L'ultimo atto di Livia Turco ministro è un atto giusto

Apprezzamenti a Livia Turco. E’ davvero  con qualche sollievo che apprendiamo della pubblicazione   nella Gazzetta Ufficiale del 30 aprile  delle nuove linee guida contenenti  le indicazioni delle procedure e delle tecniche di fecondazione assistita. Ci eravamo ormai rassegnate e rassegnati  all’idea che era persa ormai anche l’ultima possibilità di portare qualche correzione alla famigerata legge 40, rassegnazione che,  con il ritorno del centro destra al Governo,  era arrivata a considerare chiusa  ogni speranza di modifica della legge.
E invece  queste nuove indicazioni del Ministro alla Sanità Livia Turco, che si è avvalsa del parere dell’Istituto superiore di sanità,  aggiornano in modo significativo le precedenti del luglio 2004, emanate da Sirchia pochi mesi dopo l’approvazione della famigerata legge 40, e annullate da una recente sentenza del Tar del Lazio nella parte che limitava le indagini sullo stato di salute dell’embrione solo a quelle di tipo osservazionale, ritenendo tale limite non coerente con quanto disposto dalla Legge 40.
Queste le principali novità delle nuove linee guida:
1.    La possibilità di ricorrere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita viene estesa anche alla coppia in cui l’uomo sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili, e in particolare del virus HIV e di quelli delle epatiti B e C, riconoscendo che tali condizioni siano assimilabili ai casi di infertilità per i quali è concesso il ricorso alla fecondazione assistita. In questi casi c’è infatti un elevato rischio di infezione per la madre e il feto conseguente a rapporti sessuali non protetti con il partner sieropositivo. Un rischio che, di fatto, preclude la possibilità di avere un figlio a queste coppie.
2.    Vengono eliminati i commi delle precedenti linee guida che limitavano la possibilità di indagine a quella di tipo osservazionale. Viene quindi abolito il divieto di diagnosi preimpianto.
3.    E’ inserita l’ indicazione che ogni centro per la PMA debba assicurare la presenza di un adeguato sostegno psicologico alla coppia, predisponendo la possibilità di una consulenza da parte di uno psicologo adeguatamente formato nel settore.
Non c’è dubbio, questo aggiornamento era atteso da tante donne e tante coppie che in vari modi, con diverse forme, presentando ricorsi, si sono ribellate nel corso di questi anni ad una legge, unica in Europa, di impianto marcatamente ideologico e per questo ingiusta e crudele.
Due questioni ugualmente assai rilevanti  rimangono ancora  irrisolte: è confermato il divieto di accesso alla fecondazione assistita ai portatori di malattie genetiche che non siano sterili o infertili, ma che dovrebbero ugualmente poter disporre del diritto di  effettuare  la diagnosi preimpianto perché è del tutto  legittimo desiderare di far nascere un bambino sano.
Rimane invariato l’obbligo di produzione di soli tre embrioni  e l’impianto contestuale nell’utero   di tutti e tre.  Un numero spesso troppo basso che riduce la possibilità di gravidanza  nelle donne in età più avanzata,  e che, nel caso di donne più giovani, ha portato all’aumento in questi anni  dei parti gemellari e trigemellari.
Non era compito delle linee guida abolire il divieto alla fecondazione eterologa, ossia quella che avviene con seme di donatore esterno alla coppia, e il divieto di accesso alle donne singole.
Si legge già di reazioni infuriate di aree del centro destra e d ambienti cattolici  che parlano di colpo di mano, di deriva eugenetica, di provocazione.
Per quanto ci riguarda, come SD  consideriamo le indicazioni di aggiornamento delle Linee Guida emanate da Livia Turco una affermazione della ragione contro l’ideologia di una parte e un  atto importante di solidarietà e rispetto nei confronti di tutte le donne e coppie che devono ricorrere alla fecondazione assistita per potere diventare genitori.

*della Presidenza di Sinistra Democratica





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