Nelle ultime settimane la Calabria ha assistito all’ennesimo, incomprensibile, giro di valzer della politica regionale.
Il Presidente Loiero, senza minimamente chiarire il senso e la direzione di marcia della sua giunta, ha dato vita all’ennesimo rimpasto, di cui si è perso ormai il conto, nella speranza che il coinvolgimento, via via, di singole indiscutibili personalità e professionalità in giunta fosse di per sé sufficiente a coprire i vuoti di una politica.
Lo afferma Nuccio Iovene, Segretario Regionale calabrese di Sinistra Democratica.
Loiero, infatti, continua a rifiutare l’idea - prosegue l’esponente SD - che il vero problema che ha di fronte è innanzitutto politico: la mancata rottura dei vecchi equilibri e delle vecchie pratiche che hanno caratterizzato la Calabria, nessuna discontinuità, nessuna priorità socialmente rilevante e chiaramente individuabile da parte dei cittadini. Questo mentre si sono continuati a collezionare incidenti su incidenti: dalla Sanità alle infrastrutture, dai rifiuti alla depurazione, dal turismo alle improvvide dichiarazioni sulla condivisione del ritorno al nucleare…
In questa assenza di novità, Rifondazione Comunista, pur divisa al suo interno, dopo soli pochi mesi fa marcia indietro e rientra in giunta: cosa sia cambiato non è dato sapere, e gli stessi dirigenti di rifondazione non riescono a spiegarlo semplicemente perché non è cambiato nulla, anzi..
Il PD infine fa sapere per bocca del suo capogruppo alla regione che è stato convocato un “vertice” tra PD, Italia dei Valori e UDC. La sinistra non è invitata. Non c’è, non esiste, non è nell’orizzonte del PD che guarda in tutt’altra direzione e non con l’obbiettivo di un allargamento dell’attuale centrosinistra, ma con quello di sostituirlo con un’alleanza centrista e moderata. E la Calabria viene condannata a morire democristiana.
Il silenzio e la subalternità delle forze della sinistra alla regione è sconcertante: si accontentano di un posto a tavola, non vengono prese in considerazione sulle scelte politiche di fondo, i suoi esponenti liquidati senza battere ciglio, non interviene sul dibattito politico regionale. Ad esempio nessuno ha chiesto il conto al PD sulle scelte che sta maturando e la rottura a sinistra che si profila anche alla regione, dopo quella drammatica e disastrosa che ha regalato l’Italia a Berlusconi, operata a livello nazionale.
Alla Calabria - conclude Iovene - serve chiarezza e serve una sinistra forte, seria, autorevole, unitaria ma non subalterna. A partire dalle prossime provinciali ed amministrative Sinistra Democratica proverà a mettere in campo, con tutte le forze disponibili, questa sinistra. Una sinistra che non rinuncia a battersi per il cambiamento profondo della regione, a combatterne i mali antichi e profondi, ad affermare una nuova e buona politica.
Roma, 1 settembre 2008
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