La sinistra che vorrei, la sinistra che serve

di Roberta Lisi

Ven, 03/07/2009 - 05:56

Migrare non è reato. Nel mondo, invece in Italia si! 
Nel nostro Paese, in spregio alla Costituzione, ma in ossequio alle pulsioni indicibili della Lega e non solo, il Parlamento ha approvato una legge che introduce nel nostro ordinamento  il reato di clandestinità. Un testo che a distanza di ottant’anni ripropone in questa sciagurata Italia una versione aggiornata e corretta di “leggi razziali” : si è inferiori perché non italiani.
E quale sicurezza potrà garantire agli appartenenti alla pura razza italica questo “Pacchetto sicurezza”?  Nessuna, in realtà il vero obiettivo di questo provvedimento è quello di mettere e conservare in una condizione di perenne “sottomissione” chi viene da noi fuggendo da fame, miseria, guerre.  E la sicurezza che deve garantire non è rispetto al crimine, ma la sicurezza della “roba”, del lavoro, della casa, del posto all’ asilo nido “per noi e non per loro”.
 E per meglio raggiungere questo obiettivo si inventa una nuova figura giuridica, il diritto diseguale, in barba alla Costituzione che prevede l’uguaglianza di fronte alla legge, e non contempla in nessun articolo il diritto diseguale su base razziale.

Ma  questo scempio della Costituzione e della democrazia che si è compiuto ieri nelle aule del Parlamento è solo l’ultimo di una serie. Dal Lodo Alfano che ha reso il presidente del consiglio, insieme ad altre 3 cariche dello stato, al di sopra e al di fuori della legge; al decreto approvato in apertura di legislatura, usando la spazzatura distribuita per le strade di Napoli  come alibi, che ha assegnato al premier il potere di sottrarre intere aree del paese alle leggi ordinarie riducendone gli abitanti da cittadini a sudditi, è capitato in Campania, poi all’Aquila infine a Viareggio. E non è finita, ora tocca alle intercettazioni: Berlusconi ha detto bisogno eliminarle e il Parlamento eseguirà.
La riforma della Costituzione fuori dalla procedura costituzionale.
Ma ciò che è più grave ancora è il silenzio assordante che accompagna tutto ciò.
E’ mai possibile che uomini e donne, ma soprattutto che le classi dirigenti di questo paese non riescano a farsi sentire? Ma è mai possibile che non scatti un moto di indignazione e di rivolta?
E dove sono i grandi soggetti collettivi, partiti, sindacati, associazioni che dell’indignazione, del “no, non si può” dovrebbero farsi promotori e porta bandiera?
Ma quale virus malefico ha addormentato le coscienze, ucciso capacità critica, anestetizzato gli animi?
Non c’è più tempo se non ci svegliamo ora, poi sarà forse troppo tardi.
 
Che senso può mai avere ragionare di una nuova grande sinistra se nel frattempo che discutiamo  di procedure, tempi, forme organizzate, cantieri e contenitori la democrazia nel nostro paese viene pezzo pezzo smantellata, i diritti più elementari vengono negati e noi quasi non ce ne accorgiamo?
Una sinistra che parla di se e non vede il mondo, lontano e vicino, che la circonda non ha senso.
Costruiamo Sinistra e Libertà con tutta la passione e la fantasia di cui siamo capaci,  facciamo insieme ai tanti che nelle settimane di campagna elettorale si sono già sentiti parte fondante di Sinistra e Libertà e non di uno dei soggetti che l’hanno fatta nascere.
Ma perché la nuova sinistra italiana sia utile dobbiamo cominciare dal ritrovare le parole e la forza dell’indignazione che trascina altre e altri contro l’imbarbarimento della vita civile e democratica.


L'indignazione. Indignazione

L'indignazione.
Indignazione c'è anche in chi non è di sinistra, fa parte dell' essere umano.
Ciò che occorre è una cultura ANTIRAZZISTA e qui la scuola assume il ruolo di fondamentale.
E' estremamente difficile far capire che la casa popolare, il posto al nido, il lavoro, sono diritti di tutti. E' un po come al cane togliergli l' osso.
Ecco la guerra tra poveri.
S. e L. non me ne volere Fulvia,è un po la riproposizione della svolta della Bolognina, LA SCATOLA VUOTA, o meglio LA COSA.
Lo credo io, non è vangelo,. La cosa da fare è tracciare la prospettiva politica,una strategia,un PROGETTO rivolto ad un blocco sociale, i contenuti, radicamento e organizzazione.
Fare della partecipazione l ' arma vincente per fare massa critica.
Non capisco se S. e L. vuole rimettere in campo un Partito Socialista del tipo PSI, perchè la cultura filoatlantica sostanzialmente liberista dei socialisti di oggi è condivisa da Vendola.
S. e L. è una proposta confusa ( senza progetto e riferimento sociale) che si caratterizza solo per l' anticomunismo.
Appunto scatola vuota.
Personalmente boccio le due proposte sia di Vendola che di Ferrero, poi non solo io le boccio, ma l' elettiorato l' ha fatto ampiamente.
La cosa da fare è tornare al progetto iniziale di SD. tentando di riunire tutta la sinistra magari in una Federazione.
f.ciappei@tiscali.it


Perfettamente

Perfettamente d'accordo.
Occorre impedire il contagio di un silenzio complice.
Così, insieme al "cominciare dal ritrovare le parole e la forza dell’indignazione

che trascina altre e altri contro l’imbarbarimento della vita civile e democratica",
si sente la necessità di rendere visibile questa nostra indignazione
con forme di lotta/manifestazioni, con sit in straordinari, con cartelli chiari e di facile lettura, davanti alle sedi istituzionali e/o alle sedi dei grandi quotidiani, ad oltranza, per una lunga durata, con la presenza a rotazione di dirigenti e militanti, e delegazioni di SeL da tutta Italia. E tanto a conferma di una nostra identità politica nazionale, di accoglienza organizzata, nel rispetto della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, contro una visione territoriale, razzista, di respingimento disordinato, gridata solo per la tutela di interessi di egoismo di area.
O no?
Severo Laleo


donna di denari