Sinistra Democratica ritiene decisiva per il Paese la nascita di una Sinistra politica unita e plurale.
Per questo ritiene altrettanto decisiva la scelta di partecipare alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile con una lista unitaria e il simbolo de La Sinistra-L’Arcobaleno.
Per noi questa è la condizione indispensabile per rendere evidente e credibile di fronte agli italiani che non siamo interessati alla pura sopravvivenza, ma ad un processo politico serio, per una sinistra moderna, di governo, larga e laica, di donne e uomini.
Il simbolo deve rappresentare dunque il progetto politico: Sinistra Democratica non è interessata ad un cartello elettorale.
La proposta politica de La Sinistra-L’Arcobaleno per la qualità del lavoro, dell’ambiente, dello sviluppo, dell’etica pubblica, per i diritti civili e la laicità dello Stato, per il rinnovamento della politica, deve essere riconoscibile nella campagna elettorale attraverso la coerenza degli atti, dei simboli, della composizione delle liste, del profilo della campagna elettorale.
Sinistra Democratica ritiene dunque che collegialmente, unitariamente e rapidamente si definiscano i programmi, i criteri comuni per la composizione delle liste e dunque una squadra di donne e uomini impegnati nella campagna elettorale così difficile.
Si contribuisce anche così concretamente al rinnovamento della politica, le si restituisce dignità e capacità di rappresentanza, la si avvicina ai cittadini.
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La Sinistra Democratica
La Sinistra Democratica ritiene decisiva per il Paese la nascita di una Sinistra politica unita e plurale. il pluralism cosi imposto è solo l'inizio di un processo politico molto lungo e laborioso che attraversa la società e coinvolge i cittadini e stimola in loro la voglia di rinnovamento. L' elezione è un evento di percorso che anricipato gli eventi, la Sinistra Arcobaleno non è una lista elettorale ma qualcosa di più.
f.hashlamoun
la candidatura di
la candidatura di Bertinotti non mi convince serve un a personalità fuori dagli schieramenti e sappia unire le varie storie, Cosi sembriamo il vecchio, Basta con le utopie, dobbiamo essere sinistra di governo altrimenti governeranno sempre gli altri
Dopo Hillary, Titti. La
Dopo Hillary, Titti.
La Sinistra Arcobaleno è unita e si presenterà compatta alle elezioni.
La legge elettorale prevede che si debba indicare un nome quale "capo della forza politica", vale a dire un candidato premier. Dappertutto si vocifera che il candidato della Sinistra sarà Bertinotti. Vorrei avanzare una proposta diversa. Senza nulla togliere al compagno Bertinotti, per il quale nutro da sempre una stima enorme, vorrei che la Sinistra riuscisse ad esprimere un candidato diverso, che sappia interpretare meglio la speranza che tanti giovani ancora ripongono nella Sinistra.
Sempre più spesso la Sinistra viene additata da certi media e da certi avversari politici come "conservatrice", "vecchia", lontana dalla realtà, incapace di proposte concrete. Vorrei che la Sinistra riuscisse a dare un'immagine nuova di sé: la Sinistra deve riuscire a recuperare il voto dei delusi e degli incerti, specialmente tra gli (ex) elettori dei DS. Conosciamo bene il partito democratico: Veltroni non è giovane nè anagraficamente nè politicamente; personaggi come la Binetti (e, diciamocelo, anche molti altri) mettono seriamente in dubbio la laicità della proposta politica; le voci su Montezemolo (!) la dicono lunga sull'atteggiamento verso il lavoro, i lavoratori e il precariato.
Ecco cosa propongo. Il candidato premier della Sinistra sia un vero volto nuovo, una giovane donna: Titti De Simone.
Lancio una petizione da presentare ai 4 partiti della Sinistra affinchè l'on. De Simone sia scelta come candidata premier.
Perchè Titti De Simone?
Innanzitutto perchè è una donna: per la prima volta il candidato premier sarebbe una donna, peraltro impegnata da sempre per le pari opportunità. Basta con le parole, le finte quote rosa, le promesse: facciamolo veramente, candidiamo una donna.
