L’Italia sta danzando sull’orlo del precipizio

Da qualche giorno circolano alcuni documenti elaborati dal Governo e da vari centri studi che si occupano di economia dell’energia, la sintesi di queste elaborazioni ci dice che la direttiva europea < 20-20-20> sull’ambiente e l’energia potrebbe costare all’Italia dai 23 ai 27 miliardi di euro l’anno, nel periodo 2013-2020; più di una manovra finanziaria.

Tutto questo, come contributo italiano, per abbassare le emissioni mondiali di anidride carbonica dello 0,3% e del 2% se si considera il continente Europeo.
Ricordiamo che la direttiva U.E. impone di ridurre, entro il 2020, il 20% delle emissioni da CO2 ( il gas accusato di cambiare il clima del mondo)  del 20% i consumi di energia e portare al 20% la produzione di energia da fonte rinnovabile, ( oggi l’Italia è molto lontano da questi obbiettivi).

Il Ministero dell’ambiente ha provato ad applicare il programma europeo e viene fuori che entro il 2020 l’intensità energetica dovrebbe scendere del 37% rispetto al 2005.
Per quanto riguarda poi le fonti rinnovabili di energia servirebbero centrali “Verdi” pari all’energia di 315 milioni di tonnellate di petrolio, con un aumento del 160% in 15 anni.
Per lo sviluppo delle rinnovabili occorrono, sempre entro il 2020, circa 50 miliardi di euro, per la riduzione e/o risparmio energetico una cifra non inferiore a 120 miliardi di euro, per un costo di circa 15 miliardi l’anno di oneri addizionali per l’Italia nel periodo 2013-2020.

Alla luce di tutto questo ci sembra veramente pazzesco non fare una vera politica di risparmio energetico e soprattutto prevedere forti incentivazioni per lo sviluppo massimo delle fonti rinnovabili come il solare.

Gli esperti ci assicurano che un metro quadrato di sole vale un barile di petrolio, è di questo che bisogna parlare se vogliamo vincere la scommessa del futuro e salvare il Pianeta, certo sappiamo che non basta, è necessaria anche una forte diversificazione delle fonti energetiche.

La Germania è leader mondiale per il solare con il 42% dell’istallato complessivo, tenendo conto che le ore di sole medie annue in Germania sono circa 900,in Francia 1000,in Italia oltre 1000, ma il fotovoltaico istallato è veramente minimo.

La consapevolezza che non possiamo più continuare con la situazione attuale è convinzione sia dei governi che delle popolazioni, necessita che tutti facciano la propria parte, compresi paesi come la Cina e l’India che sono oggi in crescita vertiginosa e che non sono disposti a rallentare il loro sviluppo, anche per l’Italia dobbiamo avere la consapevolezza che i vincoli energetici costeranno cifre che si avvicinano al 1,5% del PIL, tenendo conto che oggi siamo a crescita zero, significherebbe la crisi.

Ecco perché rimettere in campo il nucleare, pur non avendo pregiudiziali ideologiche, mi sembra veramente anacronistico, ha costi altissimi, la tecnologia che si vorrebbe utilizzare è obsoleta, comunque  non risolverebbe il problema delle emissioni di gas inquinanti.
Continuare così significa veramente voler danzare sull’orlo del precipizio.

*Dipartimento Reti e Terziario
Cgil Nazionale 





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