Il voto utile è quello per chi vuole cambiare il mondo non adattarsi

Per sgomberare subito il campo da equivoci, dico che voterò per la sinistra e dunque per  Sinistra Arcobaleno. Sento forte bisogno di dirlo oggi, quando in diversi, anche fra le persone del pacifismo, della solidarietà e cooperazione internazionale, hanno perplessità. Per alcuni risulta perfino compromettente partecipare alle iniziative di sinistra arcobaleno mentre per nulla scomodo partecipare a quelle del PD poiché solo in quest’ultimo caso risulterebbe chiara l’autonomia delle posizioni fra società civile e partito. E perché, di grazia, nel primo caso invece sarebbe così?Dialogare con un vincente, comunque vada, non è compromettente. Io però non critico chi si sente in difficoltà, bensì, mi interrogo sul perché. Cosa fa di me, comunista italiana esattamente quanto lo sono stati tanti del PD tra cui lo stesso Veltroni, oggi nel 2008, un’appestata? Quasi a spiegare una presunta inclinazione al disfattismo o al ruolo di pura testimonianza di un mondo residuale e sconfitto dalla storia. Un mondo che fu e che - secondo loro - è oggi per fortuna stato debellato e tra un po’ finalmente cancellato dalla storia. Certamente sparito come d’incanto, quasi fosse stato scritto con l’inchiostro simpatico, dai pedigree di tanti che oggi credono fortissimamente nel PD. Rivendico pure per me, come per tutti, una dignità, una storia naturale, fatta di accelerazioni, di lunghe soste di riflessione.
Di militanza politica da posizioni diverse…non a caso negli ultimi 10 anni esclusivamente nei movimenti della società civile lì da dove ho iniziato e dove comunque ho continuato a praticare una politica pacifista, dove i diritti e il senso di giustizia è stato ieri, l’altro ieri e oggi il perno del mio agire. Sono convinta della necessità di una politica di sinistra in Italia e nel mondo. Ma su questo che voglio misurare l’adeguatezza delle proposte della sinistra. Sulle cose, non sulle alchimie o ancor peggio sulle poltrone. Questa logica ha prodotto già abbastanza danni non solo d’immagine a questa lista che si propone. Il voto utilissimo a sinistra, non deve essere comprensibile a fatica. Le ragioni di una scelta, devono essere chiare ed arrivare alle persone come una netta identità. Questo è ciò che manca nella comunicazione. I manifesti invitano con efficacia a fare un gesto di parte, molto meno i contenuti che veicoliamo. Non possiamo recuperare spazio, diritto-dovere di esistere, tra i canali TV o sui giornali. Ma deve almeno essere evidente a chiunque frequenti il mondo come il mio, qual è la differenza di contenuti di cui Sinistra arcobaleno vuole portare in parlamento la voce  e di cui altrimenti sparirebbe, forse per sempre, la presenza. Questo imperativo mi porta a dire senza tanti salamelecchi, che il voto a sinistra è utile, per chi crede che il mondo in cui viviamo è da cambiare e non solo da adattare. Ma deve essere visibile il progetto politico. Non bastano gli slogan. Lo so, il tempo per organizzare questa sinistra non c’è stato e stiamo tutti correndo all’impazzata per fare il possibile per raggiungere la meta del fatidico 8%. Ma questo si può sperare se in questo mese di campagna elettorale, la sinistra coglierà l’occasione per dire la qualità delle idee che vuole rappresentare in Parlamento. Ma dobbiamo parlare una lingua facile e schietta che permetta di far superare i dubbi.. Abbiamo già perso alcuni pezzi anche per le scelte nelle candidature. La situazione è grave. Al momento non è emerso con la dovuta chiarezza che la sinistra dovrebbe poter vantare facilmente una differenza politica sui temi di cui mi occupo, la cooperazione,la solidarietà internazionale, il debito estero e i diritti dei popoli. Il diritto e la dignità di una società che accoglie i migranti, proponendo una politica di saggezza e responsabilità storica e di ricchezza culturale oltre che economica del fenomeno.Insomma la pace intesa non come sola assenza di guerra. Ad oggi, nessuno può dire che nel quadro delle identità politiche presentate all’opinione pubblica, sia balzata agli occhi la nostra idea di come stare in questo mondo. Se di riporto, o con una prospettiva, un progetto di politica internazionale degno di questo nome. Basta inseguire le boutade quotidiane di Veltroni. Non ci porteranno da nessuna parte o anzi proprio dove vuole il PD, nel dimenticatoio. Al contrario. Diciamo, e con voce convinta come pensiamo che l’Italia debba stare nel mondo, con quali proposte, con quale idea della solidarietà e responsabilità internazionale.
Quale idea abbiamo del ruolo delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali. Quale opinione abbiamo del club del G8. Non è e non deve essere, come crede Veltroni, un tavolo dei più ricchi da allargare anche ai più ricchi tra i più poveri, Sudafrica e Brasile. Dal ‘95 il movimento pacifista italiano ha proposto una analisi politica attenta sul ruolo e la crisi dell’ONU e sulla situazione mondiale, i suoi nuovi e vecchi equilibri sorti dopo la caduta del muro di Berlino e della fine dei blocchi, per affrontare la questione dei conflitti che hanno segnato ormai da molto tempo lo scenario internazionale. La deriva e il fallimento della soluzione del conflitti, dalla prima guerra del Golfo e da Srebrenica in poi ha interrogato più il pensiero pacifista, che si è misurato di più e meglio di quello della politica. Quale cooperazione pensiamo debba esprimersi non solo nella quantità ma anche ricostruendone la qualità come pure aveva iniziato a fare la vice Ministra Sentinelli. Vogliamo dire esplicitamente che se la riforma della legge sulla cooperazione è fallita in parlamento, è perché esistono precise responsabilità di alcune forze politiche, non solo della destra ma pure interne al PD? Il mio compagno, metalmeccanico, sconcertato dalla proposta lanciata dal PD sul grande patto tra produttori e lavoratori mi ricorda quanto somigli all’idea del tutto ideologica di un possibile patto fra i ricchi del G8 e i paesi più poveri del mondo strangolati dal debito estero. Per questo oggi si continua a proporre solo riduzioni, o addirittura di condono del debito. Mai che si dica come ha fatto il Governo Norvegese che il debito è illegittimo. E’ qui che balza agli occhi la differenza di sostanza politica è qui si dovrebbe farlo. Se non lo si fa subito, è una battaglia persa che peserebbe come un macigno nella storia di questo paese. A quanti come me vogliono mettersi a disposizione per la costruzione di un soggetto politico di sinistra sui contenuti, e di cui sentono l’urgenza e la necessità, ancora non è stato offerto un vero spazio per contribuire. A chi dice che questo si potrà fare dopo, prima bisogna raggiungere il traguardo dell’8%, dico che forse rischiamo di perderlo proprio perché non pensiamo che è sulle cose e non sui numeri che possiamo convincere. Dobbiamo lavorare anche ora, durante la campagna elettorale, per costruire il progetto politico?.Chiedere il voto per contare è un messaggio debole. Non risponde a chi non vede distinzioni, che trova naturale dire che la politica, tutta, fa indistintamente schifo. Bisogna dire per che cosa.
Bisogna dire perché. Il voto utile a sinistra o è o non è. Si guadagna la fiducia se dici chi sei e cosa vuoi. Solo così rispondi a chi ti vede perdente e ritiene più efficace saltare sul carro dei “comunque” vincitori, pensando che solo lì potrai provare a portare i tuoi contenuti.

