Magistratura "sotto controllo", informazione asservita

Con la protervia di cui ha dato già numerose prove, la destra berlusconiana, quella che si è presentata agli elettori  come baluardo della sicurezza dei cittadini, si appresta a demolire uno dei pochi efficaci strumenti di prevenzione e di contrasto della criminalità: quello delle intercettazioni telefoniche e ambientali.
Qualche anno fa gli stessi protagonisti si scagliavano contro i collaboratori di giustizia (i “pentiti”) sostenendo che le forze dell’ordine e della magistratura dovevano tornare a strumenti di indagine più tradizionali come, appunto, le intercettazioni.
Quella offensiva andò a segno: oggi chi indaga sulla criminalità organizzata non ha più a disposizione lo strumento dei collaboratori e quindi lo Stato è più debole.
Adesso la destra vuole colpire anche quel che resta – le intercettazioni – e che è un mezzo fondamentale nelle indagini sulla mafia, sulla corruzione, sul riciclaggio.
Ma il governo Berlusconi ha frecce da scagliare contro altri obiettivi: le carriere dei magistrati, l’obbligatorietà dell’azione penale, l’autonoma vita del CSM.
L’azione dell’esecutivo sulla giustizia appare ispirata ad una logica da resa dei conti con la magistratura e con tutto ciò che, per dettato costituzionale, è chiamato a svolgere un ruolo autonomo di controllo e di bilanciamento rispetto al potere esecutivo.
Ed è per questo che si vuole colpire la libertà di informazione punendo i giornalisti che, qualora in possesso di testi di intercettazioni, dovessero decidere di renderli pubblici assolvendo al diritto/dovere di informare i cittadini.
Torna a tutto tondo il progetto di una destra plebiscitaria che non sopporta alcuna forma di controllo, di critica, di bilanciamento dei poteri.
Una destra che proprio per questo continua ad impedire l’elezione del Presidente della Commissione di Vigilanza.
Una destra con la quale, non capisco secondo quale logica, c’è ancora chi vorrebbe “dialogare” e collaborare per la modifica della Costituzione.
E’ al contrario il momento di serrare le fila dell’opposizione, di dare coraggio a chi non vuole arrendersi, di cominciare a costruire, con pazienza e determinazione, la strada dell’alternativa.

*del Coordinamento Nazionale di Sd





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