In secondo luogo perchè è giovane: ha meno di quarant'anni ma ha comunque un'esperienza politica più che decennale, prima fuori e poi dentro il parlamento. E' stata deputata per Rifondazione Comunista nelle ultime due legislature. Lasciamo Veltroni e Berlusconi a litigare su chi sia più giovane dei due e diciamo basta ai finti giovanilismi. Basta con le parole, facciamolo veramente: candidiamo una persona che ha meno di 40 anni.
In terzo luogo è omosessuale: ha fondato Arcilesbica, che ha presieduto per 6 anni. Il movimento omosessuale chiede da anni alla sinistra di fare qualcosa di concreto e oggi la delusione è enorme. Dimostriamo che le nostre non sono soltanto parole, diamo un segnale concreto per la laicità dello stato e per la parità di tutti i cittadini.
Ulteriori informazioni sull'on. Titti De Simone si possono trovare sul sito della Camera dei Deputati:
http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&deputato=d300477&source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml%2Easp&position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d300477&Nominativo=DE%20SIMONE%20Titti
e sul suo sito ufficiale:
http://www.tittidesimone.it/
Per tutti questi motivi, chiedo a tutti i compagni, gli amici e i simpatizzanti, di aderire alla petizione e di diffondere il più possibile la presente.
La petizione si può firmare online, all'indirizzo
http://www.petitiononline.com/PerTitti/
basta inserire il proprio nome e cognome e l'indirizzo email (volendo anche professione e associazione o partito di cui si fa parte).
Saluti
Vanossi Riccardo
Dopo Hillary, Titti. La
Dopo Hillary, Titti.
La Sinistra Arcobaleno è unita e si presenterà compatta alle elezioni.
La legge elettorale prevede che si debba indicare un nome quale "capo della forza politica", vale a dire un candidato premier. Dappertutto si vocifera che il candidato della Sinistra sarà Bertinotti. Vorrei avanzare una proposta diversa. Senza nulla togliere al compagno Bertinotti, per il quale nutro da sempre una stima enorme, vorrei che la Sinistra riuscisse ad esprimere un candidato diverso, che sappia interpretare meglio la speranza che tanti giovani ancora ripongono nella Sinistra.
Sempre più spesso la Sinistra viene additata da certi media e da certi avversari politici come "conservatrice", "vecchia", lontana dalla realtà, incapace di proposte concrete. Vorrei che la Sinistra riuscisse a dare un'immagine nuova di sé: la Sinistra deve riuscire a recuperare il voto dei delusi e degli incerti, specialmente tra gli (ex) elettori dei DS. Conosciamo bene il partito democratico: Veltroni non è giovane nè anagraficamente nè politicamente; personaggi come la Binetti (e, diciamocelo, anche molti altri) mettono seriamente in dubbio la laicità della proposta politica; le voci su Montezemolo (!) la dicono lunga sull'atteggiamento verso il lavoro, i lavoratori e il precariato.
Ecco cosa propongo. Il candidato premier della Sinistra sia un vero volto nuovo, una giovane donna: Titti De Simone.
Lancio una petizione da presentare ai 4 partiti della Sinistra affinchè l'on. De Simone sia scelta come candidata premier.
Perchè Titti De Simone?
Innanzitutto perchè è una donna: per la prima volta il candidato premier sarebbe una donna, peraltro impegnata da sempre per le pari opportunità. Basta con le parole, le finte quote rosa, le promesse: facciamolo veramente, candidiamo una donna.
In secondo luogo perchè è giovane: ha meno di quarant'anni ma ha comunque un'esperienza politica più che decennale, prima fuori e poi dentro il parlamento. E' stata deputata per Rifondazione Comunista nelle ultime due legislature. Lasciamo Veltroni e Berlusconi a litigare su chi sia più giovane dei due e diciamo basta ai finti giovanilismi. Basta con le parole, facciamolo veramente: candidiamo una persona che ha meno di 40 anni.
