Di Traverso

22 novembre
Il ministro Mara Carfagna ha espresso le sue preferenze, in modo schietto e semplice: “meglio Massimo Boldi che Nanni Moretti, almeno lui fa ridere”. Il pericolo del ridicolo e lì a due passi, fatti suoi. Ma è grave che abbia licenziato la professoressa Fausta Guarriello,  il capo “della rete nazionale delle Consigliere di Parità”, perché, come scrive l’Espresso, aveva segnalato gli effetti negativi per le donne di alcuni provvedimenti del governo. Anche la giovane ministro è aliena al pensiero critico, una malattia infettiva all’interno del governo.
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Roberto Valvo, professore in un liceo artistico di Roma, nega l’esistenza dell’olocausto. Per questo è stato sospeso. Qualcuno ha sostenuto che non si devono perseguitare le idee, ma qui non siamo alle idee ma all’ignoranza. Questo non si può sopportare. Il professore va sospeso per ignoranza, come si farebbe con un professore che sostenesse che il sole gira intorno alla terra.
 
23 novembre

“Per me la fede è tutto” lapidaria dichiarazione di Bernardo Provenzano, che in cella, circondato da santini, come unica lettura ha la Bibbia. Come si dice un vero cristiano. È, comunque, meglio che legga la Bibbia piuttosto che scrivere “pizzini”: ordini  per pizzo, commercio di droga e assassini. Ma la chiesa non si sente imbarazzata di simili devoti? Spariti i comunisti ormai non si scomunica più nessuno, ma si sposa bene amore per Cristo e criminalità? Gesù non cacciò i mercanti dal tempio? Ormai, la consistenza della fede religiosa sta solo nel dare spettacolo di sé, perché non ha più sostanza?

24 novembre

“Bisogna essere moderni, non pensare al posto fisso, oggi ci vuole flessibilità, fare diverse esperienze, non legarsi per la vita a un tavolo o a un tornio. La modernità vuole flessibilità. Correte l’avventura”. Queste e altre fanfaronate personalità, tra i più garantiti, predicano da anni alle nuove generazioni. Anche il prof Brunetta, economista del lavoro, rivendicava la necessità di un mercato del lavoro più libero, fatto di flessibili, di contratti atipici e a tempo (precari). Non è che i precari fossero una novità, ma si voleva, riuscendoci, allargare questa platea di felici lavorati. E ora? Ora che si calcola tra 500.000 e 1.000.000 i lavoratori precari che saranno messi sul lastrico con nessun ammortizzatore. Ma che ci possiamo fare è il mercato e poi il governo può fare poco, non ha soldi.

Dopo tanto parlare, dopo tanto calcolare, dopo tante illusioni, il ministro Sacconi ha dichiarato che della defiscalizzazione della tredicesima non se ne fa nulla. Non ci sono i soldi. Ogni tanto il governo annunzia grandi piani mettendo in giro soldi già impegnati, facendo girare le stesse cifre. Poi la solita litania: il disavanzo è pesante, si può fare molto poco. Nella sostanza la ricetta ottimista  di Berlusconi è chiara: cittadini che potete, non cambiate abitudini, consumate, consumate, gli altri … crepino.    

25 novembre

Il Cipe lancerà una serie di opere pubbliche; ecco una buona occasione per mettere a regime le scuole di ogni ordine e grado. Sarebbe una scelta ragionevole, facilmente attivabile e sicuramente   anticongiunturale, dato il massiccio impiego di lavoro. Trattandosi di una scelta ragionevole non c’è speranza che essa trovi il consenso del governo.

26 novembre

I diritti di cittadinanza, e le strutture che li rendono operativi, sono la conquista di lotte e di evoluzione della società e, soprattutto, hanno liberato i singoli dal potere dei padroni, dalla “raccomandazione” e dalla benevolenza dei potenti.  In sostanza hanno dato dignità all’individuo. Ma oggi si ritorna all’antico, quanti si trovano in condizioni di necessità non hanno diritti da accampare, ma possono solo sperare nella benevolenza dei potenti. Così questo governo invece di garantire un reddito decente a tutti dona, regala, provvede con benevolenza,  con la social card  per i più bisognosi, a rimpinguare gli striminziti bilanci familiari con  40€ al mese. L’uso dell’inglese non riesce a nascondere l’applicazione di un  principio medievale.

27 novembre

Non è vero, non ci credo, è una bufala messa su per denigrare il ministro Brunetta. Non è possibile che il ministro che si vantava di avere dato, con i tempi che corrono, 70 € al mese agli statali  ora abbia concesso un aumento di 600 € mensili ai dipendenti della presidenza del consiglio e ben 300.000 € di stipendio annuo per i quattro membri dell’Autority del merito (che di meriti sicuramente ne devono avere molti, almeno 300.000). Se fosse vero meriterebbe il premio Nobel della spregiudicatezza, per non dire altro. Ma … non ci credo.

“Parlare di merito senza intaccare i residui storici e naturali che condizionano le prestazioni individuali è a dir poco capzioso” “Per questo i teorici moderni della giustizia hanno sempre diffidato di questo criterio se usato per distribuire risorse” (Nadia Urbinati, La Repubblica). Un articolo che meriterebbe di essere meditato da quanti a proposito e a sproposito invocano il “merito”, soprattutto dall’Autority del merito.

Il 12 dicembre sciopero generale, il 13 dicembre assemblea costituente della La Sinistra. Una coincidenza che pare in generale di buon auspicio.  





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