La politica è in profonda crisi perché non riesce a rappresentare più i bisogni, le esigenze e le aspettative dei cittadini perché non riesce ad ascoltarli sia perché spesso diventa autoreferenziale, sia perché non vi sono gli strumenti .
Un prossimo partito unico della sinistra può cambiare la percezione del modo di fare politica nella gente. I cittadini vogliono di nuovo credere in qualcosa, vogliono ritornare ad avere speranze a sognare, ma vogliono anche tornare ad avere certezze, un partito se promette qualcosa la deve fare, se ha un programma bisogna attuarlo senza scuse.
Abbiamo un dovere immenso,quello di far pensare alla politica come a qualcosa di bello, di appassionante, di coinvolgente, di aggregante.
ORGANIZZAZIONE, PARTECIPAZIONE, COMUNICAZIONE devono essere le parole d’
ordine di un prossimo partito unico della sinistra.
Si parte dalle sezioni, in esse bisogna creare tutti i presupposti per coinvolgere in maniera permanente le compagne ed i compagni nella vita del partito. Se qualcuno non parteciperà alla vita di Un prossimo partito unico della sinistra ciò dovrà accadere solo per cause personali non a causa di mancanza degli strumenti.
L’organizzazione deve essere basata sul modello sindacato cioè territoriale e tematico.
Dal punto di vista territoriale penso che dobbiamo essere organizzati dal
basso verso l’alto in questa maniera: circoli, organizzazione comunale,
federazione provinciale, federazione regionale, federazione nazionale
Dal punto di vista tematico: i gruppi tematici dovranno coinvolgere tutti i
livelli da quello di Circolo a quello nazionale.
Partiamo dall’organizzazione dal punto di vista territoriale.
I circoli territoriali nelle grandi città o nei piccoli comuni dove
funzionano da coordinamento cittadino hanno la competenza circa le materie di
cui si occupa il I livello degli enti locali (municipalità o circoscrizioni che
siano); sono la prima interfaccia tra partito e cittadini, hanno il compito di
divulgare le idee del partito nelle forme più consone attraverso volantinaggi,
giornalini di territorio …; costruiscono progetti per il territorio; fanno il
monitoraggio del territorio e tengono i contatti con associazioni, comitati e
quant’altro insiste sul territorio di competenza; ha competenza sulle liste per
le elezioni dell’ente locale su cui territorialmente insistono; internamente
organizzano degli sportelli informativi a seconda della richiesta del
territorio su cui insistono.
Le grandi città anche se capoluoghi (tipo Palermo) dovrebbero dotarsi di un
livello cittadino come livello intermedio tra i circoli e il livello
provinciale. Per le piccole città capoluogo l’organizzazione provinciale funge
anche da organizzazione cittadina. Il livello cittadino ha la stessa competenza
dell’ente locale Comune; funge da coordinamento delle attività delle sezioni;
ha competenza su campagne comunali; ha competenza sulle liste elettorali
comunali; supervisiona la composizione delle liste dell’ente locale
inferiore.
Il livello provinciale ha le stesse competenze dell’ente locale provincia;
funge da coordinamento delle attività dei livelli cittadini; ha competenza
sulle campagne provinciali; ha competenza sulle liste elettorali per le
elezioni provinciali e in coordinamento con il livello regionale, che comunque
deve dare il suo placet sulle stesse, sulle liste provinciali per le elezioni
regionali .
Il livello regionale ha le stesse competenze dell’ente locale regione; funge
da coordinamento delle attività dei livelli provinciali; ha competenza sulle
campagne regionali; ha competenza sulle liste elettorali regionali dando il
placet e supervisionando le liste provinciali per le elezioni regionali.
Il livello nazionale ha le stesse competenze dello Stato; rappresenta il
partito a livello europeo nel PSE o comunque a livello europeo e negli altri
organismi internazionali; ha competenza sulle campagne nazionali; ha competenza
ed ultimo placet sulle liste delle elezioni nazionali (che comunque dovranno
essere composte in collaborazione con il livello regionale), ed europee; ha
competenza circa le alleanze politiche; funge da guida politica del partito.