In terzo luogo è omosessuale: ha fondato Arcilesbica, che ha presieduto per 6 anni. Il movimento omosessuale chiede da anni alla sinistra di fare qualcosa di concreto e oggi la delusione è enorme. Dimostriamo che le nostre non sono soltanto parole, diamo un segnale concreto per la laicità dello stato e per la parità di tutti i cittadini.
Ulteriori informazioni sull'on. Titti De Simone si possono trovare sul sito della Camera dei Deputati:
http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&deputato=d300477&source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml%2Easp&position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d300477&Nominativo=DE%20SIMONE%20Titti
e sul suo sito ufficiale:
http://www.tittidesimone.it/
Chiedo a tutti i compagni, gli amici e i simpatizzanti, di aderire alla petizione e di diffondere il più possibile la presente.
La petizione si può firmare online, all'indirizzo
http://www.petitiononline.com/PerTitti/
basta inserire il proprio nome e cognome e l'indirizzo email (volendo anche professione e associazione o partito di cui si fa parte).
Saluti
Vanossi Riccardo
RALM Vedo con profonda
RALM Vedo con profonda tristezza l'avvicinarsi di un nuovo governo Berlusconi e non riesco a capire il senso di tante elucubrazioni sui simboli di partito e su tante altre cose che ostacolano la realizzazione di una SINISTRA STRUTTURALMENTE UNITA. Mi appare incomprensibile la scelta di Veltroni che dovrebbe spingerci a votare tutti per il Partito Democratico perche' costituisce l'unica speranza di ostacolare o magari impedire il ritorno della destra al governo. Vorrei ancora un grande, forte, compatto Partito di Sinistra, ma non riesco ancora a vederlo. Comunque non votero' per il Partito Democratico perche' non accetto gli integralismi cattolici, inconciliabili con una sinistra laica e rispettosa della persona. Grazie.
fabio mischi "Per questo
fabio mischi
"Per questo ritiene altrettanto decisiva la scelta di partecipare alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile con una lista unitaria e il simbolo de La Sinistra-L’Arcobaleno.
Per noi questa è la condizione indispensabile per rendere evidente e credibile di fronte agli italiani che non siamo interessati alla pura sopravvivenza, ma ad un processo politico serio, per una sinistra moderna, di governo, larga e laica, di donne e uomini."
Questo dice il documento approvato dalla direzione e da qui come minimo si deve partire.
Già il fatto che i passaggi più importanti della vita del movimento vengano determinati da stringati documenti della direzione non depongano a favore della collegialità della partecipazione.
Si E' vero ci sono state anche le convocazioni del comitatato promotore nazionale, organismo più ampio e quindi più rappresentativo, più significativo. Ho notato però che alcune delle determinazioni scaturite da quelle riunioni o non hanno avuto seguito o comunque di esse non se ne avuto più notizia. Mi riferisco ad esempio a ciò che si disse nel documento del 15 settembre rispetto alla necessità di aprire con la costituente socialista un confronto sul documento di Oporto del PSE e del suo possibile eventuale trasferimento nella realtà italiana e a quell'invito rivolto ai compagni e alle compagne socialiste fatto all'inizio di dicembre di porre massima attenzione alle conclusioni dell'assemblea dell'8 9 , come se da essa o dai documenti conclusivi scaturissero finalmente indicazioni utili e perseguibili per avvicinamenti sostanziali.
Tutto ciò fa ormai parte del passato,
tornando all'oggi , alla crisi , al niet di Veltroni , ciò che diciamo nel documento che ho riportato e che abbiamo sostanzialmente ripetuto nel documento approvato all'unanimità dal comitato promotore nazionale di sabato scorso, può essere l'unica via affinchè si possa continuare a parlare di superamento delle divisioni tra sinistra radicale e sinistra riformosta,l' unica via per togliere al PD la possibilità di raccogliere voti immeritati nel campo della sinistra, la via perchè si possa continuare a parlare di sinistra di governo, di unità larga plurale, di sostanziale rinnovamento. In pratica per continuare a dire che la sinistra l'arcobaleno è un progetto di sinistra unita e plurale in cui socialisti (interpretati da noi di SD), comunisti (quasi tutto il resto) e ambientalisti(i verdi) , le femministe (se verranno adeguatamente soddisfatti i creteri di uguaglianza tra i generi), pacifisti ed altri movimenti lavorano e lavoreranno sempre più uniti per offrire al paese quella sinistra di governo capace di affrontare e risolvere i problemi partendo da quelli legati al lavoro , all'ambiente, alla laicità , ai diritti civili, alla moralizzazione della politica,alle disuguaglianze ed alle ingiustizie che penalizzano i meno abbienti.
