La Sinistra riparta da una nuova generazione

Il Pd aveva tre obiettivi: battere Berlusconi e guadagnare il governo, diventare il primo partito politico italiano, isolare e ridurre ai minimi termini la sinistra.
Ha fallito i primi due, ha avuto successo sul terzo.
Il dato di fondo di queste elezioni è questo: dopo quindici anni di alterne battaglie, Berlusconi e la sua coalizione vincono con clamoroso distacco (la Lega, addirittura, raddoppia). Di più, Berlusconi, e la destra che rappresenta, imprimono il loro segno sulla cultura di massa e su tutta la politica italiana: personalizzazione, populismo, plebiscito, televisione.
Senza precedenti è la sconfitta della Sinistra l’Arcobaleno. Il Pd ci ha lavorato, ma se non ci fosse stato un grave ritardo, una debolezza strutturale, una confusione di obiettivi, naturalmente non sarebbe stata travolta. La lista è stata percepita come un cartello elettorale, cioè poca cosa.
Tutto è precipitato cogliendomi in un momento difficile della vita. Mi sento tuttavia politicamente corresponsabile del disastro, e ne trarrò le conseguenze. Continuo ostinatamente a ritenere impensabile che in futuro, in un paese europeo come l’Italia, scompaia qualunque formazione politica di sinistra. Non bisogna disperare: spes contra spem. Una sinistra in Italia c’è. E’ necessario lavorare fin da ora a unificare davvero tutte le forze disponibili alla formazione di un partito nuovo, in grado di competere e riguadagnare il suo posto in Parlamento.
Progetto possibile solo con una nuova generazione, uomini e donne, militanti e dirigenti. In Sinistra democratica ce ne sono tanti che in questi anni e in questa stessa campagna elettorale si sono spesi con coerenza, generosità e disinteresse. 


non condivido il parere

non condivido il parere espresso da Mussi, il PD che io ho votato non poteva fare altro che presentarsi come ha fatto. Se si fosse ripresentato con la maggioranza precedente non sarebbe stato credibile. Detto questo, io personalmente non mi sento così stabilmente elettore del PD. Seguo con attenzione l'evolversi all'interno della sinistra socialista(e non comunista).


Basta divisioni a

Basta divisioni a sinistra.
Lo so che' e'difficile far convivere posizioni diverse,spesso anche assai lontane,ma se non ci riusciamo,saremo condannati per sempre alla continua frammentazione e alla perenne opposizione.
Cosi' si lascia campo libero ad una destra populista e insensibile,intollerante e razzista.Lasciamo campo libero cosi' alla creazione di uno stato di polizia,chiesto a gran voce da lega e AN dopo gli ultimi orribili crimini perpetrati ai danni di alcune donne,italiane e straniere.Si Parla di ronde,ma immaginate la giustizia fai da te!

Possiamo predicare,noi come sinistra,la tolleranza,l'integrazione ed il rispetto delle minoranze,se poi siamo i primi a dividerci e ad esercitare l'ostracismo verso chi non sottoscrive le nostre posizioni al 100%?.
Abbiamo tutti pensato prima del voto,il nostro Mussi in testa,che potessimo avere uniti circa 12-15%,francamente lo pensavo anche io.La realta' ci ha svegliati con uno scappellotto di non poco conto,e se vogliamo trarne una lezione costruttiva,pensiamo bene di riunirci,tutta la sinistra,pur mantenendo la nostra storia.Forse il PD non e' quanto di meglio ci si poteva aspettare,troppo centrista e poco di sinistra.Andiamocela a riprendere la nostra sinistra,all'interno del PD,spostiamolo noi l'asse verso sinistra.Se ci frazioniamo di continuo con micropartiti da 0.2 a 0.9%,possiamo veramente opporci a Berlusconi e soci?Pensateci un attimo,a meno che la nostra vocazione non sia di vittimismo ad oltranza,uniti ci si arriva a palazzo,e solo da li si cambia legalmente.Dall'esterno si reclama e ci si piange addosso,ma per i cittadini non cambia nulla.

Il PD e'nato da poco,il risultato,nonostante la batosta,e' sorprendente,costruiamolo insieme e contrastiamo la destra piu' brutta mai vista in decenni.
Non abbiamo sempre detto che l'unione fa la forza,lo si diceva tra gli operai nelle fabbriche,la si chiede sempre per essere forti,allora diamo un esempio concreto.

Fabrizio


enzociniglio la sconfitta

enzociniglio

la sconfitta elettorale è di quella che lascia il segno, e a nulla serve scaricare su altri le responsabilità di un disastro annunciato, si è voluta percorrere la strada dell'unione delle forze di sinistra senza un progetto credibile e vincente, ma inseguendo solo la somma della percentuale valida per entrare in Parlamento.
I cittadini hanno compreso è bocciato questo tentativo. Non era credibile in campagna elettorale chi chiedeva il voto per difendere gli interessi delle fasce deboli dall'opposizione, quando stando al governo non ha avuto la forza di imporre l'attuazione di quelli che pure erano punti del programma condiviso
Occorre cambiare rotta, pensare a un progetto di una moderna sinistra socialista capace di proporsi come forza di governo, aperta alle sfide del mercato globale. I valori della laicità, della difesa dei diritti individuali,della solidarietà devono rappresentare la cornice di un quadro di iniziative volte a dare risposte concrete a bisogni della gente.
C'è una richiesta di giustizia e sicurezza che non può
essere patrimonio esclusivo e strumentale della destra
bisogna dare una risposta credibile, così come le tematiche del lavoro rappresentano il nuovo banco di prova per una sinistra moderna, è ora di dire la verità sulla legge Biagi e chiedere che venga applicata anche la seconda parte che prevede forme di tutela per il lavoratore. Facciamo uno sforzo, parliamo un linguaggio chiaro, capace di parlare al cuore ma anche alla pancia dei cittadini, la concretezza e la linearità delle scelte verrà sicuramente premiata.


In italia una grande forza

In italia una grande forza socialista ed europea c'è già ed è naturalmente, lo dice la parola stessa, il PARTITO SOCIALISTA. Ora compagni è il momento di riprendere la strada interrotta con lo scioglimento dei DS. Il movimento del compagno Mussi e tutta la sinistra moderna e socialista ha una sola strada per il bene del paese e della sinistra stessa contribuire, come ha già fatto il compagno Angius alla creazione di un nuovo grande moderno PARTITO SOCIALISTA ITALIANO.
Tutto il resto altro non è che una serie infinita di chiacchiere....


Luca Lecardane Palermo.