I segretari (o coordinatori) a qualsiasi livello sono la guida politica del
partito, sono i rappresentanti del partito a quel determinato livello, e sono
coloro che danno il placet ai componenti della segreteria per i rapporti con la
stampa, seguono pedissequamente il programma del partito.
La segreteria (o coordinamento) è organo fiduciario del segretario e viene
votato dalla rispettiva direzione.
Si consiglia di non prevedere alcun organo intermedio tra la direzione
provinciale (o regionale) e la segreteria provinciale (o regionale) (come era
previsto nei DS con il direttivo).
Il segretario a qualsiasi livello viene eletto in base ad un documento
politico basato sulle rispettive competenze, ha il compito fondamentale di
incontrare tutte le espressioni sociali, politiche, ed economiche che insistono
sul territorio dai sindacati, agli ordini professionali, dai rappresentanti
datoriali alle associazioni e ai comitati .
I rappresentanti istituzionali, oltre ad essere tenuti a sostenere
economicamente il partito, sono emanazione diretta del partito, ed in quanto
tali portano avanti il programma del partito;sono tenuti a tenere informati i
rispettivi livelli del partito circa gli sviluppi della politica del livello
istituzionale di cui fanno parte. Essi devono essere rappresentati all’interno
delle direzioni e nella qualità uno di loro a quel livello deve far parte della
segreteria competente.
I candidati devono essere scelti attraverso le primarie e , solo se non fosse
possibile, con un’ampia consultazione della base .
Per quanto riguarda i candidati di coalizione la richiesta agli alleati deve
essere quella di sceglierli attraverso i meccanismi delle primarie o comunque
attraverso un’ampia consultazione della base.
I gruppi tematici esistono a ogni livello al fine di garantire la
partecipazione delle iscritte e degli iscritti, possono essere temporanei o
permanenti ed esistono dal livello di circolo al livello nazionale. Sono
guidati dal componente della segreteria competente per materia al fine di
evitare inutili doppioni .
Essi hanno il compito, a ogni livello, da quello di circolo a quello
nazionale, di redigere progetti di competenza di quel livello e amalgamano e
rendono omogenei i progetti dei gruppi tematici di livello inferiore. I
documenti politici redatti dai circoli tematici formano il programma del
partito per il rispettivo livello .
I gruppi tematici avrebbero il pregio di coinvolgere gli iscritti nella vita
del partito creando dirigenza diffusa, quella dirigenza diffusa che impedirebbe
l’autoreferenzialità dei gruppi dirigenti.
Un prossimo partito unico della sinistra deve riuscire a entrare nei gangli
della società italiana e per fare ciò dovrà prevedere una collaborazione con
associazioni e comitati esistenti come l’Arci, collaborare con i sindacati,
ovvero dovrebbe creare associazioni culturali, economiche, sociali, per entrare
nel mondo delle professioni, del volontariato e delle Onlus.
I livelli territoriali e i gruppi tematici concorrono a formare un progetto
di società e un conseguente programma inclusivo di tutte le categorie sociali
ed economiche esistenti nella società italiana ed europea.
Formazione politica
La formazione politica è importante per far crescere una classe dirigente
capace di rispondere alle esigenze del territorio e di un partito che non può
crescere solo in base alla formazione a livello personale. La formazione
politica è importante perché si fanno crescere quadri da esportare anche nelle
istituzioni, compagne e compagni preparati a comprendere i meccanismi
burocratici e politici delle istituzioni. Si potrebbe pensare a corsi di
formazione mirati sia sulla comunicazione, sia sull’organizzazione, sia sulle
competenze degli enti locali e altro.
Giovani e donne
Bisogna costruire un mix di esperienza e di gioventù per
guidare il partito, bisogna costruire una dirigenza larga, anche per questo c’è
bisogno, da un lato, di una doppia organizzazione, quella dei circoli
territoriali e dei gruppi tematici, e, dall’altro, della formazione politica. L’
esperienza deve servire a garantire equilibrio, domare l’impulsività, frenare i
facili entusiasmi o le altrettanto facili depressioni dopo una sconfitta; la
gioventù deve garantire l’entusiasmo, la capacità di dialogo fra generazioni,
la garanzia che il partito non si areni in conservatorismi politici e
ideologici.