A noi dunque SD rappresentare fine in fondo e con convinzione le istanze i valori del socialismo europeo ed internazionale, così come puntuamente indicato nel primo rigo del nostro statuto . Compito importante ed irrinuciabile se vogliamo che ciò che ho detto prima continui ad avere valenza. Se vogliamo, cioè, che la sinistra l'arcobaleno non continui ad essere chiamata , cosa rossa o sinistra radicale, lasciando al PD la possibiltà di razziare nell'area della sinistra riformista, se vogliamo dare senso compiuto alla fine delle divisioni tra radicali o massimalisti e riformisti , se volgliamo essere partecipi a costruire la sinistra di governo. Già si dice da più parti che Bertinotti, nominato alla tavola rotonda dai cavalieri come guida , abbia gioito della scelta ,del mai domo con l'inglesismi sindaco di Roma di sciogliere ulivo , unione, centrosinistra e tutto ciò che potesse contagiare il nobile PD, puro ed immacolato simbolo della rinascita del paese, soddisfatto Bertinotti appunto,di vedersi attribuire dalle scelte altrui il ruolo di sinistra antagonista, radicale, alternativa, lasciando a Veltroni ed alla sua creatura quello di sinistra riformista.
Dobbiamo sconfigger questo disegno. L'Italia ha bisogno di tutto fuorchè dell'autoreferenzialità del PD, cioè di chi si dice di sinistra , ma anche di centro e magari un,pò di destra , vedi Segrate, né tantomeno ha bisogno di una sinistra di mero presenzialismo , che magari raggiunga un'esigua rappresentanza parlamentare , pura testimonianza di una sostanziale incapacità ad incidere, a contare.
A noi quindi un compito chiaro, per me , ma altrettanto molto difficile. Quasi come infilare gli anelli delle asce in fila di omerica memoria , tanto più nel momento in cui , sempre per le scelte del "Barack de' no altri", sembra destinata a scomparire la costituente socialista, perlomeno come rappresentanza parlamentare, visti gli sbarramenti del 4 e dell'8 %(a livello regionale) rispettivamente alla camera ed senato per chi corre da solo. A proposito ,e qui cito nuovamente i documenti ufficiali di SD:"..anche per questo torniamo a chiedere ai compagni, della costituente socialista dice il nostro documento, una riflessione sul pericolo concreto che oggi in Italia sparisca la sinistra e quindi sulla necessità di lavorare insieme perchè ciò non accada".Alla luce del nuovo diniego che il PD ha dato, proprio stamani, ad eventuale coalizione con loro chiedo se non sarebbe forse il caso di tentare in extremis, proprio con l'aiuto di Bertinotti, il recupero dell'area socialista in un'eventuale coalizione con la sinistra arcobaleno ?
Certo ,come diceva ieri Mussi , la legge elettorale non aiuta, visto lo sbarramento per le coalizioni del 10 % alla camera e del 20% al senato, ma perlomeno alla camera varrebbe la pena tentare, proprio per fare terra bruciata alla sinistra del PD ed evitare che molti compagni, abbagliati dal voto utile o da altre meno nobili necessità, votino per il PD stesso. In alternativa, assumiamoci fine in fondo, l'onere e l'onore , di innalzare i vessilli della tradizione socialista .
E possibilmente cerchiamo di essere coerenti e conseguenti a ciò che elaboriamo nei documenti ufficiali.