Luca Lecardane Palermo. ribadisco la seguente:mi spiace dire che ancora una volta non si vuole capire quale è il problema della sinistra italiana che non è la mancanza di falce e martello (ricordo che c'erano 2 partiti che nel simbolo sulla scheda elettorale avevano falce e martello ed hanno preso pochissimo), ma piuttosto la mancanza di capacità nel descrivere un nuovo modello di società antitetica a quella dominata dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, ma anche questa è la società dove il lavoro non permette di avere del tempo libero per sé perché si deve guadagnare il più possibile, è la società questa dei giovani che iniziano a vedere un lavoro vero a 35 anni con dei veri contributi previdenziali. La sinistra tutta dai socialisti ai comunisti ai verdi e a tutti gli altri comunque si vogliano definire deve ripensare ad un modello di società ed ad un progetto politico che parli ai lavoratori, ai commercianti, agli artigiani, ai piccoli e medi imprenditori, alle partite iva, ai professionisti. fare battaglie forti come quella contro le accise sulla benzina, contro gli ordinamenti professionali , per dare ai pensionati una pensione dignitosa e non quel misero 60 70 % che hanno oggi. Perchè non pensare all'eliminazione degli esami di Stato per entrare negli ordinamenti professionali e lasciare invece ciò al mercato, rivoluzionando le materie insegnate all’università e rendendo più controllato e meno fittizio il praticantato?per fare un esempio concreto: io penso che nella facoltà di Giurisprudenza si dovrebbe insegnare come fare un ricorso scritto cosa che invece non insegnano assolutamente. Chi si laurea in Giurisprudenza deve fare 2 anni di praticantato con 60 udienze ogni 6 mesi, e non 20 come è adesso, e dopo questi 2 anni automaticamente diventa avvocato. Sarà il mercato, quindi gli utenti a decidere se sei un bravo avvocato o meno. Ci sarebbe un risparmio da parte delle famiglie enorme perché non sarebbero costrette a pagare i corsi per il superamento dell’esame di Stato. Si potrebbe pensare ad una flessibilità permessa per le aziende con limiti temporali e numerici, e reinserire con maggiori controlli e maggiori garanzie per i lavoratori il contratto formazione e lavoro. Si potrebbe permettere alle aziende l’uso del contratto a progetto alle seguenti condizioni: uso dei contratti a progetto per un massimo di 12 mesi;obbligo di trasformazione di almeno il 70% dei contratti a progetto in contratti a tempo indeterminato altrimenti le aziende non potranno più usufruire della possibilità di avere contrattisti a progetto per 5 anni; parificare la contribuzione del contratto a progetto con quello del lavoro subordinato in modo tale da permettere ai lavoratori di unificare i contributi e avere una pensione dignitosa a 65 anni. Poi invito tutti quelli che si oppongono all’eliminazione delle pensioni di anzianità a farsi una domanda e a farla ai giovani: è preferibile andare in pensione prima dei 65 anni e avere una pensione ridicola o andare in pensione a 65 anni e avere almeno 85% dell’ultimo stipendio? Tutto ciò con ovvie eccezioni per i lavori usuranti , con premi in percentuale sulla pensione netta per chi mette anni di contributi oltre un tot (penso 38 anni di contributi versati) che si deve stabilire; bisogna dare la certezza di una pensione nella misura detta prima al di là dei contributi versati perché uno a 65 anni non può ritrovarsi a morire di fame. Questi solo per fare alcuni esempi su come la sinistra può essere davvero sinistra ed essere riformatrice per davvero e non come vuole essere il PD che è solo l’altra faccia del PDL. Vi prego non torniamo indietro, anzi rafforziamo l’idea di una sinistra unita, di una sinistra basata su organizzazione, partecipazione, comunicazione. Un’ organizzazione basata su sezioni, gruppi tematici, una sinistra capace di stare dentro la società con comitati di cittadini, associazioni, entrando nei gangli della società in maniera forte e permanente e aprendo discussioni e confronti con ciò che già c’è ed eliminando i pregiudizi nei confronti dei preti, perché vi assicuro che ci sono preti molto più di sinistra di tanta gente che conosciamo. INSIEME PER UNA NUOVA SINISTRA CE LA POSSIAMO FARE.


Se partiamo da questi punti

Se partiamo da questi punti (io sono un archeologo e so cosa significa non essere riconosciuto come professione) sono pronto alla sfida per una nuova sinistra. Credo che partire da un'analisi impietosa e oggettiva della situazione e della società italiana sia l'unico modo per ripartire. E poi azzerare le attuali direzioni nazionali e ricostruire.


Sono un elettore di

Sono un elettore di Sinistra.

Io penso che in questo momento nessuno debba "Passare"
la palla.
E' ovvio che siamo all'opposizione e che non siamo in parlamento.

Pensiamo a ripartire ed al futuro , mi raccomando
io come tutti gli altri che hanno votato a sinistra
abbiamo i nostri leader.

Per quello che mi riguarda voglio che il mio voto sia rispettato , voglio essere rappresentato solo da chi ho votato,nessun altro puo' rappresentarmi.
Un Saluto
Paolo


http://www.controradiolive.in

http://www.controradiolive.info/direttawebtv/direttawebtv.html

Questo sopra è il link della direttatv dell'assemblea di firenze.
Non era in home!!

