Le ragioni del nostro essere : I giorni di Genova e i morti sul lavoro

Lo straordinario successo dell’assemblea del 16 Febbraio, a Potenza,  della “Sinistra l’Arcobaleno”  di Basilicata,che ha visto la partecipazione di oltre un migliaio di persone  con una quarantina di interventi è un segnale importante che ci dice molte cose. Testimonia una grande voglia di partecipazione “attiva”, una ricchezza di contenuti, una disponibilità politica “a sinistra” che va raccolta e che ci deve guidare, tutti, nei prossimi giorni.
Il precipitare della situazione nazionale ha reso di fatto questa assemblea anche l’apertura della campagna elettorale per “la Sinistra l’Arcobaleno”, ma  essa è stata, soprattutto,   l’avvio di  un processo che possa portare all’ unificazione della Sinistra in un nuovo soggetto che si alimenti delle proprie storie ma abbia la capacità di andare oltre,  a partire da una forte condivisione di valori e di prospettiva politica.
L’attuale passaggio elettorale è importante ma condivido  l’analisi di Tronti “non si tratta di un passaggio decisivo, eccezionale ..ma una normalità che si ripete stancamente” tutta all’interno di una crisi di sistema che confonde gli effetti con le cause. Anche la discussione sulla legge elettorale che pretende di sanare la frammentazione non coglie il dato della frammentazione sociale, prodotta dal neoliberismo che è la causa della frammentazione politica e   non è sanabile con complicati   tecnicismi.
Bisogna superare la paura per un possibile cambio di governo che ha prodotto, in molte fasi dell’ultimo governo Prodi, un imbarazzante silenzio della sinistra su questioni fondamentali.
Abbiamo un ruolo ed un compito importante: impedire la scomparsa della “Sinistra” in Italia, abbiamo antagonisti potenti come Belusconi e il Partito Democratico che in questo, sembrano, perseguire lo stesso obiettivo, questo compito possiamo svolgerlo solo a partire dall’esercizio di un ruolo senza tatticismi, in maniera chiara e leale che produca iniziativa politica e costruisca egemonia, in senso gramsciano.
Per tutto questo è determinante un forte processo dal basso che coinvolga tutte quelle forze  che, pur non riconoscendosi nelle attuali forme  organizzative, condividono gli stessi valori e si pongono dalla stessa parte. Mai come in questo momento c’è bisogno di una Sinistra che punti a ricostruire   una propria egemonia culturale e politica alternativa al “berlusconismo” a partire dalla centralità del lavoro, dalla difesa dei lavoratori,  dalla lotta al precariato, dalla difesa dei diritti, dal rifiuto della guerra e delle logiche di mercato che trasformano tutto in “merce” che calpestano diritti, uomini e donne, ambiente e natura in nome “dell’accumulazione”.
Noi continuiamo   a  distinguere sempre  tra lavoratori e capitalisti, operai e padroni,  ci batteremo sempre per una società equa e solidale contro gli egoismi distruttivi di uomini e risorse della vulgata “neoliberista” . Tutto questo questo implica una profonda riflessione teorica sul lavoro.
Ancora una volta ha ragione Tronti: “ un lavoro che non è più universo ma pluriverso”.
Il lavoro è in frantumi non solo nella sua tipologia organizzativa ma per il suo rapporto sociale.
Non a caso la sua rappresentazione compiuta è la precarizzazione, vero cancro di questa fase di sviluppo che disintegra uomini e donne, gli impedisce di essere cittadini, li condanna alla marginalizzazione e all’afasia, distrugge coscienze e intelligenze costringendole al “chiacchiericcio”, direbbe un filosofo tedesco del novecento. Anche per questo e su questo
la stagione del centro sinistra, come lo abbiamo conosciuto, è tramontata oggi esiste una destra rappresentata da Berlusconi, un centro rappresentato dal Partito Democratico ed una Sinistra che va rappresentata e ripensata in maniera fortemente innovativa. Questo è il progetto che deve guidare “la Sinistra l’Arcobaleno”, una sinistra che alimentandosi della opposizione sociale e dei conflitti sappia   portarli a sintesi e proporre un nuovo modello e una nuova prospettiva anche di “civiltà”.
Si tratta di un processo difficile, complicato, faticoso all’interno del quale continueranno ad agire elementi di resistenza identitaria ma che sapremo superare tutti a partire da una profonda messa in discussione di noi stessi, con rigore e chiarezza, riproponendo un nuovo modo di fare politica che ponga l’etica al suo centro, il”noi” come soggetto, il superamento degli individualismi come programma. E questo spirito si è espresso maggioritariamente negli oltre quaranta interventi che hanno animato la nostra splendida assemblea del 16 febbraio.

*coordinatore Sinistra Democratica di Basilicata
 


Sono stagioni difficili

Sono stagioni difficili queste, per le numerose morti sul lavoro che ci fanno riflettere sull'effettivo apporto delle aziende sulla tutela del dipendenti.
Sono stagioni in cui ci si chiede se le leggi in vigore siano appiccicate alla Gazzetta Ufficiale o abbiano un senso preciso, per chi si batte e si e' battuto per la salvaguardia del lavoro.
Le morti bianche sono un insegno indelebile sull'Irtalia a un passo da una svolta in materia si spera, anche se si sa che con i nostri ritmi ci faremo bagnare il naso anche in materia di LAVORO, noi avevamo aziende efficienti e sindacati attivi ora non abbiamo ne uno e ne l'altro. anche se i sindacati da sempre dei ex machina di iniziative sembrano muoversi in materia di tutela dei lavoratori, per ridonare una speranza a chi e' in cassintegrazione da numerosi anni, per chi vive tirando la cinghia ( a stento) e fa fatica ad arrivare alla fine del mese.
Il problema nel nostro sud, a cui tengo particolarmente, io sono calabrese e' allucinante, le norme di tutela non vengono rispettate e il lavoro e' visto come un plusvalore rispetto ad un valore reale, percher' manca lo stimolo per continuare, perche' mancano i fondi e tanto altro.





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