Le donne devono avere un ruolo dirigenziale forte all’interno del partito,
sono capaci di grandi idee e di grandi progetti, ma se si ghettizzano in un
partito femminile e non gli si danno gli strumenti per incidere nella vita
politica del partito allora non serve parlare di quote rosa o di pari
opportunità. Quindi si al partito giovanile e delle donne ma solo a patto che
ciò non significhi ghettizzare questi due gruppi senza ascoltare e porre in
discussione all’interno del partito le idee che vengono fuori da ambiti di
discussione importanti e a patto, ovviamente, che l’eventuale costituzione di
questi due gruppi non serva solo a distribuire posti di potere.
Il partito giovanile dovrebbe essere visto come un gruppo tematico speciale
con una limitazione di età a 25 anni o potrebbe essere opportuno varare una
differenza all’interno del partito o gruppo giovanile dal punto di vista
esclusivamente tematico visto che le esigenze sono diverse: studenti medi,
studenti universitari, giovani disoccupati. Questi tre gruppi tematici del
partito giovanile , da un lato, potrebbero essere rappresentati all’interno dei
gruppi tematici di Un prossimo partito unico della sinistra e, dall’altro,
dovrebbero essere coordinati all’interno di un unicum che possa essere
utilizzato come strumento di contatto con mondi tradizionalmente lontani dalla
politica.
Tutta questa organizzazione capillare crea degli strumenti per ascoltare,
elaborare, informare e risolvere i problemi, quindi bisogna coniugare ascolto
con la protesta, la protesta con la proposta, solo così possiamo far ritornare
la gente alla politica.
L’ORGANIZZAZIONE, LA PARTECIPAZIONE, LA COMUNICAZIONE, LA CAPACITÀ DI ASCOLTO
SONO PUNTI CARDINE SE SI VUOLE UN PARTITO FORTE E CAPACE DI CAMBIARE IL MODO DI
FARE POLITICA.
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Su Facebook è stata aperta
Su Facebook è stata aperta una pagina: "crea il logo della Sinistra" e li sono postati una serie di loghi abbiamo pensato che fosse un buon modo per farli circolare quello di utilizzarli a commento di pezzi che parlano appunto della costruizione della sinistra. Buone idee e buoni loghi più girano e meglio è, o no?
Il logo è stato preso dal
Il logo è stato preso dal gruppo di Facebook "Crea il logo della Sinistra".
Concorso "indetto" per dimostrare il fermento in atto nel popolo della sinistra che ha voglia di esserci
Per gli interessati
http://www.facebook.com/home.php#/event.php?eid=33796862294
P.S.
fa piacere essere stati notati
Caro Vinxent , no non sono
Caro Vinxent , no non sono il coordinatore di Palermo alla elezioni avvenute ad inizio ottobre al fine di garantire l'unità del movimento ho dato via libera all'altro candidato. Ma veniamo alle cose serie, innazitutto cercherò di riscrivere il testo per punti , questo è un articolo e non vuole essere certo la verità, ci mancherebbe altro. è chiaro che se dovesse essere adottato come base di discussione sarebbe opportuno creare una bozza come indicato da te. Certamente nelle mie intenzioni c'è l'idea che il coordinatore, a qualsiasi livello, deve essere scelto con un congresso dagli iscritti ed in base ad un documento politico che non deve essere il programma del partito a quel livello, altrimenti verrebbe meno la funzione dei gruppi tematici, ma deve indicare un minimo di modello organizzativo e alcune linee guida. Anche la direzione deve essere votata dal congresso. il coordinamento penso debba essere scelto dal coordinatore e votato dalla direzione. Se non si era compreso nell'articolo chiedo scusa. Per quanto riguarda i rappresentanti istituzionali penso che essi debbano stare nel coordinamento del partito ad ogni livello per evitare che vi sia il partito delle istituzioni e quello del territorio. credo che l'apporto dei rappresentanti istituzionali sia importante per l'esperienza concreta che essi possono avere. La linea politica la dà la direzione del partito, dopo che i gruppi tematici hanno costruito un programma . Per fare un esempio concreto il gruppo tematico mobilità di una città costruisce il progetto mobilità lo porta alla direzione e la direzione lo vota. Questo progetto sulla mobilità deve tenere conto dell'apporto anche dei consiglieri comunali , e , una volta votato, diventa patrimonio comune del movimento. Una volta votato i rappresentanti istituzionali devono portare avanti questo progetto nelle sedi istituzionali, in questo modo si ha un duplice effetto, essi partecipano alla redazione del progetto, non vi è distacco tra partito e rappresentanti istituzionali e quindi si evitano quelle figuracce assurde per cui il coordinatore dice una cosa e in consiglieri comunali (nell'esempio in questione) portano avanti un'altra linea.spero di essere stato chiaro.