http://gruppoemancipazione.blogspot.com/


Enzio Muccio RIFLESSIONI

Enzio Muccio
RIFLESSIONI SCOMPOSTE E UNA SOLA IPOTESI

Quando un risultato elettorale è così sconvolgente; quando realizza un cambiamento tanto radicale quanto avventuroso e pericoloso del sistema politico che prelude ad un modello che non ha radici nella tradizione politica italiana; quando a determinare tutto questo, piaccia o no, è stato il popolo sovrano allora ogni analisi del voto diventa inutile ed improduttiva se non affronta limpidamente e senza alcuna riserva mentale tutti i problemi che in verità, oramai da un decennio, rappresentano le questioni irrisolte della sinistra italiana.
Non serve: né una devastante e sanguinaria resa di conti all’interno degli apparati, dei gruppi dirigenti delle singole formazioni politiche della sinistra;
né la individuazione delle cause politiche esterne quale la impostazione politica della campagna elettorale e le scelte operate dal P.D.
Nel primo caso sanciremmo la immaturità politica di una sinistra incapace, ancor oggi e nonostante il dramma, di affrontare i nodi veri, i problemi aperti e daremmo invece la spiegazione provata delle ragioni per cui si è consumato per intero il patrimonio della sinistra italiana.
Nel secondo caso rischieremmo, come spesso accade, di individuare negli altri la esclusiva causa delle nostre disgrazie, di demonizzare gli avversari politici, quale io penso sia anche il PD, che invece hanno saputo, nel loro interesse, bene interpretare ed intercettare il malessere della nostra sinistra; rischieremmo di individuare una causa tanto banale ed evidente quanto scontata ed irrilevante rispetto ai problemi veri e cruciali cui noi siamo chiamati.
Il P.D. di Veltroni ha solo fatto scattare una molla che già era tesa nella società, noi non abbiamo avuto neppure la capacità di percepirne il pericolo.
No, la questione deve essere affrontata nel modo in cui merita.
Si sono aperte, o meglio evidenziate quelle questioni presenti ed irrisolte della crisi politica e di rappresentanza della sinistra italiana.
Forse Berlinguer direbbe che oggi in Italia si sono aperte una questione:
La questione Socialista, la questione Comunista, la questione Ambientalista. Insomma la questione della Sinistra Italiana.
Come affrontarla? Come risolverla?
E’ in atto il tentativo, pericoloso, di affrontare i problemi singolarmente, ciascuno all’interno del suo luogo politico di appartenenza; di un luogo politico che piaccia o no è stato sconfessato dagli italiani, dal popolo, dai lavoratori, dai giovani e dalle donne e dagli anziani, e pure dai compagni così tanto “affezionati” ai nostri simboli storici. Si, compagni elettori che non ci sono più perché hanno indirizzato il voto altrove, od anche nella protesta di chi ha annullato la scheda o non è andato a votare; forse compagni che vivono solo nella nostra memoria o nella immaginazione di chi stenta a rimuovere il fatto che i tempi del PCI sono vecchi di oltre 15 anni.
La questione della sinistra italiana non ha confini, zone o luoghi privilegiati per il confronto e per le decisioni da adottare: interessa tutti, è questione nazionale e come tale va affrontata.
Oggi siamo tutti sgomenti ma liberi, liberi di farci assorbire dall’egoismo, o di aprire la possibilità alla ricostruzione. Sarà bene che ciascuno assuma le responsabilità del momento. Non si pensi comunque che i problemi politici apertisi possano oramai essere risolti nel modo classico, cioè così come sono stati risolti dentro la Sinistra l’Arcobaleno: con il compromesso, più o meno nobile, con le riserve mentali di chi mantiene il retro pensiero nella logica della rivalsa personale o di gruppo, nel ritenere che la legittima convinzione personale possa essere imposta ad altri.
Dunque trasparenza, limpidezza, chiarezza!
Quando un terremoto ti fa crollare la casa si aprono tre possibilità:
1) Andare sotto i ponti, mendicare aiuto, sperare che altri risolvano il tuo problema;
2) Ricostruire nello stesso luogo, con le stesse caratteristiche di prima, nella logica della restaurazione conservativa, direbbe l’architetto;
3) Costruire una nuova casa, più ampia, che possa contenere di più, più bella, più funzionale.
Siccome non è crollata la casa ma più complessivamente la città della sinistra la risposta, secondo me, non è nelle prime due ipotesi.
Anche in questo caso, ciascuna delle opzioni indicate è da considerare legittima, ma ciascuna di esse apre prospettive politiche diverse.
La prima è la risposta disperata ad una disgrazia: la rassegnazione, la necessità di rimuovere il lutto, l’affidarsi ad una prospettiva politica che persegue obiettivi non propriamente di sinistra; l’accettazione della logica del male minore.
La seconda, nella migliore delle ipotesi, ricostruisce una situazione preesistente, meglio di niente certo, ma assolutamente insufficiente a rappresentare le aspirazioni ed il bisogno di realizzare un cambiamento vero.
La terza, è la più difficile, la più ambiziosa, è quella di costruire una nuova casa dove tutti possiamo esserci, nelle differenze di cultura politica ma nella certezza che almeno nel breve e medio periodo possiamo unitamente concorrere alla realizzazione degli obiettivi comuni. Obiettivi comuni affidati ad un solo soggetto politico che riaccende la speranza della e nella sinistra.
Ciascuno di noi è chiamato ad una scelta chiara: deve farla e deve farla in fretta.
Cinque anni sono una eternità politica. Cinque anni passano in fretta.
Non possiamo rischiare di arrivare tardi e sconosciuti al prossimo appuntamento con la storia. Se non partiamo subito rischieremo di non partire mai. Non sono d’accordo con chi pensa che c’è tempo per riflettere. I tempi in politica giocano, ed hanno contribuito, nel recente passato, a giocarci le prospettive aperte da la Sinistra l’Arcobaleno. La prima delle nostre rivoluzioni deve esser proprio questa: capire che i tempi, i nostri tempi di riflessione e proposta, sono risultati incompatibili con quelli della politica, con i tempi con cui la gente, stanca ed incerta, ha atteso da noi la risposta ad un bisogno di cambiamento, al ridisegno di un nuovo “modello” di società.
Dunque, senza drammi, chi vuol ricercare approdi ad altri lidi lo faccia pure; chi vuol restaurare inizi l’opera; chi, come me, vuol costruire un nuovo soggetto politico plurale, coeso ed unitario, nella forma organizzata che si deciderà, si metta a disposizione, subito.
Il primo problema da definire riguarderà il metodo: Accordo tra le formazioni e/o frammenti di parti politiche o partecipazione vera? La mia risposta è quella di avviare una Costituente della Sinistra fondata sul metodo della partecipazione.
Ed a proposito di partecipazione mi è capitato, in una riunione de La Sinistra l’Arcobaleno di sentir dire: - Il P.D. fallirà perché è frutto di una fusione a freddo tra espressioni politiche molto diverse.
Ora, vero, per le “espressioni politiche diverse”, si può anche non esser d’accordo sul metodo delle primarie, ma se tre milioni di persone sono andate a votare per scegliere il leader e hanno dato vita ad un partito, con quale aberrante visione delle cose si può parlare di fusione a freddo? Ed allora la nostra, quella della sinistra arcobaleno, che tipo di fusione sarebbe stata?
Devono cadere quelle ipocrisie di cui ci siamo per anni nutriti anche nel modo di raccontarci le cose; deve cadere quella certezza nella nostra infallibilità e nel considerarci unici depositari delle verità e del metodo democratico.
Non siamo stati i primi della classe, anzi ricordiamocelo sempre, siamo stati bocciati. La colpa, la responsabilità della bocciatura è solo nostra: non abbiamo capito la “lezione di storia”. Si, quando la storia ha chiuso un capitolo di questo secolo, invece di studiare sul “che fare” abbiamo preso la scorciatoia e forse alcuni di noi siamo incappati su “l’estremismo, malattia infantile del comunismo”; abbiamo studiato sui riassunti e sulle frasi fatte ciò che abbiamo detto e realizzato nel corso degli anni successivi non si è rilevato all’altezza di rinnovare, rinvigorire, modernizzare il messaggio di liberazione dei popoli.
Dunque: modestia, capacità di mettersi in discussione, ascolto, capacità di trasmettere esperienza e di saper apprendere da chi ne sa meno di noi. Queste le caratteristiche del nuovo militante costituente di sinistra.
Niente catechismi ne catechisti! Le teste pelate, le barbe incolte, il sigaro spento, il bel parlare, la gara a chi la spara più grossa e possibilmente più a sinistra non impressionano più nessuno. Siamo divenuti tutti uguali nei pregi, nelle virtù e nei difetti.
Sono comunista, ho davvero tolto molti pochi peli alla barba di Marx ed al pizzetto di Lenin, per quanto possa intendere, di una cosa penso di esser certo: la analisi economica e sociale di una società nella forma capitalistica evoluta, allo stadio cui è giunta oggi costituisce la base da assumere per individuare le forme di lotta, l’organizzazione del movimento, le alleanze sociali e politiche da realizzare per spostare in avanti il percorso “rivoluzionario”. Non sono riuscito a trovare né le “ricette pronte” né le certezze assolute che tanti compagni manifestano, solo la necessità di compiere uno sforzo intellettuale per comprendere che cosa oggi è più giusto fare. Neppure, anche a voler considerare i “sacri testi” come i manuali del “che fare”, sono riuscito ad individuare nel simbolismo rivoluzionario internazionale una certezza assoluta.
L’ipotesi di una nuova costituente di sinistra metta dunque al bando quella concezione che tende a rendere religiosi, quindi dogmatici, ed a considerare atti di fede i percorsi politici ed ideali da intraprendere e che invece richiedono misura, realismo, valutazioni non fuorvianti della realtà economica sociale e politica del paese.
A me sembra che l’unico denominatore comune da considerare quale presupposto per l’avvio di una fase costituente della sinistra sia quella di fare appello ai militanti che vogliono realizzare l’unità della sinistra, in questo caso, con una frase fatta, senza se e senza ma.
Non importa, nella relatività della affermazione, quanti siamo e chi aderisce. E’ importante invece sviluppare un percorso lineare promuovendo forme di partecipazione di massa che dovranno articolarsi con l’ausilio di regole democratiche su tutto il territorio nazionale.
Sarebbe condizione auspicabile, ma non certo condizione indispensabile, che tutte le formazioni e partiti di sinistra assumessero il ruolo e la funzione di coordinamento della fase costituente.
L’onere di prendere in mano la penna per scrivere un nuovo capitolo della storia italiana non può esser negato ad alcuno, ma nel momento in cui si deciderà di partecipare a questa edificante impresa ci si dovrà assumere tutte le responsabilità, ci si potrà tirarsi fuori, ma a nessuno dovrà esser consentito di strappare fogli o di correggere gli atti già sottoposti alla partecipazione dei costituenti.
Costituenti di sinistra saranno i partiti, le formazioni politiche, i movimenti, le espressioni organizzate della società ed i singoli cittadini che volontariamente aderiranno e che decideranno per tappe e secondo regole predefinite.
Faccio per professione anche il grafico pubblicitario, capisco che per molti di noi il secolo scorso si è chiuso solo il 15 aprile, molto poco peso abbiamo attribuito alla evoluzione delle forme di comunicazione che tanto di negativo influiscono sui comportamenti individuali ma di questi strumenti non si potrà più fare a meno ed à venuto anche per noi il momento di farne uso positivo e creativo. Il nostro rapporto con gli strumenti della “modernita” deve cambiare. Deve cambiare il linguaggio, le forme di comunicazione, il nostro rapporto con i problemi e con gli strati sociali del paese.
Una passata di pomodoro cattivo in una bella confezione vende più che una passata buona in una brutta confezione.
Noi dobbiamo mettere la buona qualità della proposta in un contenitore accattivante. Per farlo non sempre ci vogliono i denari a volte basta poco, basta trasmettere messaggi chiari ed univoci, riuscire a trasmettere propositività e speranza. Dobbiamo rinunciare ad un rapporto ostile e diffidente, da intellettuale snobbo, verso tutto e contro tutti ed in particolare verso ciò che è moderno. La prima nostra rivoluzione interiore ed esteriore deve portarci a considerare l’idea che moderno è quel che siamo e vogliamo noi. Abbandonare dunque quelle condizioni patologiche che ci han visto rimanere per troppi anni sulla difensiva. Cominciare a trasmettere ottimismo, positività, speranza per modificare il modo di apparire agli occhi dell’opinione pubblica: i guardiani, i testimoni, i giudici, il bastian contrario di tutto e di tutti, molto spesso antipatici ed insopportabili.
In questo senso, s’io fossi un a capoccia, promuoverei s’in d’ora, a Roma, dinanzi ad un simbolo istituzionale, una manifestazione nazionale questa volta contro nessuno solo per dire “ci siamo e ci saremo” e da li farei partire la fase costituente.
Costituente per costruire un soggetto plurale.
Nel senso di mettere insieme i valori e gli ideali progressisti che si richiamano al socialismo, all’ambientalismo, al comunismo, al riformismo alla laicità dello stato, a tutte le religioni, a tutte le diversità etniche ed individuali.
Si, a tutte le religioni perché dobbiamo sciogliere anche questo tabù. Il cristianesimo, contiene messaggi e valori morali ed etici ancora oggi moderni e progressisti che si coniugano con l’idea di giustizia, di solidarietà, di riscatto da ogni forma di povertà.
Nel senso che ad esso aderiscono uomini e donne che vogliono lottare nelle forme democratiche per modificare strutturalmente la società italiana nel senso di produrre innovazioni democraticamente condivise nell’economia, nel tessuto sociale, sul fronte dei diritti dei cittadini, nell’organizzazione dello stato e delle sue articolazioni, altro che quel per cui siamo stati giudicati – “il partito dei froci e degli zingari”-.
Costituente per costruire un soggetto politico organizzato e radicato nel territorio nella stratificazione sociale complessa ed articolata, così come è oggi la società.
Costituente per costruire un nuovo e giovane gruppo dirigente unitario.
Non necessariamente la formazione politica unitaria confligge con istanze miste e di tipo federale, purché siano chiari le funzioni ed i poteri dei soggetti partecipanti.
Un soggetto politico partecipato la cui organizzazione e formazione delle decisioni sia affidata ad un modello partecipativo coinvolgente ma anche snello, agile, efficace ed efficiente.
Costituente per costruire un soggetto politico nazionale con una proposta programmatica che guarda al paese che parla di tutti e di tutto. Un progetto nazionale, non segmentato ma uniforme, coerente con le parti sociali e civili che si intende rappresentare, ma con una articolazione chiara che individua alleanze sociali e proposte che devono trovare nelle categorie produttive e nel mondo del lavoro interesse e motivo di adesione.
Fare subito, anticipare gli eventi anziché registrarli, dare rilievo alla costituente di sinistra vuol dire anche tentare di evitare una nuova stagione al cannibalismo di sinistra.
Enzio Muccio


