Documento della Direzione Sd: Un nuovo inizio per il futuro della sinistra italiana

1. La ripresa politica vede l’Italia di fronte a crescenti contraddizioni, squilibri e ingiustizie che da tempo ne frenano lo sviluppo -non soltanto economico ma sociale e ambientale- ma che ora vengono pesantemente aggravate dal procedere spedito di questo governo verso la rapida attuazione del suo programma.
In soli pochi mesi, disponendo di una larga maggioranza parlamentare e attraverso un uso distorto delle procedure istituzionali come delle norme costituzionali, la destra al governo sta mettendo in discussione i due pilastri fondamentali che reggono la vita democratica di un paese, l’equità sociale e i diritti civili. Tanto le importanti conquiste consolidate nel corso di decenni di vita e di lotta democratica, quanto le reali possibilità di attuare quelle vere riforme di cui l’Italia ha sempre più bisogno.
Questo riguarda fondamentali beni pubblici  che segnano la qualità dello stato sociale di un paese e  su cui si misura la vita quotidiana di donne e uomini: salute, istruzione e formazione. La scuola italiana è con questo governo sotto un attacco che  svilisce la qualità educativa e pedagogica da trasmettere alle ragazze e ai ragazzi,  umilia il lavoro di tanti insegnanti capaci, e quindi crea distacco tra società, famiglie e istituzioni scolastiche.  E riguarda ancor di più la realtà attuale del mondo del lavoro oggi nel nostro Paese: perdita di centralità, precarietà persistente, condizioni materiali  di lavoro sempre più insicure e pesanti, salari da troppo tempo fermi e troppo bassi, volontà di ridurre l’azione e il ruolo della rappresentanza sindacale.

2. E tuttavia l’azione devastatrice di questo governo non incontra ancora, a diversi mesi ormai dal voto di aprile, un’opposizione politica capace di resistere agli attacchi della destra e di indicare la possibilità di diversa prospettiva politica per l’Italia.
L’opposizione non solo tarda a organizzarsi, ma corre il serio rischio di presentarsi divisa, chiusa nel recinto, largo  o angusto che sia, delle diverse logiche identitarie, incapaci di produrre quell’ampia, diffusa, forte partecipazione unitaria che l’opposizione deve avere oggi in Italia se vuole essere efficace e rialzare la testa di fronte ai colpi di questo governo.

E’ per questo che Sinistra Democratica – nata non già come ennesimo partito politico ma come movimento politico che ha il principale obiettivo di unire la sinistra e costruire un nuovo centrosinistra per governare l’Italia – ritiene si debbano individuare i punti essenziali di una comune piattaforma,  quegli stessi su cui le azioni del governo rendono ogni giorno più pesante la vita materiale di tanta parte della popolazione, e si debbano dare segnali inequivocabili di unità e di mobilitazione prima di tutto nei suoi territori.
Ed è per questo, quindi, che Sd non condivide l’ipotesi di svolgere, ad ottobre, diverse e distinte manifestazioni dell’opposizione nel paese, incapaci nei fatti di parlarsi, con l’unico risultato di lanciare un messaggio identitario e di divisione ulteriore. Troppo poco di fronte ad una realtà così pesante e troppo poco anche di fronte agli insegnamenti che tutti dobbiamo trarre dalle divisioni e dagli errori che hanno segnato, in tutto il campo del centrosinistra, l’ultima campagna elettorale.
Ecco perché noi riteniamo necessario costruire una piattaforma e una mobilitazione del’’opposizione. E’ così che si può mettere in moto una doppia speranza. Che un’opposizione finalmente c’è, si organizza, mobilita soggetti e coscienze, unisce. E che da una simile opposizione si può partire, certo in un percorso ancora aperto e difficile, per costruire un nuovo centrosinistra per il governo dell’Italia.
Noi intendiamo lavorare per questo semplice, ma fondamentale obiettivo e ci rivolgiamo a tutti gli interlocutori del centrosinistra come alle tante diverse realtà in  ogni parte del territorio del paese che chiedono segnali di speranza e di risposta politica efficace.
3. La nostra prospettiva politica già delineata a Chianciano pochi mesi fa e ribadita nel corso dei lavori della nostra Direzione, guarda alla Costituente della sinistra italiana come all’unica reale possibilità di mettere in moto un processo che da subito e già nelle elezioni amministrative ed europee indichi la strada per dare all’Italia quella sinistra politica che oggi non ha più. Dotata di autonomia culturale e organizzativa, di cultura di governo, di profilo europeo, capace di ridare centralità al valore del lavoro e alla laicità dello Stato.
Sarà un percorso lungo nel tempo ma che occorre avviare ora. Ecco perché guardiamo all’incontro del 20 settembre, al quale parteciperanno autorevoli figure rappresentative della sinistra nella cultura, nel sociale e nel mondo del lavoro, della politica e  dei movimenti, come all’occasione che, dopo la sconfitta elettorale e gli esiti dei diversi congressi dei partiti di luglio, metta in moto un nuovo inizio per il futuro della sinistra italiana.

