Scarface

di Claudio Fava

Mer, 24/06/2009 - 05:53

Il centrosinistra ha perso ventidue province e nove comuni capoluogo. Una disfatta, dunque? Non del tutto, e non per meriti nostri. Il risultato dei ballottaggi ci assegna alcune vittorie fino a ieri incerte e soprattutto registra un arretramento forte e vistoso del centrodestra. Che anche lì dov’era a pochi punti dai nostri candidati, finisce per fermarsi intorno al 40%.
Per quanto pronto a digerire ogni miseria e ogni vergogna, questo paese sta reagendo alla caduta verticale di credibilità del premier. Le cronache di corte, che Berlusconi attribuisce a complotti e manipolazioni, sono imbarazzanti perfino per i suoi cortigiani. E certamente anche per molti suoi elettori. Non è solo la menzogna e l’impudicizia: è questa cupa, solitaria follia, un epilogo alla Scarface, con il boss, sfatto e stanco, che resta asserragliato fino alla fine nel suo palazzo.
Peccato che a questa fine “politica” stia contribuendo assai poco il centrosinistra. E per nulla il Partito Democratico, felice di infilarsi con falso candore nel cul de sac di questo referendum, felice di issare fino all’ultimo la bandiera del bipartitismo sui propri spalti.
Eppure questo paese è meno svagato di come ce lo raccontano. Al referendum ha risposto come sappiamo, nonostante votassero “sì” il capo del governo e il segretario del maggior partito dell’opposizione, dimostrando un buon margine di saggezza e di autonomia di fronte alle idiozie dei palazzi. E’ vero, abbiamo dimezzato la nostra rappresentanza di governo nelle amministrazioni in cui s’è votato ma almeno abbiamo registrato due fatti positivi: il bipartitismo è morto (senza essere mai nato, del resto) e i partitini che hanno voluto sfidare in solitudine la sorte del voto sono stati spazzati via dai consigli comunali e provinciali.
Credo che qualcosa tutto questo vorrà dirla anche per noi, per Sinistra e Libertà e per il nostro progetto. Che da questo voto e dalle accelerazioni di questi giorni trova solo ragioni in più per andare avanti. Senza se e senza ma.
Claudio Fava


LA SPAZZATURA DA SPAZZARE

LA SPAZZATURA DA SPAZZARE PER RIPULIRE L’ITALIA

Non c’è da perdere un minuto di più, tutte le opposizioni politiche nel Parlamento e nel Paese, chiedano le dimissioni del presidente del consiglio e del suo governo. E’ un atto dovuto. Le debbono chiedere per dare una risposta dura al disgusto, allo schifo, alla rabbia, per questo mercimonio governativo che provano tanti cittadini e che porta alla disaffezione nei partiti e nelle istituzioni non andando a votare. Le debbono chiedere per le centinaia di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie che hanno perso e perderanno il lavoro, dei giovani che non lo troveranno più, dei pensionati in affanno, alle famiglie in povertà, che vengono dimenticati ed irrisi dalle politiche del governo. Don Paolo Farinella e “Famiglia Cristiana” denunciano l’emergenza morale e il limite della decenza di Berlusconi & C. Le denunce CGIL sulla crisi e gli applausi confindustriali e affini al capo, ci dicono chi guadagna e chi perde! Le leggi a personam, l’impedimento delle intercettazioni ed il bavaglio all’informazione, gli insulti ai Magistrati, debbono essere spazzate via dal popolo indomito che deve trovare ora una opposizione democratica unita per difendere la Costituzione e restituire onore all’Italia.
Gianni AQUILI
Chiaravalle, 25/06/09


antonellorieti Caro Claudio

antonellorieti
Caro Claudio dicci che cosa dobbiamo fare con il PS, cosa significa andare avanti senza se e senza ma?
Io sono d'accordo, diamoci una base ideale (che già c'è) ed elaboriamo un progetto della nuova Italia che vogliamo costruire.
Acceleriamo il processo di costruzione di Sinistra e Libertà, "sciogliamoci" dentro tutte le associazioni ed i movimenti disponibili a farlo da subito e partiamo lasciando la porta aperta a chi ha bisogno di più tempo per farlo.


IL PARTITO DEL SOCIALISMO

IL PARTITO DEL SOCIALISMO EUROPEO PER L’ITALIA

Non giriamoci più attorno, tutti noi sconfitti nelle elezioni del 14 aprile! Noi eredi della tradizione socialista di Andrea Costa, di Turati, di Nenni e di tanti compagni e compagne del Partito socialis


donna di denari