Caro Fabio, non pensavo ad

Caro Fabio,
non pensavo ad un disastro come questo, ma perplessità e dubbi su come la sinistra si stava attrezzando a questa scadenza elettorale sì. Questo avevo scritto su un gionale locale della sinisra il 17 febbraio 2008:
"La strategia del gruppo dirigente del Pd ha due punti fermi che rappresentano i suoi capisaldi: distruggere la sinistra, sradicarla come presenza organizzata ed autonoma dal panorama politico, per battere la destra. Sul punto strategico di battere la destra sono d’accordo, ma non credo che questo sarà possibile avendo contro la sinistra. Certo anche la sinistra arcobaleno è tutto fuorché una sinistra moderna e di governo (penso a Zapatero) e sembra piuttosto un elemento residuale e di testimonianza. Questa immagine viene confermata dalla stessa candidatura di Bertinotti un dèjà vu difensivo e senza grande freschezza. Una candidatura di mediazione e non di innovazione, senza quel respiro ampio e propositivo necessario. Che fare allora? Come sempre, ognuno di noi ha le sue piccole coerenze, le forze in campo non sono entusiasmanti, ma per quanto mi riguarda ritengo utile votare a sinistra, rifiutando il ricatto del “voto utile” per battere Berlusconi." Quando poi penso le scelte fatte successivamente a livello locale (la candidatua a capolista in Emilia-Romagna di Soffritti è esemplare) allora ho capito che nessun compagno dei DS avrebbe votato per la sinistra arcobaleno. E poi che dire della campagna elettorale? Casini si è impegnato a criticare Berlusconi e noi l'abbiamo fatto con Veltroni? Insomma non si poteva prevedere la tempesta, ma un forte vento contrario sì.
Ciao ti abbraccio


Gentile Prof. Mussi, capisco

Gentile Prof. Mussi, capisco il suo stato d'animo: forse le generazioni a venire sono più un' istanza filosofica che un' opzione politica. Per ora, potremmo anche cercare di capire che il mondo è cambiato: forse la lettura storica della cifra politica des


albertozen E' mancato

albertozen
E' mancato completamente le proposte per la soluzione dei problemi sentiti dai cittadini, specie al nord.
La gente voleva: federalismo, sicurezza, Giustizia con processi in tempi rapidi, difesa del potere d'acquisto dei salari e pensioni.
Inoltre senza televisioni cosa volete propagandare?
Perché volete lasciare tre reti all'avvarsario politico?
In nessuna democrazia si permette una cosa simile.


Io ritengo che si sia perso

Io ritengo che si sia perso perchè si è perso il contatto con la società e soprattutto con le fasce sociali, penso agli operai che votano lega o ai ceti popolari conquistati dal berlusconismo e a volte dal radicalismo di destra,che storicamente ci votavano.
Per fare un esempio a Sesto san Giovanni (MI) la stalingrado d'Italia e a Mestre gli operai hanno votato il partito di Bossi.
La lega vince perchè risolve problemi complessi (l'immigrazione, la sicurezza, l'integrazione,la concorrenza sul lavoro tra italiani e stranieri) con risposte populiste che non sono risposte ma che attraggono consensi.
Noi non siamo stati votati non solo a causa del voto utile ma anche perchè abbiamo rinunciato da tempo ad affrontare seriamente i problemi di cui parlavo, cui dobbiamo dare risposte articolate, chiare, frutto di una analisi politico-sociale, perchè non è colpa degli elettori che non ci hanno votato ma nostra che non abbiamo presentato proposte sufficientamente convincenti e chiare.
Ma autocritica a parte, dobbiamo costruire una forza di sinistra nuova, che esca dalle sezioni e vada nelle scuole e nei luoghi di lavoro, una sinistra socialdemocratica che recuperi la capacità di analisi e di sintesi,moderna che non abbia paura di affrontare anche i temi più spinosi (penso alla base di vicenza). Attendendo il congresso di luglio di rifondazione e sperando nella vittoria di vendola, io mi avvicinerei alle forze che si pongono nel campo del socialismo a pertire dal psi e comincerei a lavorare su singoli temi come quello della laicità che sicutamente non sta a cuore del pd, per non parlare del conflitto d'interessi. siete d'accordo...? mi auguro di si perchè se non ci muoveremo in questo modo saremo destinati alla scomparsa.


Luca Lecardane Palermo

Luca Lecardane Palermo rialziamoci subito

di Luca Lecardane

Non è il momento di abbandonare, è il momento di combattere, di rialzarsi, di mettere in campo tutte le forze. Fava, Vendola, Migliore, Mussi, Salvi e i tanti militanti che in questa campagna elettorale si sono spesi devono essere valorizzati. certo tutti si devono mettere in gioco, coordinatori nazionali, regionali, provinciali e comunali. Bisogna ripartire subito, non si può aspettare gennaio del prossimo anno. si deve ricominciare innanzitutto dall'organizzazione. le parole d'ordine l'ho scritto altre volte devono essere : partecipazione, comunicazione e organizzazione. Bisogna ricreare un grande partito della sinistra, radicale (non estremista), altro che falce e martello come dice Di Liberto, il problema non è questo, lo indica il fatto che le liste falce e martello hanno preso tutte insieme meno del 2%. Un'organizzazione forte basate sulle sezioni e sui gruppi tematici. nelle sezioni vi devono essere sportelli informativi su lavoro, diritti dei consumatori, sull'università. dobbiamo formare le compagne e i compagni per fare questi sportelli. Bisogna ricostruire la sinistra, una sinistra che sappia guardare alla società di oggi, che sappia parlare alle aziende, agli artigiani, alle partite IVA, professionisti , alle giovani e ai giovani indicando soluzioni radicali contro gli ordini professionali, abolendo l'esame di Stato e rafforzando il praticantato ad esempio. Deve essere un processo che coinvolga anche i socialisti e tutte le culture devono trovarvi posto. Bisogna alzarsi e combattere non per il posto,ma per una politica forte della sinistra. Non siamo stati attenti alle esigenze dei cittadini. Comunque sono convinto che non dobbiamo fare più accordi con il PD e non per una ripicca infantile, ma perchè è necessario creare un grande partito della sinistra che deve crescere sulle sue gambe. D'altronde Veltroni ripensando alla nostra non presenza nelle istituzioni ci ha indicato come la "sinistra" senza mettere aggettivi, questa affermazione per esclusione indica che il PD non è sinistra. forza compagne e compagni INSIEME CE LA POSSIAMO FARE.