Io starò con SD, fino a che crederò nel sogno di questa grande sinistra unita, plurale e di governo. Non sono mai stato comunista , ma non ho avuto e non avrò problemi a condividere con loro, con i comunisti e con gli altri, questa prospettiva che ritengo utile per il paese, fondamentale per la nostra democrazia. Se mi dovessi svegliare e rendere conto che non di sinistra larga e plurale trattasi, ma di semplice confluenza in RC , di rinascita di ciò che la bolognina , a torto o a ragione, decretò concluso, non potrei non lamentarmene con coloro che mi hanno aggregato in questo cammino , ringraziandoli sempre e comunque per quel sogno che per questi pochi mesi mi hanno regalato e dal quale , consapevoli colpevolmente purtroppo fin dall'inizio, mi risveglierebbero poi bruscamente.
Penso che nella ricerca
Penso che nella ricerca delle forze politiche di sinistra con le quali presentarsi alle prossime elezioni una particolare considerazione dovrebbe essere dedicata al costituendo PARTITO SOCIALISTA di Angius e Spini.
Se la Sinistra Democratica intende continuare ad ispirarsi all'ideale socialista (é anche nel simbolo) , credo che la formazione politica più vicina a questa posizione sia infatti proprio quella socialista.
Naturalmente un'intesa con questa formazione non dovrebbe escludere le tre forze politiche con le quali sono in corso contatti. Penso infatti ad una convergenza tra tutte e cinque le forze in questione (é utopistico?) sulla base, però, di una posizione di ispirazione autenticamente socialista (se non sbaglio, mi sembra che anche Bertinotti avesse iniziato una riflessione in questa direzione). Credo che il riferimento in un modo o nell'altro al comunismo vada definitivamente superato, per tutto ciò che di negativo in termini di libertà questo termine ancora evoca.
La mia idea é che, nell'immediato, in vista delle prossime elezioni, queste cinque forze dovrebbero trovare un'intesa, magari minimale ma convinta, su un programma di cose da fare. Successivamente, però, questo processo dovrebbe continuare per giungere alla costituzione di un grande partito socialista alla sinistra del Partito democratico.
IL RITORNO DI ACHILLE La
IL RITORNO DI ACHILLE
La sinistra, quella che si richiama al mondo del lavoro, alla libertà, all’uguaglianza, al socialismo ha un debito grande nei confronti del compagno Achille OCCHETTO. E’ stato lui che di fronte al crollo del comunismo realizzato ha compiuto la svolta nel tormento, del dolore, nel pianto di una liberazione. Dove eravamo noi tutti? Critici, allineati e coperti, mezzi convinti (ma non troppo), rivoluzionari di sempre, ma mai presenti tra il prima e il dopo. Rivediamo questo film e ci ritroviamo spettatori, ma molto meno protagonisti. I D’Alema, i Veltroni, i Mussi, i Bertinotti, i Cossutta, i Fassino e via elencando erano lì, ma lui il nostro odiato ed amato Achille, armato di scienza e coscienza e prendendo il coraggio a due mani ha rotto l’incantensimo. E’ venuta fuori RC e il PDCI e il Pds e poi i Ds e poi il PD e poi la Sinistra e l’Arcobaleno. E’ venuto fuori di tutto ed il contrario di tutto. Dalla Bolognina è scaturito quel bel gioco: “ tana, liberi tutti”. Tutti orfani, tutti senza indentità, un bel casino. Ma ora basta, perché il ritorno della destra e che tipo di destra (non ci ha bastato provarla?) dovrebbe trovarci tutti pronti come un sol uomo ed invece la cosa rossa annaspa. Il PD con troppa e disinvolta autosufficienza va da solo. Anche per un bambino ci vogliono alcuni anni! I bambini prodigio hanno quasi sempre deluso, speriamo che il popolo italiano non rimanga anche esso deluso per “il fai da te”. I socialisti da soli non vanno da nessuna parte, gli altri (al netto dei pugnalatori: Dini e Mastella) grosse carte da giocare non ne hanno. La sinistra e dobbiamo chiarire una volta per tutte; quella che si richiama al socialismo, quella che viene e vive nelle lotte del proletariato, dell’antifascismo, della laicità e della pace deve riconoscersi in