Viterbo, sabato 6 settembre 2008


cari compagni, la situazione

cari compagni, la situazione e' quantomeno critica e con pochi sbocchi per le forze di sinistra. a mio modestissimo parere pero' si sottovalutano sempre le due questioni principali: quella morale e quella del conflitto di interessi(di tutti non solo di berlusconi)con tutto quello che ne consegue. mi piacerebbe che sinistra democratica affrontasse ancor piu' determinatamente la questione morale partendo dai tentacoli dei partiti che stanno strangolando l'economia soprattutto pubblica, ma anche(veltroni mi scusera' se non gli pago le royalties)privata. i partiti politici, tutti i partiti politici, non sono piu' che comitati d'affari che rappresentano soltanto i loro dirigenti con il seguito di famigliari e amici di vario tipo. purtroppo i partiti sono sostenuti da leggi dello stato, come quelle sul finanziamento pubblico (che avevamo abolito con un referendum che lor signori si son subito affrettati ad aggirare con nuove norme anche peggiori delle precedenti) o come quelle che elargiscono scandalosamente fiumi di denaro a giornali e riviste con poche centinaia di lettori solo per il fatto di essere organi o di partiti o di movimenti spesso creati ad hoc per prendere il finanziamento(tra l'altro ci tocca anche la beffa di dover poi pagare i costi dello smaltimento delle migliaia di copie invendute, oltre ovviamente gli inutili danni ambientali per la creazione di nuova carta). e' ora che si dica basta! basta con questi inutili sprechi, basta con alitalia! basta con i miliardi di euro elargiti alla rai, ente partitico-governativo non pubblico. basta agli sprechi della politica, aboliamo le indennita' pensionistiche dei politici, o meglio se ne facciano una privata di pensione, perche' devono continuare a ricadere sempre nelle nostre tasche? e perche' un deputato o senatore o consigliere regionale puo' continuare a fare l'avvocato? non esiste paese al mondo che consente questo, perche' proprio il nostro? le intercettazioni costano troppo? obblighiamo la telecom a farle fare alla magistratura gratuitamente visto che e' un concessionario pubblico. si risparmierebbero parecchi miliardi di euro all'anno con pochi piccoli atti, come la riduzione di almeno il 50% dei rappresentanti comunali, provinciali, regionali, statali, con l-abolizione delle comunita' montane e l'accorpamento di comuni (sono piu' di ottomila e il consiglio comunale di un comune magari di 80 abitanti e' composto per legge da 12 consiglieri comunali, uno spreco incredibile). non si sente piu' parlare di sviluppo italia altro carrozzone di stato che serve a parcheggiare amici e politici trombati, figli d'arte e amanti di ministri o ex ministri prelevando i soldi sempre ovviamente dalle tasche dei lavoratori, ne vogliamo parlare? cosa intenderebbe farne sinistra democratica un giorno arrivata al governo (speriamo)? sicuramente quanto da me proposto non basta neanche a risolvere un quarto dei problemi di questo paese, ma intanto vogliamo cominciare da qualcosa? dico vogliamo cominciare da alcuni punti per poi svilupparne degli altri?