Gentile Prof. Mussi,

Gentile Prof. Mussi, capisco, o spero di capire, la sua analisi e, magari, anche il suo stato d'animo: personalmente ritengo che quelle che lei chiama le generazioni a venire siano più un' istanza filosofica che un' opzione politica. Il che non implica alcuna connotazione negativa per una possibile istanza filosofica: anzi, essa può aiutarci a capire che il mondo è cambiato. Può darsi, infatti, che la lettura storica della cifra politica destra-sinistra sia del tutto obsoleta e che sia il caso di ripensare, con tutto quello che ne consegue, i nomi delle cose. Il che, mi creda, non è poco. Suo Felice Sciosciammocca.


albertozen Più stranieri

albertozen
Più stranieri arrivano e più i nostri lavoratori sono in pericolo di restare senza lavoro o devono accontentarsi di bassi stipendi.
La sinistra continua a dire che vengono per fare i lavoro che gli italiani non vogliono fare.
Ormai, sono troppi e tolgono lavoro ai nostri.


Propongo un ragionamento ad

Propongo un ragionamento ad Albertozen: a chi conviene che i lavoratori stranieri restino nell'insicurezza dei propri diritti? La risposta è semplice ai datori di lavoro che per prima cosa avranno manodopera a bassissimo costo e senza rischio di doverla assumere (gli stranieri)e per secondo avranno i lavoratori italiani disposti a lavorare per molto meno e con meno diritti e sicurezze pur di mantenere il lavoro.
Quali sono le possibili risposte a questo? La prima è chiudere le frontiere e cacciare tutti gli immigrati, ma in nessun paese in cui questo è stato fatto ha mai funzionato perchè il fenomeno dell'immigrazione è più forte di qualunque politica (vedi USA e Svizzera).
LA seconda è garantire che tutti abbiano gli stessi diritti e che nessuno (o quasi) sia ricattabile, in questo caso la concorrenza tra lavoratori sarebbe sulla qualità e non sulla precarietà. Scegli tu.


PER VINCERE OCCORRONO IDEE

PER VINCERE OCCORRONO IDEE GIUSTE E TELEVISIONI PER DIFFONDERLE. BISOGNA AVERE DEI BRAVI PORTAVOCE NON GENTE COME SIRCANA.


Tiziano Pegorer Questo è il

Tiziano Pegorer

Questo è il momento della riflessione, ognuno di noi ha la propria idea sulla cocente sconfitta, errori ne sono stati fatti molti;

-La sottovalutazione del problema microcriminalità, che è tale solo per chi non la subisce.
-Gli slogan e le parole d'ordine obsolete.
-La leadership che non ha dato prova di rinnovamento.
-La distanza tra i problemi quotidiani e le soluzioni astratte proposte.
-Il mancato coinvolgimento della base sulle scelte del vertice(vedi primarie).
-Il raffazzonato carrozzone con il quale ci si è presentati agli elettori.

Insomma ripeto, di errori ce ne sono stati tanti e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, ora si tratta di riorganizzarsi e di modificare le posizioni sugli aspetti che ho citato e su altri che sicuramente mancano, ad esempio non si può continuare a comapatire i delinquenti per un falso senso di solidarietà.
Ci vorrà parecchio e ci vorrà molto impegno, rimangono però inevase molte domande:

Chi difenderà in parlamento i ceti più deboli?
Chi difenderà in parlamento la laicità dello Stato?
Chi difenderà in parlamento i diritti delle donne e il diritto alla loro autodeterminazione?
Chi difenderà in parlamento la salubrità e la protezione dell'ambiente ?

Non ho risposte.
Tiziano Pegorer


A proposito dell'ipotesi

A proposito dell'ipotesi federativa;c'è scritto chiaramente che sarebbe necessaria per il solo tempo tecnico necessario per i congressi e il confronto politico interno ai vari gruppi,non all'infinito.


CREDO che con la federazione

CREDO che con la federazione che si vuole proporre si amplifichi la concorrenza territoriale nel ricercare risorse umane, con la finalità di determinare un dominio sugli agli atri partiti. soffocherà l'entusiasmo e aumenterà la rivalità territoriale. Una pessima scelta, che porterà i partiti a elaborare singolarmente e a trattare nella fase federativa, senza iniziare nessun tipo di contaminazione e di elaborazione unitaria. Avendo cosi quattro punti di vista "diversi" che mediano in un quinto punto di vista. Cosi compagni non va!


Premetto che sono un

Premetto che sono un elettore del PD.
La disastrosa performance della Sinistra Arcobaleno è dovuta al fatto che non ha offerto una proposta innovativa ma ha cercato di allearsi con chi è ancorato a vecchie ideologie, ormai non appetibili agli occhi delle nuove generazioni. Per farmi capire meglio faccio un esempio; Mio nonno ha combattuto nella seconda guerra mondiale ed ha provato sulla sua pelle i danni del fascismo e l'importanza della resistenza. Così come i miei genitori, vissuti in un periodo di grandi battaglie sociali come il 1968, dove si lottava per fare delle conquiste. Chi vive i problemi in prima persona li porta dentro di sè ma è un'illusione pensare di parlare ad interlocutori che non hanno vissuto certi momenti come se invece fossero stati presenti. Ho 21 anni, sono uno degli elettori che la guerra fredda la conosce solo dai libri di scuola. La maggior parte dei ragazzi come me hanno vissuto nel benessere, hanno avuto come maggior problema quello di come spendere venti euro il sabato sera , scegliendo tra discoteca e pub. Come si fa a proporre battaglie vecchie di 30-40 anni ai giovani che fondamentalmente non hanno avuto problemi? Per questo non ho capito la scelta della SD di staccarsi dal PD, perchè non ha scelto di contribuire a formare una nuova sinistra, moderna che sappia parlare ai giovani? Perchè ci sono i progressisti della vecchi DC? E'necessario mettersi in testa che la società odierna non è ideologizzata come nel passato, vuole solo risposte ai problemi di precarietà, recessione, sicurezza, solitudine ed emarginazione; i problemi sono gli stessi per tutti. Una sinistra del futuro deve saper rispondere a queste problematiche, non deve continuare a fare battaglie di eterna opposizione in nome di un grande cambiamento che non porta, in conclusione ad un bel niente.


Caro Fabio,ripartiamo dalla

Caro Fabio,ripartiamo dalla Federazione del lavoro.
Adesso a sinistra dobbiamo lavorare per la costruzione di una "Federazione del Lavoro" che deve essere la forma provvisoria - necessaria dal punto di vista della tempistica congressuale e interna più in generale ai vari vertici di Rifondazione,Verdi,Comunisti Italiani,Sinistra critica,Sinistra Democratica,PCL, e altri - propedeutica ad un futuro contenitore unitario.

**La componente Comunista,di qualsiasi provenienza,deve essere certa che una formazione siffatta è un volano per le sue battaglie anche senza l'obligatorietà della falce e martello nel simbolo,

**La componente Ambientalista deve essere certa che in una formazione del genere l'ambiente sarà un tema portante -e lo sarà,senza se e senza ma- non impuntandosi ,però,sulla presenza obbligatoria dell'ambiente nei simboli e nei nomi,ma capendo che il tema del Lavoro sarà un forte volano anche per l'Ambiente.

**La componente Laica/socialista e quella libertaria devono essere sicure che i temi attinenti i Diritti e le libertà, nelle scelte di coscienza e nel "costume" riceveranno dal collegamento col tema del lavoro un'attenzione inevitabilmente maggiore e questo anche senza la citazione obbligatoria del "Socialismo".