programma e in un leader che sappiano chiamare alla iniziativa ed alla lotta contro l’oscurantismo, la reazione. Noi, come l’esperienza storica ci insegna, non possiamo fare da soli, l’unità, le alleanze, il confronto, stanno nel DNA della sinistra. Ecco perché lanciamo un avvertimento , una preoccupazione ed una sfida ai compagni del PD. State attenti, perché se vincono loro, la responsabilità sarà vostra, ma sarà ancora una volta una grande forza socialista che dovrà riprendere in mano l’iniziativa per sconfiggere chi vuole riportare l’Italia alle soglie della barbarie. Achille Occhetto in quei momenti drammatici disse: “il crollo del muro di Berlino non colpisce solo il P.C.I, ma tutte le forze politiche, che all’ombra di quel muro hanno trovato una loro legittimità…” Intuizione grande e geniale . Il tempo non lavora per l’Italia, chi si richiama ai valori del socialismo deve prendere in mano l’iniziativa e chiedere al compagno Achille Occhetto (per qualche anno, perché gli anni pesano!), perché è il compagno più credibile ed autorevole, di farsi carico e di prendere in mano le sorti della sinistra in Italia e di predisporre un programma unitario per la rinascita del nostro amato Paese.-
Gianni AQUILI
Chiaravalle (AN) 08/02/08
Troppo forte un comunicato
Troppo forte un comunicato che parla di lista e simbolo, ma non del candidato premier!
Forse ci si rende conto che è impresentabile parlare di "rinnovamento della politica" o di "avvicinare la politica ai cittadini" e presentare come candidato presidente del consiglio Bertinotti, che rappresenta benissimo il vecchio (ma non voleva fare il nonno?) e la distanza dai problemi dei cittadini, mentre rappresenta benissimo il voto inutile, perdente, di sola testimonianza.
"Alabarda spaziale!" recitava bene Corrado Guzzanti...
Piero Casciani - Roma
Sono profondamente deluso
Sono profondamente deluso per come (non) sta avanzando il processo di costruzione del soggetto unitario della Sinistra. Già la denominazione "La Sinistra (trattino)L'Arcobaleno" da di per sé l'idea di una separzione pur nell'ambito di un soggetto politico che vorrebbe (a parole) essere unitario. Meno male che nel linguaggio comune più diretto e meno barocco di quello politico si sente sempre più spesso parlare di "Sinistra Arcobaleno". Ora ci presentiamo invevitabilemte con una lista unitaria, ma quanto ci metteremo poi, dopo le elezioni, a dividerci? Spero almeno che si annunci sin da ora che nel caso in cui i numeri lo consentiranno si procederà immediatamente alla costituzione del gruppo parlametare "Sinistra Arcobaleno".
Certo che con chi continua ancora oggi a professarsi orgogliosamente comunista (scelta rispettabile) e proprone poi il boicottaggio del salone del libro di Torino per il solo fatto che sono stati invitati come ospiti d'onore alcuni scrittori israeliani (cioè cittadini dell'unico Stato democratico del medio oriente, dove, per fare un esempio, esiste il multipartitismo, dove si può essere donne ed essere rispettate, si può essere omosessuali ed essere rispettati) la strada verso l'unità mi sembra molto difficile se non impossibile.
SinistraLink-
SinistraLink- http://sinistralink.blogspot.com/
Spero che la proposta di SD venga RAPIDAMENTE accolta dai restanti schieramenti che formeranno la SINISTRA ARCOBALENO. Da quel comunicato sembra che permanga ancora qualche riserva. Acceleriamo la fase di oganizzazione. Con tutto il rispetto per Fausto Bertinotti (persona autorevole, rappresentativa, che stimo e rispetto), ma come mai non si è voluta offrire la possibilità di far scegliere il leader alla base attingendo da un ventaglio di nomi? Perchè tutto sembra determinarsi fuori dalla volontà degli elettori? Dalle opinioni che "raccolgo" on-line sembra che il popolo della sinistra esprima la volontà, per questa fase costituente, di essere maggiormente coinvolto. Perchè ancora non esiste un coordinamento de LA SINSITRA, L'ARCOBALENO? Non esiste un sito web ufficiale, uno spazio per il confronto?
