A salvaguardia della democrazia o di Berlusconi?

Il così detto lodo Alfano ha sollevato una lunga serie di osservazioni, sulla sua costituzionalità, sull’introduzione di privilegi non previsti dal nostro ordinamento, sull’assurdità dell’una tantum, per cui in futuro si potranno avere delle alte cariche dello stato che godono di tale privilegio e di altre no, ecc., ma c’è un punto che non corrisponde ai criteri “normali” attraverso i quali andrebbe giudicata la vita pubblica.
Il lodo Schifano prima e quello di Alfano oggi mettono in conto, infatti,  che tra le quattro alte cariche istituzionali ci potesse essere qualcuno bisognoso di un tale scudo per  difendersi da un possibile processo penale. Certo non è bello che l’attuale presidente del senato e il ministro della giustizia  siano così pessimisti e abbiano così pessima opinione di chi quelle alte cariche dello stato potrebbero occupare o già occupano. Gli ingenui pensano che la specchiata onestà costituisse una delle prerogative per poter accedere a si alti incarichi. Ma si sa gli uomini sono peccatori, e capisco anche che si voglia salvaguardare il prestigio di funzioni così importanti; non sarebbe bello vedere un’alta carica in catene tra due carabinieri accompagnato in tribunale.
Ma la domanda è: si è voluto salvare il prestigio di tali importanti funzioni o piuttosto ci si è preoccupati di salvare da un possibile processo chi quelle cariche ricopre?
Se il ministro e il parlamento volevano  difendere il prestigio delle alte istituzioni il lodo avrebbe dovuto avere un contenuto diverso, del tipo: alle quattro importanti cariche istituzionali non possono accedere cittadini inquisiti, sottoposti a processi penali, o che abbiano avuto una condanna penale negli ultimi dieci anni. Qualora fosse inquisito durante il mandato decadrebbe immediatamente
Solo così i cittadini sarebbero stati sicuri di poter guardare senza diffidenza le personalità che occupano le quattro maggiore cariche, perché di esse sarebbe garantita l’onestà. In realtà il contenuto del lodo appena approvato dalla Camera dei deputati ci dice a gran voce che la maggioranza parlamentare della dignità delle alte cariche non  si interessa ma è interessata a garantire chi quelle cariche copre.  Certo si può sperare in un ripensamento dei senatori, sarebbe un gran giorno per la democrazia italiana. Così il lodo potrebbe essere titolato “a salvaguardia della democrazia” e non, come ora “a salvaguardia di Berlusconi”. Ma non mi pare che questa sia  la stagione adatta; c’è poco da sperare.

*Facoltà di Pianificazione del Territorio dell'Università di Venezia, del Consiglio Nazionale di Sd


Se,ma...forse... si

Se,ma...forse... si potrebbe...ecc.
io avrei pensato di fare delle proposte su come risolvere la "situation" avrei pensato ...forse...di andare a sbirciare le carte su come si è giunti alle dimissioni dell'ex presidente Leone (precedente costituzionale). Utilizzando tale precente si può chiedere direttamente l'eccezione di costituzionalità,infatti se si cambiano i termini delle prerogative del capo dello stato esse devono valere sempre tramite i passaggi delle riforme costituzionali (chiedere questo) se ciò non accadesse gli eredi del presidente Leone potrebbero fare ric.... ecc.
Ciaso Claudio


Istintivamente mi verrebbe

Istintivamente mi verrebbe di darle ragione, ma temo che nella sua analisi non tenga conto di alcune eventualità, tra cui quelle per le quali nell'immediato dopoguerra fu proprio la sinistra a volere l'immunità parlamentare.

Provo a fare qualche esempio ipotetico:

supponiamo che al governo o in parlamento ci siano delle persone che portano avanti un'azione efficace contro l'interesse di alcuni poteri forti (... ho detto ipotetico!...) e che questi come contro-offensiva imbastiscano, magari con l'ausilio di parte dei servizi segreti, una montatura ben congegnata e difficilmente smontabile a danno dei parlamentari avversi

Oppure ancora immaginiamo il caso in cui una potenza straniera, gli USA per esempio, abbia interesse a destabilizzare il nostro paese ed usi a questo fine una montatura giudiziaria creata ad arte che coinvolga le più alte cariche dello stato.

E potrei continuare a lungo a fare altri esempi analoghi per dire che a me rimane il dubbio che il rapporto potere politico - potere giudiziario forse è un po' più complesso della raffigurazione che abbiamo prodotto a sinistra (me compreso) dal dopo tangentopoli in poi.
Forse dovremmo fare qualche riflessione più profonda in merito svincolando questo argomento dalla lotta politica contingente.

Cordialmente
Enrico





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