Le persone prima di tutto: un nuovo indirizzo per l'Europa

Quello che si porta a casa da Madrid, dove si è tenuto il  Consiglio del PSE,  è la sensazione che al di là degli sterili avvitamenti in cui si dibatte il centrosinistra in Italia, le forze progressiste europee sono pronte ad avviare un nuovo corso che trasformi l’Unione in un attore politico in grado di governare i processi e controllare l’economia, migliorando le condizioni di vita delle persone. 
Il Consiglio è stato un evento altamente significativo, con l’adozione, per la prima volta, di un Manifesto comune per le elezioni europee del 2009, sottoscritto dai partiti socialisti, socialdemocratici e democratici progressisti dell’Unione. Un documento programmatico su cui si fonda la campagna elettorale che i socialisti europei sono determinati a vincere, nella convinzione che solo un radicale cambio di indirizzo nella politica dell’Unione può offrire delle soluzioni efficaci alle diverse crisi (istituzionale, economico-finanziaria, energetico-ambientale) che rischiano a vario titolo di soffocare la UE e peggiorare gravemente la vita delle cittadine e dei cittadini. La risposta che si vuole dare, articolata in sei punti programmatici, mette le persone prima di tutto, per costruire una società più equa, più sicura e più verde: 
1.    Rilanciare l’economia e prevenire nuove crisi finanziarie
2.    Una nuova Europa sociale – offrire alle persone un trattamento più giusto
3.    Trasformare l’Europa nella principale forza a livello mondiale contro il cambiamento climatico
4.    Sostenere la parità di genere in Europa
5.    Sviluppare un’efficace politica migratoria comunitaria
6.    Accrescere il ruolo dell’Europa come partner di pace, sicurezza e sviluppo
“L’unica soluzione alle crisi attuali è più democrazia sociale… Abbiamo bisogno di una nuova globalizzazione che coniughi un’economia di mercato con la giustizia sociale attraverso ordinamenti equi” – scrive Poul Nyrup Rasmussen, Presidente del PSE.

Il PSE si è anche interrogato su come favorire la partecipazione dei cittadini ai processi di decisione comunitari. Con tali finalità è nata la FEPS (Foundation for European Progressive Studies), una fondazione  che promuove un rapporto diretto tra attivisti e PSE. 
Per i motivi che ha illustrato Pasqualina Napoletano nel suo articolo, Sinistra Democratica non ha partecipato con una propria delegazione alla presentazione del Manifesto, ma alcuni attivisti hanno avuto la possibilità di vivere questa esperienza. Senza riferimenti nazionali, il confronto con gli esponenti europei è diventato immediato e ciò ha permesso di sperimentare pienamente una dimensione europea.   

Il Manifesto del PSE si trova al seguente indirizzo:
http://www.pes.org/downloads/PES_manifesto_2009-EN.pdf

Per iscriversi al PSE, diventando PES Activists:
http://www.pes.org/content/blogcategory/91/170


Cara Elena, mi scuso

Cara Elena, mi scuso immensamente per non esserti riuscito a mandare la mail che ti avevo promesso, ma ho avuto diversi problemi. Confermo comunque tutto quello che dici, sperando di rivederti presto ti mando saluti socialisti.

Giovanni Cadioli - Brescia





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