maurizio aversa Posso

maurizio aversa
Posso chiedere a SD di non essere ipocrita?
1. Riproposizione del motivetto siamo movimento non siamo partito:
dichiarate una strategia “Sinistra”, in varie occasioni (incluso l’ultimo capoverso di questo documento) vi rivolgete a pezzi di partiti della sinistra, avete organismi nazionali, regionali, federali e locali, indicate un percorso per le europee e sostenete di non essere un partito. Guardate che quello che non è un partito è quello del predellino…..
Ricordo perfettamente la vostra nascita (mi fermo qui di Mussi, e l’intuizione di proporsi come “lievito”). Mi sembra che il lievito possa essere messo a disposizione di tutto un ammasso di impasto….e non prendere pezzetti di impasto per utilizzare il lievito altrove….forse è legittimo farlo, sicuramente non è una messa a disposizione ma una etero direzione e certamente è una insincerità (detta volgarmente bugia) presentarla come non organizzata e non finalizzata a rafforzare un partito.

Posso pretendere chiarezza di analisi, coerenza e trasparenza nelle posizioni politiche che si danno per scontate e per questo (in un documento ufficiale, suvvia!) vengono taciute?
2. L’analisi sul governo di destra e dei padroni guarda che fa, e accollare alle forze (indistinte) della sinistra l’assenza dell’opposizione senza dire una parola sul PD può avere due ragioni:
- SD sottovaluta o dimentica il ruolo del PD, oggi, in Italia, nello schieramento democratico e nel disegno omnicomprensivo che vuol svolgere nella sinistra pur dichiarandosi moderato;
- Oppure, più semplicemente, in modo taciturno ( e che quindi non possono accettare i militanti, i simpatizzanti, gli elettori di sinistra) SD già disegna un proprio ruolo di assiemare pezzi di sinistra e certificato che può presentarsi come altro dal PD, dialoga in esclusiva perché il disegno veltroniano non sia giocato solo da quella postazione ma anche da e con questo nuovo avanposto;
Guardate che a pensarlo è davvero poca cosa e non fa i conti con: la drammaticità della realtà degli ultimi nella società che non ce la fanno più; la tragedia che si potrebbe inverare in Italia se continuasse l’attacco alle basi democratiche e alla convivenza civile del paese; la svendita e lo smantellamento della struttura produttiva di qualità (la cosidetta fuga dei cervelli, oggi la pagano gli emigranti intellettuali, domani la pagherà un paese – cioè persone in carne ed ossa – asservito a decisioni e ruoli padronali che vengono da altrove e che troveranno negli attuali servi di uno pseudo capitalismo italiano quelli che saranno pronti (per qualche prebenda) ad essere svenditori del paese e governanti fantoccio.

Posso pretendere allora di conoscere il massimo di criticità possibile che una direzione di partito o movimento, ma comunque un selezionato e pregevole gruppo dirigente di sinistra, può manifestare, dichiarare, indicare nei confronti del PD? Di ciò che sta compiendo e di quanto ha già dannosamente svolto?
E non accontentarsi di giocare in difesa al grido di mai uniti ai comunisti? Ma, comunisti quali? Quelli che eravate? Quelli che volete dividere? O quelli che non volete a prescindere?
Se è questo il punto, chiaro, semplice, perfino banale, avete l’obbligo morale, etico, di rispetto delle storie personali, delle scelte future di ognuno e quindi politico di dirlo: voi siete quelli del grido “mai più con i comunisti”.

Al contrario, avreste proposto di svolgere il vostro ruolo di lievito con chi già c’è e non con chi vorreste che ci fosse. Il momento cruente poi, è dimostrato dall’esito dei congressi che vi costringe a dire se volete o no unirvi coi comunisti.

Noi, qualcosa a livello locale stiamo facendo, purtroppo insieme a tanta generosità dei compagni e delle compagne, c’è un sottofondo di ambiguità dovuto a queste mezze misure – che il documento conferma in pieno nella totale ipocrisia – che la direzione a Viterbo non ha sciolto. Ovvero, ha confermato in chiave venti settembre: ma i comunisti non sono il papato, voi non siete i garibaldini e soprattutto l’unità della sinistra e dei comunisti non è la Porta Pia di nessuno.

Maurizio Aversa


Aversa, l'ipocrita sei tu.

