengono ad aggiungere a restrizioni finanziarie prolungate nel tempo. Ricordo che secondo dati OCSE la spesa pubblica annuale per studente in Francia è di 10.995 dollari, 12.446 in Germania, 13.506 in Gran Bretagna. In Italia è di 8.026, ben al disotto della media dei Paesi industrializzati raggruppati nella OCSE, che è di 11.512. Ogni commento è superfluo.