Si siamo d'accordo, anch'io
Si siamo d'accordo, anch'io mi ponevo il problema delle figuracce a cui il segretario a volte è esposto. Sarebbe bello se i cons. com. portassero avanti "solo" una linea diversa, spesso la fanno passare come quella del partito salvo aggiungere il segretario parla a titolo personale .
In effetti la partecipazione degli eletti alla decisione del partito è necessaria; io ritenevo (ma posso sbagliarmi) non auspicabile una loro presenza - neanche in numero di uno - nella segreteria.
La segreteria - per come la vedo - agevola il lavoro del segretario predisponendo proposte, bozze, iniziative ecc... che il segretario porterà alla direzione per la ratifica. Qui la proposta verrà confrontata anche con la posizione degli eletti, e se passa diventa linea del partito. Anticipare il confronto con gli eletti (che spesso amano andare a ruota libera!), già nell'organo fiduciario, mi sembra un inutile dispendio di energie per il segretario, laddove dovrebbe trovare nella segretaria un organo che lo solleva da incombenze (e che certo non deve creargliene).
Del resto nei circoli più piccoli, di piccoli comuni e con pochi iscritti (ad es. per SD -da statuto- bastano 5 iscritti per aprire un circolo), capita che il segretario non nomini una segreteria non ravvisandone la necessità.
Che poi il segretario voglia inserire un eletto, ma anche più di uno (o addirittura fare una segreteria di soli eletti "tipo governo-ombra") deve essere possibile, ma siamo sempre nel campo delle valutazioni discrezionali del segretario che ha "fiducia" degli eletti. Altra cosa è prevedere una obbligatorietà statutaria per il segretario di inserire nella segreteria almeno un eletto in rappresentanza di essi.
Naturalmente, è una mia opinione, che metto a disposizione della nostra comunità. Alla fine le regole si aggiustano anche strada facendo; L'IMPORTANTE E' IMBARCARCI!
E speriamo che il 13 Dicembre "La Sinistra" SALPI ......
Un buon canovaccio per una
Un buon canovaccio per una proficua discussione che spero si svilupperà.
Intanto nel fare i miei complimenti a Luca Lecardane ( coordinatore di Palermo, se non sbaglio?) per l'ottima idea, faccio alcune mie considerazioni.
Innanzitutto consiglierei di riorganizzare il testo se non per articoli almeno per versi o periodi numerati, in modo da rendere più semplice l'individuazione e la successiva discussione sui vari argomenti.
Io, mi soffermo sulla questione del coordinamento " è organo fiduciario del coordinatore e viene votato dalla rispettiva direzione", non credo che la previsione sia opportuna, penso che Coordinatore e Direzione vadano scelti direttamente dall'Assemblea degli iscritti quali organi sovrani, mentre il Coordiamento proprio perchè organo fiduciario e con funzioni di supporto del coordinatore vada scelto dal solo Coordinatore che ne dà comunicazione alla Direzione.
Venendo ai rappresentanti istituzionali, giusto che stiano nella direzione ma non trovo opportuna la loro presenza (anche di uno solo in rappresentanza) nella (Segreteria o) Coordinamento. Il Coordinamento è organo di supporto del Coordinatore che insieme a quest'ultimo garantiscono la linea politica del partito. I rappresentanti istituzionali (gli eletti) in particolare nei livelli inferiori sono amministratori e, pertanto, potrebbero portare nel consesso politico scelte di mediazione fatte in sede amministrativa, deviando la linea del partto. Il coordinatore (cittadino, provinciale, regionale) danno la linea politica a cui gli eletti si adeguano senza possibile commistione di ruoli.
Complimenti per l'idea di logo, ma la punta deve andare a "sinistra".