Di Traverso

19 ottobre
“Spaventata dai cortei? Neanche un poco. Caso mai più decisa di prima”.  Così dichiara la ministra Gelmini, ed ha ragione, Lei non ha rapporto con la società, deve rispondere solo al suo capo (Tremonti), quello che pensano i fruitori della scuola, le loro famiglie e chi ci lavora è ininfluente per le sue convinzioni. Il linguaggio della ministra è quasi bossiano: “nelle università si fanno sentire solo i docenti di sinistra. Sarebbe ora che anche i moderati, per la miseria, mostrassero gli attributi”. Si potrebbe pensare che la ministra pensasse agli attributi scientifici, ma il cotesto fa presupporre che ad altri attributi poneva mente.   
Certo che all'università esistono punti di vista differenti, ma tutti sono seriamente preoccupati quando hanno letto la dichiarazione della ministra “ora mi occupo dell'università”. A questo proposito sappia la ministra che in Francia in cinque anni 10 miliardi di euro qualificheranno 10 atenei,; non tutto è perfetto nella vicina Francia, ma  da noi?
Ministro stia tranquilla nessuno difende lo stato attuale della scuola, chi scende in piazza vuole  più scuola e migliore scuola, ma già, lei dei cortei non si cura ma fa male, per fare bene il ministro dovrebbe ascoltare la gente e ...studiare i problemi. Comunque dato quello che sta succedendo... grazie Gelmini.  
  
22 ottobre

In media, nel nostro paese, la popolazione più ricca ha un reddito poco più di 10 volte superiore a quello della popolazione più povera. Questo divario è aumentato negli ultimi anni. Si tratta di statistiche prodotte dall’OCSE.
Solo cinque stati stanno peggio di noi: Messico, Turchia, USA, Polonia e Portogallo. I paesi dove questo divario è più virtuoso sono la Svezia e la Danimarca dove i la distanza si riduce a meno di 5 volte (sono anche i paesi con la più alta pressione fiscale e la più alta dotazione di servizi pubblici).
Il ministro Tremonti, se non fosse impegnato a ridisegnare il capitalismo mondiale potrebbe applicarsi a questo squilibrio per trovare le risorse che pare gli manchino per la scuola.
Ovviamente “peggio”, “virtuoso”, “squilibrio” sono giudizi di valore ai quali il Presidente del consiglio potrebbe contrapporre “meglio”, “vizioso” ed “equilibrato”.

23 ottobre

In Inghilterra gli atei hanno avviato, con successo di sottoscrittori, una campagna di propaganda sul tema “probabilmente Dio non esiste, godetevi la vita”. Sul merito dell’affermazione qualcuno, non ateo, potrebbe avere da ridire, ma non è questo quello che interessa  quanto la reazione delle chiese Metodista e Anglicana. La prima a ringraziato per l’evidente interesse comunque verso Dio; la seconda ha comunicato che difende e difenderà qualsiasi posizione religiosa o filosofica.
Provate a immaginare cosa sarebbe successo se l’avvenimento  propagandistico fosse stato realizzato in Italia: apriti cielo, è il caso di dire.

23 ottobre

In taxi, la radio  trasmette da una stazione ignota un’intervista, sicuramente fasulla, certamente di un imitatore, all’ex presidente della repubblica Cossiga, che invita Berlusconi a infiltrare dei provocatori all’interno del movimento studentesco, in modo che gli studenti (labili) tornino a spaccare le vetrine, ad impugnare la P38, a trasformarsi in movimento violento ed eversivo. I comici dovrebbero trattare con cura certi argomenti. O era vera? 

24 ottobre

“è una crisi di tale imponenza, di tale profondità, che senza l’intervento pubblico c’è il rischio di entrare in una spirale molto pericolosa con conseguenze dirette sull’economia reale. Ma una volta finita l’emergenza lo Stato deve ritirarsi, tornare a svolgere il suo ruolo: quello del regolatore” così ha ripetuto Emma Marcegaglia. La bandiera “più mercato e meno stato”, le rivendicazioni liberiste, il giudizio sul mercato che fa benissimo, ecc. tutto tramontato, il sogno è una sorta di Stato-bancomat  a cui attingere secondo i bisogni e senza obbligo di restituzione.
Ormai dovrebbe essere  chiaro a tutti che non si tratta di “difendere” il mercato, ma piuttosto di difendersi dal mercato. Ma certo non potrà essere Berlusconi che della sregolatezza del mercato ha sempre goduto i vantaggi e ne ha approfittato.   





Materiali di propaganda