Chi ci rimetterà?
Nessuno,o tutti al minimo possibile.
In special modo alcune aree della componente Comunista dovrebbero sentire che con la falce e il martello (nel caso si decidesse di non averle nel simbolo) non è bandito il meglio del Marxismo e nemmeno l'Anticapitalismo.
E' solo che la diatriba superamento versus rovesciamento della società presente può e deve aspettare.
Per ora sul superamento del modello sociale e di sviluppo/distribuzione della ricchezza presente nell'Occidente industrializzato si è tutti d'accordo.
Chi non vuole almeno il superamento ma solo qualche leggera correzione è giusto che si accomodi nel PD ,chi vuole il rovesciamento adesso o lo vede comunque imminente,se proprio ci crede,è giusto si faccia il proprio gruppo.
La direzione del superamento per adesso si può definire in negativo,come critica,cioè indicante i limiti del mondo attuale piuttosto che già prefigurante nei particolari quello futuro.
Sono questioni non "passate" o "trascurabili",ma sicuramente rimandate al domani della storia e delle egemonie che produrrà.
Che non è detto non saranno nuovamente Comuniste.
Ma nell'Italia del 2008,piaccia o meno, non c'è posto per altro.
Questo hanno detto chiaro e forte agli amanti delle nicchie le elezioni di Aprile 2008.

Si avviino dunque le segreterie , i comitati centrali e le consultazioni,perchè ogni momento perso per l'azione è di troppo.
E ne escano, chiare e rapide ,indicazioni e scelte.

[[PS...;Alcune scelte operative sono già nella forza delle cose,ma a mò di esempio citiamo un parziale sommario di punti su aspetti metodico-organizzativi sulle sedi/sezioni,che ,con le persone,dovrebbero essere il cuore del rilancio;

- - La rivivificazione e riprogettazione di metodo delle sezioni di qualsiasi gruppo.

- -La centralità territoriale come elemento imprescindibile e il fiuto per il disagio locale e i suoi problemi come metodo e chiave indispensabile nell'attività.

- -Nell'ambito di ciò (aggiungiamo del nostro oltre al paradigma leghista) il collegamento ,che andrebbe sempre citato, con la dimensione sovraordinata del sistema socio-economico e delle sue ingiustizie/contraddizioni.

- -Un nuovo proselitismo fatto di semplice apertura e disponibilità di sedi,mezzi e militanti ad OGNI istanza sociale e politica che venga dal territorio; senza altro criterio di scelta che non sia quello della compatibilità coi principi di fondo e della non-concorrenza politica diretta.
Anzi,piuttosto che stare ad aspettare disponibilmente sulla soglia,le "istanze" politiche (cioè le occasioni e i motivi dell'agire politico )andrebbero cercate ed invitate attivamente.Sono sterminate.

- -Esemplificando;dove c'è una petizione per avere più spazi verdi o parchi giochi per bambini,una battaglia per non chiudere una fabbrica,un'ordine del giorno comunale da sottoscrivere per ottenere nell'ospedale un centro di terapia del dolore o l'istituzione di un nuovo asilo nido,una battaglia per chiudere un canile-lager,una lotta per spingere l'amministrazione locale ad usare fondi per le abitazioni popolari,una lettera aperta di un'associazione di disabili per chiedere l'abbattimento delle barriere architettoniche in un ufficio pubblico ,ecc.ecc. ,i "militanti" dovrebbero esserci e,nel caso di scarsa disponibilità numerica,dovrebbero comunque incontrare i rappresentanti di quelle istanze e offrire loro la firma di sostegno e se possibile anche gli spazi per le riunioni.

- -Spazi in cui,vivaddio,si dovrebbero trovare almeno un tavolo con sedie sufficienti,una scrivania, un computer con stampante e possibilmente anche un telefono.Acqua corrente e bagno sarebbero graditi.Osando,qualche bel poster alle pareti.Stravedendo,qualche fiore/pianta e tende magari colorate.
Apparentemente stiamo uscendo dal seminato,ma la condizione ambientale di certe sezioni è paradigmatica dell'autoreferenzialità ed indifferenza al mondo esterno e alle persone che lo abitano tipica di certa nostra sinistra.E abbiamo scritto "nostra".]]

http://gruppoemancipazione.blogspot.com/


Sono un comunista, un

Sono un comunista, un comunista del PdCI e mi fa piacere scrivere sul blog di SD prorpio dopo gli schiaffi sonori presi da tutti noi.
Leggo grande risentimento verso i compagni delle altre forze della Sinistra e me ne dispiace.
Premetto che non credo che la sconfitta dipenda esclusivamente o in gran parte dalla mancanza della falce e il martello,però mi sento di dire ai compagni di SD e dei Verdi che il tanto insistere sulla sua rimozione dal simbolo ha creato un senso di smarrimento e di colonizzazione nei comunisti che, oltretutto, rappresentevano e rappresentano la maggioranza della Sinistra Arcobaleno. So che anche per voi la Bolognina è stata una sofferenza come poche, ma pensate che i compagni che per 18 anni hanno difeso quel simbolo, contro tutto e tutti, arrivando a prendere il 10% dei suffragi siano solo nostalgici e che voi avete tutte le ragioni?
Io mi iscrissi nel 2001 al PdCI perchè non credevo nè nel PDS socialista nè in Rifondazione radical/casinista, e pensavo che la concretezza dei comunisti italiani fosse perfetta per me. Oggi quel partito è cambiato, è vero, ma sono sicuro che lo spazio politico per esso sia importante e rappresenti un pezzo influente di società, con la quale bisogna dialogare. Questo non può sfociare nel settarismo dell'"Unità dei Comunisti" che oggi si propone, ma neanche si può pensare che siccome voi siete usciti dai DS noi oggi cambiamo quello per cui abbiamo combattuto per anni e difeso. Troviamo le ragioni vere della sconfitta, a partire dalla mancanza di elaborazione politica che ha contraddistinto la Sinistra in Italia nell'ultimo quindicennio.
Facciamo diventare la critica alla società il punto di partenza e non di arrivo della nostra azione politica, insieme nelle forme rispettose delle identità di tutti ma funzionali ad essere incisivi nella società.
Alessandro, Roma


Via con la Federazione del

Via con la Federazione del Lavoro
Adesso a sinistra si deve lavorare per la costruzione di una "Federazione del Lavoro" che deve essere la forma provvisoria - necessaria dal punto di vista della tempistica congressuale e interna più in generale ai vari vertici di Rifondazione,Verdi,Comunisti Italiani,Sinistra critica,Sinistra Democratica,PCL, e altri - propedeutica ad un futuro contenitore unitario.

**La componente Comunista,di qualsiasi provenienza,deve essere certa che una formazione siffatta è un volano per le sue battaglie anche senza l'obligatorietà della falce e martello nel simbolo,

**La componente Ambientalista deve essere certa che in una formazione del genere l'ambiente sarà un tema portante -e lo sarà,senza se e senza ma- non impuntandosi ,però,sulla presenza obbligatoria dell'ambiente nei simboli e nei nomi,ma capendo che il tema del Lavoro sarà un forte volano anche per l'Ambiente.

**La componente Laica/socialista deve essere sicura che i temi attinenti i Diritti e le libertà, nelle scelte di coscienza e nel "costume" riceveranno dal collegamento col tema del lavoro un'attenzione inevitabilmente maggiore e questo anche senza la citazione obbligatoria del "Socialismo".

Chi ci rimetterà?
Nessuno,o tutti al minimo possibile.
In special modo alcune aree della componente Comunista dovrebbero sentire che con la falce e il martello (nel caso si decidesse di non averle nel simbolo) non è bandito il meglio del Marxismo e nemmeno l'Anticapitalismo.
E' solo che la diatriba superamento versus rovesciamento della società presente può e deve aspettare.
Per ora sul superamento del modello sociale e di sviluppo/distribuzione della ricchezza presente nell'Occidente industrializzato si è tutti d'accordo.
Chi non vuole almeno il superamento ma solo qualche leggera correzione è giusto che si accomodi nel PD ,chi vuole il rovesciamento adesso o lo vede comunque imminente,se proprio ci crede,è giusto si faccia il proprio gruppo.
La direzione del superamento per adesso si può definire in negativo,come critica,cioè indicante i limiti del mondo attuale piuttosto che già prefigurante nei particolari quello futuro.
Sono questioni non "passate" o "trascurabili",ma sicuramente rimandate al domani della storia e delle egemonie che produrrà.
Che non è detto non saranno nuovamente Comuniste.
Ma nell'Italia del 2008,piaccia o meno, non c'è posto per altro.
Questo hanno detto chiaro e forte agli amanti delle nicchie le elezioni di Aprile 2008.