 

*Karpinsky


E' vero il nostro voto deve

E' vero il nostro voto deve essere un voto consapevole e deve avere dietro tutta una presa di coscienza di quelle che sono le DIVERSITA' come le chiama qualcuno, io le chiamerei piuttosto realta' con bisogno di sussistenza senza alcuna discriminazione.
Non abbiamo la pretesa di cambiare il mondo noi giovani ma di far si che questo mondo sia vivibile per noi nuove generazioni paterne, per i nostri figli e per il nostro sostentamento.
Ricorre spesso la frase tra amici: " Io mi sento cittadino del mondo" non basta sentirsi solo cittadino bisogna entrare a contatto con coloro che hanno bisogno, che anche loro avranno pensato numerose volte " Vogliamo cambiare il mondo". Questo sta alla base dell'eliminazione della realta' autoctona che francamente nel XXI appare un pò superata.


Sergio, Bamako - West

Sergio, Bamako - West Afrika

Io sono un italiano residente all'estero... a Bamako, in Mali, West Africa.

Ho deciso di vivere qui e di lavorare a un nuovo modo di fare sviluppo e cooperazione, valorizzando i saperi locali e la solidarietà, perché un nuovo mondo sia possibile.

Anche io votero' Sinistra Arcobaleno,anche se i temi della solidarietà internazionale sono rimasti un po' troppo assenti dalla "nostra" campagna. Purtroppo solo al Senato, perché alla Camera, nella nostra circoscrizione, Sinistra Arcobaleno non c'è. Alla Camera, saro' quindi costretto, turandomi il naso, a votare PD. Anche se Veltroni non lo merita, almeno per quello che va dicendo in questi giorni.

Coraggio. Abbiamo bisogno della Sinistra plurale e multicolore in Italia e nel Mondo!





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