16 NOV – L'onda degli studenti non si ferma, l'abbiamo dimostrato il 14 novembre a Roma, e anche i nostri compagni di studi all'estero continuano parallelamente la protesta contro i ministri Tremonti e Gelmini davanti alle ambasciate italiane. La mobilitazione non riguarda più solo l'Italia, ma si è estesa a livello europeo tanto che sono nati diversi gruppi di studenti all'estero, col nome di “Anomalous wave” (Onda anomala).
Il 14 novembre infatti, mentre protestavamo a Roma, i nostri connazionali in erasmus hanno manifestato davanti alle ambasciate e ai consolati italiani di Madrid, Valencia, Bruxelles, Parigi, Istambul, Copenhagen, Granada, Berlino, Lione, Anversa, Siviglia, Londra, Lisbona, Birmingham, Stoccarda, Aarhus, Palma de Mallorca, Almeria, Barcellona.
Personalmente ammiro molto questi miei coetanei perchè, pur trovandosi in Paesi diversi dal loro, hanno trovato il modo di mettersi in contatto e di organizzarsi ugualmente, sebbene le forze a disposizione siano ovviamente inferiori a quelle in Italia, facendo da “cassa di risonanza” per il movimento degli studenti in Italia.
Come dice il comunicato stampa multi-lingue che hanno elaborato questi ragazzi, anche all'estero partecipano alla mobilitazione “studenti di età, classe sociale ed idee politiche differenti, ma uniti dalla voglia di costruire, attraverso una riflessione comune, una precisa coscienza e conoscenza politica degli avvenimenti che stanno facendo dell’Italia un esempio negativo in tutto il mondo.” Non sono parole esagerate, perchè una mobilitazione studentesca così grande da estendersi anche al di fuori dell'Italia sottolinea la straordinaria gravità dei fatti, e la sincera preoccupazione degli studenti che hanno scelto di non rimanere indifferenti davanti all'attacco “finale” sferrato contro la loro istruzione e il loro futuro. Molti in tutta Europa sono i cortei funebri organizzati dai manifestanti che portavano in bare improvvisate futuro e cultura.
Tornando al comunicato, sull'Italia come esempio negativo in tutto il mondo non c'è da soffermarsi più di tanto, oltre alle leggi 133 e 137 basta ascoltare le “carinerie” di Berlusconi rivolte prima al neo-Presidente americano Barak Obama, e poi agli “imbecilli” che lo criticano dimostrando di non avere senso dell'umorismo (il solito incompreso). Questi fatti si commentano da soli. Probabilmente anche noi studenti che scendiamo in piazza per difendere il futuro non abbiamo abbastanza senso dell'umorismo, dopo tutto anzi che protestare con queste facce scure potevamo stare a casa a fare qualcosa di più divertente, come guardare “La pupa e il secchione”, e lasciare che all'istruzione ci pensino Tremonti e la Gelmini.
Personalmente, sarà anche perchè ho 21 anni, non molti, è la prima volta che vedo una mobilitazione tale da spingere gli studenti di tutt'Italia a occupare le facoltà, i genitori a occupare le scuole, gli studenti all'estero a mettersi in contatto tra di loro e a organizzarsi in cortei e manifestazioni con tanto di striscioni, maschere, megafoni, cortei funebri e fiaccolate. Siamo tutti facinorosi? In questi giorni sul fronte della protesta c'erano anche tanti ragazzi che hanno votato Berlusconi, e nonostante ciò considerano sbagliati i provvedimenti dei ministri sul tema dell'istruzione. Sono pericolosi sovversivi anche loro?
Ad accomunare tutti gli studenti italiani in Europa, oltre ovviamente alle motivazioni della protesta, è Internet, e specialmente il social network Facebook, sul quale fioriscono ogni giorno nuovi gruppi di studenti che, ovunque essi si trovino, si coordinano per scambiare opinioni, decidere una linea comune e, come in questo caso, per scrivere insieme un comunicato stampa multi-lingue, condiviso da tutti i ragazzi in erasmus. Nel comunicato si riportano più di sedici gruppi con sede in diverse città europee, e molti altri stanno nascendo proprio in queste ore. Perchè ogni ora di più ci sono italiani in tutto il mondo che, incuriositi, leggono le leggi 133 e 137, e capiscono che per salvare il futuro e la cultura bisogna organizzarsi da subito.
*Sinistra Democratica Genova
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| COMUNICATO UNITARIO EU post manif.doc | 91 KB |
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