Si avviino dunque le segreterie , i comitati centrali e le consultazioni,perchè ogni momento perso per l'azione è di troppo.
E ne escano, chiare e rapide ,indicazioni e scelte.

[[PS...;Alcune scelte operative sono già nella forza delle cose,ma a mò di esempio citiamo un parziale sommario di punti su aspetti metodico-organizzativi sulle sedi/sezioni,che ,con le persone,dovrebbero essere il cuore del rilancio;

- - La rivivificazione e riprogettazione di metodo delle sezioni di qualsiasi gruppo.

- -La centralità territoriale come elemento imprescindibile e il fiuto per il disagio locale e i suoi problemi come metodo e chiave indispensabile nell'attività.

- -Nell'ambito di ciò (aggiungiamo del nostro oltre al paradigma leghista) il collegamento ,che andrebbe sempre citato, con la dimensione sovraordinata del sistema socio-economico e delle sue ingiustizie/contraddizioni.

- -Un nuovo proselitismo fatto di semplice apertura e disponibilità di sedi,mezzi e militanti ad OGNI istanza sociale e politica che venga dal territorio; senza altro criterio di scelta che non sia quello della compatibilità coi principi di fondo e della non-concorrenza politica diretta.
Anzi,piuttosto che stare ad aspettare disponibilmente sulla soglia,le "istanze" politiche (cioè le occasioni e i motivi dell'agire politico )andrebbero cercate ed invitate attivamente.Sono sterminate.

- -Esemplificando;dove c'è una petizione per avere più spazi verdi o parchi giochi per bambini,una battaglia per non chiudere una fabbrica,un'ordine del giorno comunale da sottoscrivere per ottenere nell'ospedale un centro di terapia del dolore o l'istituzione di un nuovo asilo nido,una battaglia per chiudere un canile-lager,una lotta per spingere l'amministrazione locale ad usare fondi per le abitazioni popolari,una lettera aperta di un'associazione di disabili per chiedere l'abbattimento delle barriere architettoniche in un ufficio pubblico ,ecc.ecc. ,i "militanti" dovrebbero esserci e,nel caso di scarsa disponibilità numerica,dovrebbero comunque incontrare i rappresentanti di quelle istanze e offrire loro la firma di sostegno e se possibile anche gli spazi per le riunioni.

- -Spazi in cui,vivaddio,si dovrebbero trovare almeno un tavolo con sedie sufficienti,una scrivania, un computer con stampante e possibilmente anche un telefono.Acqua corrente e bagno sarebbero graditi.Osando,qualche bel poster alle pareti.Stravedendo,qualche fiore/pianta e tende magari colorate.
Apparentemente stiamo uscendo dal seminato,ma la condizione ambientale di certe sezioni è paradigmatica dell'autoreferenzialità ed indifferenza al mondo esterno e alle persone che lo abitano tipica di certa nostra sinistra.E abbiamo scritto "nostra

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alberto caro compagno fabio

alberto caro compagno fabio non puoi lasciarci,la tua mancanza si è sintita e come,abbiamo parlato di cose che non hanno convinto nessuno anch'io,quando sentivo bertinotti mi sembrava di essere tornato al 1970,forse neanche allora eravamo così vecchi,niente una parola sulla moralità.sui diritti la mamma,sulla pace niente e sul momdo del lavoro discorsi che non tengono conto della realtà,ho aderito per un progetto politico,che credo valido,stai con noi e lavoriamo con chi ci sta al di là delle appartenenze,ciao mussi rimettiti presto e iniziamo una nuova avventura assieme,la sinistra non può essere morta ciao


Caro Fabio, in tanti

Caro Fabio,
in tanti commenti ci leggo scoramento, delusione, emarginazione; io no, provo ancora rabbia. Rabbia perchè, come ho commentato tante altre volte e ad avere pazienza ritroveresti gli scritti, non siamo stati capaci d'intercettare quello che la gente ci chiedeva. Che il PD non avrebbe governato era probabilissimo, e meglio lo sapevate voi che avevate i sondaggi in mano, che per le conseguenze, le ripercussioni, della coalizione di Governo la Sinistra avrebbe patito conseguenze elettorali era intuibile. Nota bene, io sono uno normale che vive delle notizie dei TG o dei Quotidiani, ma vive tra la gente ci parla, e comunque mi era evidente una situazione di emergenza; invece a voi no! La scelta di Bertinotti era stata ampiamente criticata, da una stragrande maggioranza. E' stato detto che non c'era tempo per fare diversamente. Se invece avessimo fatto una campagna elettorale che costruiva il futuro consapevoli che il presente non era nostro? Invece di continuare, e lo si fa ancora, di iperniare tutta la campagna elettorale contro il PD? Avessimo fatte emergere le nostre nuove peculiarità? Dobbiamo decidere per il futuro. Io per stare e non stare nel progetto di Sinistra voglio sapere: vogliamo essere un partito di Governo o di Lotta? oggi 2008 o poi 2010, 2020,ecc. Il partito di lotta che governa non funziona più. Questa è la mia idea che in altri commenti ho motivato. Chiudo con un'osservazione che non vorrebbe essere irriverente; vedi Diliberto, il giorno stesso dei risultati elettorali definitivi ha detto: ora si deve ricominciare da qui (indicava il simbolo Falce- Martello). Ti giuro non è il simbolo che mi da' fastidio, per qualche decennio l'ho difeso e amato, mi da' fastidio pensare cosa c'è in quella testa, credo si assodato il cervello come un uovo, ma non per mangiarlo alla coque, ma sodo da fare a fettine per metterlo in insalata mista. Ti auguro un sempre migliore stato di salute e spero che dalle fasi congressuali degli altri e da un'ampia discussione all'interno dei dirigenti di Sinistra Democratica io possa capire che strada devo prendere. Con fiducia franco


Questa è l’Italia

Questa è l’Italia consegnata alle destre dal disimpegno, il pressappochismo, la poca voglia di faticare, l’egoismo.
Abbiamo perso perchè non siamo capaci di finire un progetto, di portarlo a compimento, perchè non crediamo alle paure della gente comune, perchè pensiamo ancora, e lo ha detto Bertinotti (classe 1940), che la sconfitta è nata dal fatto che non siamo andati a volantinare ai cancelli delle fabbriche!!!! Ma lui lo sa che le fabbriche le hanno smontate e rimontate a est dalla Polonia alla Cina??!! Abbiamo perso perchè parliamo di precariato, come categoria astratta, ma non sappiamo quali sono i lavori precari, che professionalità hanno i lavoratori precari, si parla solo di call center e ignoriamo il resto come gli impiegati del così detto Terzo settore (no profit, associazioni, cooperative..) di cui fanno parte 630000 lavoratori cui vanno aggiunti 3,2 milioni di volontari (tra veri e falsi soprattutto nel centro sud) con un valore economico del settore di 40 miliardi di euro. E dove la legge 30/2003 trova il suo elemento naturale di applicazione per coprire Servizi e Progetti dall’autonomia temporale ristretta, per sostituire personale per pochi giorni o ore. Predominanza del rapporto associativo su quello lavorativo; non applicabilità delle norme sui diritti sindacali e di tutela dai licenziamenti; contributi previdenziali ridotti e differenziati provincia per provincia. Non una parola su questi lavoratori. Forse perchè alle amministrazioni locali serve una forza lavoro sottopagata per esternalizzare e ridurre i loro costi di bilancio? Non una parola sui lavoratori stagionali dell’agricoltura? Non una parola sulle nuove professioni. Tanta paura invece di perdere i voti degli elefanti statali e il rapporto con il sindacato. Qui abbiamo perso perchè siamo morti di vecchiaia.
Abbiamo perso perchè ci siamo presentati come un cartello elettorale, non a caso Diliberto già se ne va, torna a fare la guardia al mausoleo di Lenin. Abbiamo perso perchè non parliamo fra noi. Abbiamo perso perchè siamo litigiosi, perchè ci rinfacciamo ogni singolo congresso, ogni svolta, ogni cambiamento, subendo sempre ormai da 20 anni i mutamenti della società e mai essendone protagonisti. Abbiamo perso perchè ancora oggi non comprendiamo che la dottrina non è tutto, che serve una capacità sempre mobile e fresca di reinterpretare la società, gli sguardi della gente, l’altro.
Abbiamo perso perchè non abbiamo capito che quando un paese è sotto le bombe non ha voglia di sofismi ma s’ingegna per trovare pane e latte. Abbiamo perso perchè abbiamo ribaltato nei governi di centro sinistra, un elemento fondamentale di differenziazione politica fra destra/sinistra. Dove è la Sinistra che redistribuisce ricchezza e la Destra è il partito delle tasse. Ma in questo è vero non siamo un paese normale avendo la destra più antilegalitaria d’europa. Abbiamo perso perchè per contrastare il capitalismo selvaggio dei nostri tempi nella sua aggressione all'uomo e all'ambiente serve chiarire alla gente che abbiamo risposte convincenti e praticamente attuabili e non enumerare una serie infinita di NIET.
Jacopo Landi Militante SD Firenze