Invito a partecipare alla discussione sulla fase costituente e le prospettive della SINISTRA ARCOBALENO su http://sinistralink.blogspot.com/
SinistraLink- http://sinistralink.blogspot.com/
- Unire e fondere i partiti
- Unire e fondere i partiti della sinistra sotto un'unico simbolo e parlare con un'unica voce.
- togliere assolutamente il simbolo della falce e martello, a parte qualche vecchio nostalgico questo simbolo porta più danni elettorali che voti.
- Presentare un programma sintetico ma chiaro
- Indicare un candidato premier innovativo e carismatico, Bertinotti rappresenta il vecchio, secondo me un nome spendibile è quello di Grazia Francescato, perchè donna, perchè è stata presidente del WWF, perchè è allo stesso tempo conosciuta ma anche relativamente "nuova" alla politica.
- Strutturarsi nel territorio ed indire consultazioni popolari tipo primarie per eleggere le rappresentanze politiche anche locali.
Queste sono le cose da fare nel più breve tempo possibile se non vogliamo scomparire dal panorama politico italiano.
Tiziano Pegorer
Forse se iniziamo dal
Forse se iniziamo dal rispetto delleposizioni diverse, invece di dare a me e i miei compagni del "vecchio nostalgico" sarebbe essenziale. Quindisono certo che lei sappia contare fino a dieci: Rifondazione e PdCI infatti arrivan oal 105% mentre voi siete accreditati del 0,9%. Forse dare del deleterio alla falce e martello è un po bizzarro.
Noi siamo comuisti, se non vi va bene, non capisco perchè non ce lo avete chiesto prima. Evitavamo di perdere del tempo.
Saluti
Eskimo
vincenzo raneri Una riforma
vincenzo raneri
Una riforma politica (vedi questione morale, ambiente, equità sociale e solidarietà) si può ottenere solo se si effettua un mutamento della società,ovvero deve stabilirsi quella relazione ,basilare, tra la pratica del governo e la società .Ciò implica un’analisi,prima di tutto concreta del significato e della vasta area degli elementi che sono insiti nell’impegno politico. Impegno che non deve essere solamente del potere dei pochi ma lo strumento per la risoluzione del potere di tutti ,ovvero dal basso , è necessario che la società ,in cui noi c’identifichiamo,sia messa in grado di servirsi in modo che gli interessi collettivi portino a dei risultati individuati dalla capacità dinamica di tutti i suoi elementi .La politica deve essere vista come la possibilità di ricaduta sostanziale nella società d’ogni elemento reale (beni e attività) cui vengono raffrontate in vista delle loro capacità di assolvere i bisogni di tutta la comunità. Il fondamento che da importanza particolare a questo confronto è l’equità e l’espressa giustizia,così, grazie ad esso principio che derivano decisioni in maniera selettiva e basilare .
Ritornando all’equità ,bisogna rimarcare che esso non è altro che il concetto di giustizia che non può essere assegnato per la sua elaborazione , al singolo qualcuno per definirlo a suo nome ,ossia al posto di tutti .
L’attività di chi è sensibile e responsabile deve identificarsi verso una politica giusta che è prerogativa d’ogni uomo ,ed è quindi il primo propulsore della natura sociale:è prendendo conoscenza del perché e del come dal passaggio del personale al sociale che ogni soggetto entra realmente in società .La politica diventa ,reciprocamente il presupposto per tale presa di coscienza globale, in quanto prima di tutto deve realmente operare al fine di rendere tutti gli omini in grado di arrivarvi . La necessità o il bisogno di giustizia è quindi il presupposto dell’identificata politica;rispetto a questo, la politica si identifica come mezzo della sua concretizzazione. Per tale motivo, essa non ha soltanto un significato che riguarda l’economia, ma riguarda un ambito di godimento dei beni che va oltre i bisogni materiali;che sono ,piuttosto, le condizioni sociali della edificazione del senso umano e sociale in ogni uomo. E’ questo un piano ,sicuramente ,che non può essere offeso dalla soggettività ,essendo questo il tratto sostanziale che determina l’umanità. Per questo motivo il prender parte direttamente alla gestione politica come gestione delle condizioni della giustizia non è un cosa superflua per ogni uomo ,ma elemento essenziale della sua identità operativa:è un bisogno fondamentale.