Aversa, l'ipocrita sei tu. Ho dato uno sguardo al tuo blog, ed ho visto che sei del Pdci. Bene, spiegami una cosa: anche Diliberto dice, in pratica, che non siete alternativi al PD (tanto che lo invita a "costruire con noi la nuova alternativa", come tu stesso hai riportato sulle tue pagine...). Cos'è che rimproveri a Sinistra Democratica? Di tenere fermo l'obiettivo (che ha sempre avuto e che, del resto, anche il tuo Partito dice di condividere, se si eccettua Rizzo) di un nuovo Centro-Sinistra per sfidare le destre, nel quale chiaramente ci sia una Sinistra che ha la sua autonomia e porta la sua voce? Di critiche al PD ne facciamo OGNI GIORNO, ma non dobbiamo fare come loro, eh? Il nemico resta a destra. Non possiamo essere ossessionati dal PD!

Poi sull'unità della Sinistra la tua ipocrisia raggiunge il colmo. "Mai più con i comunisti"? E chi l'ha mai detto? SD ha detto una cosa diversa: "mai più tutti insieme indistintamente", unendo chi vuol rinnovarsi e chi testardamente non vuole farlo, creando confusione e cartelli elettorali di corto respiro. Io mi auguro che il 20 Settembre di Comunisti ce ne siano molti, di quelli che (e ci sono) la sfida del rinnovamento l'hanno voluta accettare. Quelli con cui non staremo più sono quelli che hanno deciso di buttare a mare l'unità della Sinistra per rinchiudersi in un "rassicurante simbolo" che alla gente non interessa per nulla, e che non rappresenta più, da tempo, i simboli del lavoro. Un feticismo simbolico ed una chiusura identitaria che non potrebbero essere più fuori tempo, in un momento in cui tutta la Sinistra è in emergenza ed ha bisogno di raccogliere le forze per uscire dall'emarginazione in cui è caduta. Marx rabbrividirebbe. Ecco, è con chi ha queste chiusure che non staremo più. Mentre continueremo nella nostra missione, quella che abbiamo sempre avuto: dare al Paese una Sinistra nuova, unitaria e rinnovata, di cui l'Italia ha fortissimo bisogno. Che possa (essa sola può) stanare il PD ed inchiodarlo alle sue responsabilità, senza dargli quelle scusanti di cui i "duri e puri" che pensano solo a fare a gara a chi è più identitario e "di rottura" gli forniscono a chili.


Caro Marco, condivido il tuo

Caro Marco, condivido il tuo ragionamento e ne apprezzo molto il finale:"...ma la politica si fa anche con la memoria a lungo termine....". E, secondo me, la memoria lunga ci dovrebbe insegnare che, pur con le dovute critiche in certi momenti storici,il Socialismo riformista è stato l'unico soggetto politico che in Europa è riuscito a sconfiggere i conservatori e le destre. Perchè il socialismo riformista è molto difficile da praticare ma è molto più "radicale" di molti radicalismi che sono rimasti tali sulla carta senza spostare di un millimetro le questioni che a noi di sinistra stanno molto a cuore. La sinistra, come diceva Berlinguer,non è uno status quo, ma un processo di progresso(e non solo sviluppo)sempre in evoluzione.
Un caro saluto e augurio di ogni bene.

Aldo


Il riformismo di stampo

Il riformismo di stampo liberista attualmente
prevalente nel PD di Veltroni (riduzione
della spesa pubblica, privatizzazioni)
rischia di trovarsi fortemente spiazzato
dalla piega che da qualche tempo ha preso la crisi americana.
Commentando la nazionalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac,
il Corriere scrive: "L'iniziativa ha precedenti solo
negli interventi governativi del presidente Roosvelt
durante la Grande depressione degli anni trenta e rappresenta
una clamorosa inversione di rotta dell'amministrazione Bush,
la piu' liberista dell'ultimo mezzo secolo".
Una nuova sinistra potrebbe darsi una base
programmatica molto forte proponendo
una ripresa dell'intervento pubblico nell'economia,
in forme nuove, di sinistra, tenendo presenti gli errori compiuti nel passato.
E' difficile pensare di poter affrontare altrimenti,
in un quadro dominato dal profitto privato,
i problemi del mondo del lavoro denunciati nel documento, come pure
quelli di uno sviluppo sostenibile.
Credo che nel corso del processo avviato con la costituente di sinistra
dobbiamo approfondire e prendere posizione su questi temi.