Caro Fabio, innanzitutto

Caro Fabio,
innanzitutto fammi dire che ti auguro di tornare presto nel pieno delle forze. Sei sicuramente mancato in un momento topico, nel quale la tua presenza avrebbe pesato notevolmente nei numerosi tavoli di discussione che i "nostri" avranno dovuto affrontare a Roma con i dirigenti degli altri partiti e movimenti componenti la Sinistra Arcobaleno.
E, al di là di questo egoistico pensiero, l'augurio è rivolto a te in primis come persona, per la tua vita privata.

Nel tuo messaggio, con grande capacità di sintesi, hai individuato le ragioni che ci hanno portato a questa sconfitta bruciante per chi come me, come noi, ritiene indispensabile che non possa sparire dal panorama politico italiano una forza di sinistra con vocazione a governare, proprio nel momento in cui il pianeta ci ricorda che lo sviluppo sostenibile ad libitum è una fantasia e il turbocapitalismo dei mutui subprime ci evidenzia alcune delle geniali intuizioni del pensiero marxiano.
Le ragioni della sconfitta sono recenti in alcuni casi ma partono molto da lontano in altri.

E' recente l'errore di far apparire Sinistra Arcobaleno come mero cartello elettorale: il problema non è che è stato percepito così ma che era effettivamente tale. E' stato tale per noi che per strada, tra le gente, abbiamo fatto campagna elettorale e sentivamo sulla nostra pelle che non tutti marciavamo nella stessa direzione. C'era chi come noi di SD lavorava per un soggetto unitario, siamo usciti da DS e nati per questo, chi ci stava per mero calcolo e ob torto collo, chi remava palesemente contro, se un pò, dopo tutti questi anni di militanza, ho imparato a interpretare il politichese.
E, fammelo dire Fabio, la mia esperienza lavorativa, che è quella di un consulente commerciale, mi ha insegnato che difficilmente, se non sei tu in primis a credere nel prodotto che stai vendendo, riesci a convincere i tuoi potenziali clienti.
Perchè le persone ti percepiscono al di là delle belle parole, per empatia. E hanno percepito la fregatura di un cartello elettorale che di fronte alla sconfitta ha già dimostrato i suoi limiti nelle dichiarazioni di tanti c.d. aderenti al progetto di SA. Alcuni gongolavano quasi dell'insuccesso.

E' recente l'allegra gestione (sono in fase buonista) con la quale si sono organizzate le liste elettorali. Persone calate dall'alto, secondo vecchie logiche spartitorie da manuale Cencelli, lontane da un popolo potenziale di elettori che ci chiedeva partecipazione e un nuovo modo di essere di sinistra. Le rivolte da parte dei militanti, mica di semplici passanti, di tutti i partiti e movimenti di SA all'indomani della compilazione delle liste ne sono la cartina di tornasole: siamo riusciti nella non facile impresa di scontentare tutti e in tutta Italia.

E' antica l'arroganza della sinistra di pretendere di rappresentare e di aver capito i mali della società italiana e avere tutte le risposte in tasca. Quando si prende l'1% bisogna avere l'umiltà di dire che non si rappresenta un beneamato e bisogna rimboccarsi le maniche e cercare di interpretare con nuovi schemi e nuove strutture mentali la società che ti circonda.

E' antica la mancanza di coerenza tra pensiero e azione. Troppe volte in questi anni abbiamo detto, noi di sinistra, di essere dalla parte di chi non ha...non ha soldi, non ha diritti, non ha rappresentanza sociale.
Ma di fronte ai problemi dei deboli se noi non diamo risposte concrete i deboli scelgono le risposte demagogiche.
Se di fronte al problema di un povero che si vede scavalcato nelle liste per l'assegnazione di una casa pubblica da un altro povero extracomunitario, noi rispondiamo partecipando a giunte comunali, provinciali, regionali, che da trent'anni in questo paese non fanno un serio piano di edilizia pubblica ma si limitano a far tirare su cantieri su cantieri agli amici degli amici per l'edilizia speculativa, quel povero aderirà all'idea leghista che per risolvere il suo problema sia sufficiente levarsi di torno l'extracomunitario. Tra una risposta demagogica e una che non c'è, sicuramente mi tocca scegliere la prima.
E potrei continuare con mille esempi di questo tipo.

E' antico l'ancoraggio a simboli e riti del passato: se ancora in questi giorni ci sono analisi politiche che insistono sul fatto che non presentare la falce e martello sia stato un errore, di fronte all'evidenza che un oceano di voti è passato da noi alla lega, non si va lontani.

Che fare? Credo innanzitutto che la classe dirigente del nostro movimento debba analizzare con severità ma serenità le cose fatte in questi mesi. Credo che una nuova generazione di giovani debba guidare il processo per la creazione della nuova sinistra socialista del ventunesimo secolo ma con voi al suo fianco fino a quando questi giovani, volenterosi ma ancora inesperti, potranno camminare con le proprie gambe. Credo quindi che il movimento debba pensare a processi di formazione politica, a gruppi di studio e di lavoro che siano più coinvolgenti di quanto non è stato fatto fino ad oggi.
Credo che nel processo unitario ora si debba essere netti. Chi ci sta deve starci convintamente e non entrare per poi rallentarlo. Le persone per strada devono percepire chiara e netta qual'é la nostra bussola politica, chi e cosa vogliamo rappresentare e dove vogliamo arrivare. I tentennamenti e i distinguo non pagano. Chi non vuole starci è giusto che se ne stia fuori a creare ciò che ritiene più giusto. A noi non devono più interessare le alleanze con Generali che rappresentano solo se stessi, a noi interessano le alleanze con gli eserciti di persone che non si arrendono all'idea della cultura dominante dell’arrivismo e dell’egoismo.

Credo che riusciremo nell'impresa di ricostruire una sinistra forte, unita e di stampo europeo se non ci scorderemo che, al di là dei calcoli, della razionalità, della logica, la politica si fa anche col cuore e inseguendo i sogni. Il cuore di tanti compagne e compagni che ho potuto incontrare durante questa campagna elettorale e che si sono impegnati, si sono battuti, si sono ancora una volta spesi per degli ideali e inseguendo ostinatamente il sogno di un altro mondo possibile.
E' con quel cuore che ti mando un abbraccio
Matteo SD Ancona


Caro Fabio, anche in questa

Caro Fabio, anche in questa situazione così drammatica, dimostri intelligenza politica è l'umiltà necessaria che dovrebbe essere comune ai dirigenti politici degni, come te, di questo nome. Adesso ripartiamo dai territori, per costruire e radicare davvero la Sinistra l'Arcobaleno come la casa comune della sinistra italiana, cosa che purtroppo finora non è stata. Anche noi, come i compagni di Benevento, ti aspettiamo a Salerno.





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