Sd aderisce al Gay Pride

Il 28 giugno  - giorno del Gay pride di Bologna – è un appuntamento di prima grandezza per la politica e la società italiana.
Nel nostro paese mancano le leggi che riconosco la dignità e la libertà di una parte degli italiani, una dignità e una libertà che nel resto d’Europa sono già sancite.

La regressione civile voluta dalla destra e la timidezza ingiustificabile del centro sinistra ci consegnano un quadro che va cambiato al più presto.

E’ evidente che negare i diritti di gay, lesbiche, transessuali aiuta a criminalizzare tutti i diversi, rafforza le discriminazioni etniche, alimenta paura, pregiudizi, comportamenti violenti. C’è bisogno di  moltiplicare con la forza e l’intelligenza pacifiche della politica gli antidoti che nella società italiana per fortuna circolano largamente.

Sinistra Democratica perciò aderisce convintamente alla manifestazione e alla piattaforma per la laicità, la parità, la dignità che sono alla base del Gay pride. Perché si varino norme per le unioni di fatto e contro le discriminazioni. Perché sia difesa la laicità, senza aggettivi- E perché si alimenti la cultura del rispetto di ogni persona e del suo stile di vita, e si sgretolino le fondamenta della violenza contro le donne che segna le cronache e la vita del nostro paese.

Senza timidezze o tatticismi, perché solo così l’Italia cresce in civiltà e umanità


Aderiamo convinti per la

Aderiamo convinti per la laicità, la parità, la dignità e le libertà di tutti, ma propongo una riflessione.
Libertà delle persone è l'aspirazione inconciliabile dell'individualità di ciascuno/a da ogni condizionamento esterno e la cifra del progresso scientifico che ha operato la rottura di barriere finora ritenute invalicabili. L'intero spazio del globo percorribile da casa con internet, il tempo dell'eternità, dopo il fuoco, prossimo ad essere scalzato dalla gestione riservata al divino danno la misura del non ritorno all'obbedienza verso i dogmi: la Chiesa non si agita a caso.
Dobbiamo, però, chiederci se la libertà da ogni legame convenzionale non favorisce ad esempio un'identica idea di allergia all'impegno per il riscatto collettivo, ripercuotendosi in un consenso strisciante verso modelli favorevoli alla globalizzazione, che è appunto la quintessenza del mercato e del capitalismo senza regole?
E' per questo che, ad esempio, sono i radicali a portarne con più convinzione la bandiera, che, notoriamente, sui problemi del lavoro non sono certo dalla parte del lavoratore.
Per rispondere agli interrogativi sulla crisi dei propri ideali e valori nella società, la sinistra è chiamata a cimentarsi anche su questo.

Franco Moretti





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