compagni, questo documento

compagni,
questo documento mi rassicura. avevo dato la data del 20 settembre per morta.

facciamo, però, in modo che questa occasione sia una grande iniziativa partecipata, che sia il primo atto della costituente.

pubblicizziamola e facciamo circolare mail. SD, Verdi, area Vendola e area Bellillo aprano un sito internet della costituente, punto di incontro di chi vuole Sinistra. utilizziamo a pieno anche i mezzi della rete. non c'è tempo da perdere.

utilizziamo al meglio le forze di tutti coloro che, fin qui, hanno sostenuto l'ipotesi di questo nuovo cammino.

io vengo dal PdCI e ho sostenuto la mozione Bellillo. nella battaglia congressuale ho avuto accanto persone straordinarie, che non conoscevo, di cui non conoscevo sensibilità e capacità.
Prima mi sentivo solo, ero sconsolato. incontrare altri compagni che vedevano lo stesso mio orizzonte, però, mi ha dato nuovo vigore. dopo il congresso, con l'estate, abbiamo perso i contatti e adesso mi sento ancora amareggiato, perchè vedo lontano l'arrivo.

evitiamo che i compagni si sentano così. stiamo l'uno accanto all'altro. facciamoci sentire.

facciamo che quella del 20 sia una grande assemblea aperta (stile 8 dicembre) dove possa intervenire chiunque: esponenti dei partiti, dei movimenti, delle associazioni e liberi compagni che, anche senza provenire da alcuna struttura pre-esistente, vogliono partecipare.

alziamoci finalmente. questo paese ha bisogno di Sinistra.

al lavoro e alla lotta, compagni, e la vittoria sarà nostra!


L'unione delle Sinistra

L'unione delle Sinistra Italiana dovrebbe essere l'approdo di questo progetto politico. Purtroppo però la parte centrale di quello che fu il centrosinistra italiano, non sembra più voler sentire nemmeno pronunciare la parola Sinistra. Sembra quasi indispettita quando gli si ricorda che, senza l'appoggio della sinistra il Pd diventerà come il Pci; un grosso partito con il 30% ma senza possibilità di governare...a meno che, l'inciucio centrista con l'Udc non prevalga. In questo caso però si può affondare qualsiasi progetto riformista e si ritornerà nel guado democristiano del compromesso e dell'immobilismo politico. Con buona pace riformista di Veltroni. Nella mia regione-provincia Trentino lo schema neo centrista ha avuto il sopravvento,e alle elezioni provinciali di Ottobre si creerà un grande centro, formato da UDC,PD, un nuovo partito locale neodemocristiano figlio della Margherita (la parte più a dx) che non ha adrito al PD, Patt (autonomisti) e Italia dei valori. In questo schieramento la sinistra anche moderata è sparita, figurarsi che alle scorse elezioni alcuni candidati Ds (poi confluti in SD) sono stati tolti dalla lista, perchè ritenuti destabilizzanti e troppo a sinistra. Adesso il progetto neo centrista ha vinto e la sinistra si trova al palo, dovendosi schierare da sola, schiacciata tra due schieramenti. Anche qua poi con la storia del voto utile il Pd eroderà voti a sx e a spariremo come nel resto del paese.
Se il sogno di Veltroni era di riformare la DC e far sparire la sinistra ci è riuscito. Purtroppo con il nome,che non mi interessa potrebbero anche chiamarla coalizione topo-gigio, spariranno tutte le tematiche della sinistra. Nel PD il sociologo Parisi, che è stato dfinito un pazzo, si è accorto che nella marcia solitaria il Pd potrebbe restare al palo anche con un alleanza con l'udc. Per portare la sinistra al governo ci sono voluti 51 anni 1945-1996.E l'unico progetto capace di fare questo è stato l'Ulivo, creatura di Parisi e Prodi. Dal 2008 quanti anni dovranno passare....?
Per un anno Velroni è stato osanato come colui che non ha mai sbagliato che è riuscito in tutti i progetti che ha creato, quello che toccava lui diventava oro. Ma perchè nessuno ha ricordato che con lui come segretario i Ds erano arrivati al minimo storico? La gente purtroppo ha la memoria televisiva e in pochi minuti tutto è dimenticato...ma la politica si fa anche con la memoria a lungo termine....





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