Il rapporto tra società e politica è dunque reciproco e viene mediato dal sapere: senza elaborazione delle ragioni e delle condizioni della società e della politica.
E’ su questi presupposti che si crea il buon governo del paese.
Ma cos’è un governo? E’ il potere unitario delle diversità ,rese innocue per un’unanimità d’intenti; o è il mezzo che in funzione di questa stessa diversità fanno riaffiorare ciò che permette loro di condividere e di contribuire alla costruzione di condizioni comuni dell’esistenza di ognuno e quindi di tutti? E’ qui che viene la scelta fondamentale ,quella che distingue paese del dominio dal collegiale. In senso della nazione non può essere esclusivamente un’entità economica funzionale rispetto ai problemi economici,siano pure pubblici,cioè di tutti e non di qualcuno solamente. Gli elementi stessi fondativi di un paese sono molteplici,esso è il luogo della complessità in continua evoluzione,vale a dire il luogo in cui i vari elementi della realtà e dell’esperienza umana si confrontano e reagiscono reciprocamente: E’ da questa relazione che nascono le opere in cui si oggettivano i bisogni e le loro elaborazioni concettuali ed emotive; ed è dunque da questa relazione che debbono nascere le scelte grazie a cui questa complessità è conservata e non si risolve né in concentrazione unica ed esclusiva né in dispersione aggressiva o genericamente comunicativa. Il paese raggiunge la sua identità sociale e di giustizia quando si realizza come fatto politico,in altre parole quando la sua organizzazione di sé dispone di strumenti politici,vale a dire deliberativi ed esecutivi comuni.
Dunque il sociale è socialismo .Tanti sono i problemi che lacerano la nostra Italia e questi problemi anche se docili, possono essere risolti da una politica priva d’interessi particolari e calandosi nella realtà di chi vive una vita piena di difficoltà e di stenti.
Amici cari non perdete di vista la questione morale e il futuro dei giovani.
Nel Congresso dei Ds, la
Nel Congresso dei Ds, la mozione Mussi indicava, tra le altre osservazioni sul progetto della maggioranza, la necessità che il primo degli obiettivi da raggiunfere era quello di una ichiara e rrinunciabile adesione al PSE e, conseguentemente, uno stretto rapporto collaborativo con tutte le forze progressiste che si identificavano in tale obiettivo. La prima fase , nelle attività di Sinistra Democratica , ha mantenuto il percorso indicato in modo autonomo che poteva far pensare ad un ineludibile avvicinamento ai Socialisti. Purtroppo, strada facendo si è imboccata la strada opposta stringendo sempre maggiori e più stretti legami con la sinistra radicale e movimentista, fuorché con quella Socialista.
Tutti coloro che nel Congresso Nazionale hanno sostenuto la Mozione Angius e che successivamente non hanno ritenuto nè di aderire all'appiccicoso Partito Democratico e nemmeno al fantasioso progetto "Arcobaleno" si sono trovati orfani e preoccupati per il liquefarsi degli ideali di "Laicità, Socialismo e Democrazia" nei quali si sono sempre ritrovati.
Noi tutti, "orfani " degli ideali socialisti, chiediamo un ripensamento a Sinistra Democratica affinché non li tradisca e si proponga, al contrario, come punto di riferimento per farli rinascere con un accordo programmatico con la Costituente Socialista.
Il vero Riformismo non può trovare collocazione nel massimalismo e nel mmovimentismo bensì nella Casa comune del Partito Socialista Europeo.
Alberto Sangalli
Alla proposta politica della
Alla proposta politica della SD:la qualità del lavoro, dell’ambiente, dello sviluppo, dell’etica pubblica, per i diritti civili e la laicità dello Stato, per il rinnovamento della politica, aggiungiere la tutela dei diritti specialmente quelli dei lavoratori, mai rispettati anche quelle religiose e mi riferisco ai non cattolici.
f.hashlamoun
vincenzo raneri
vincenzo raneri
Giusto compagni, pensiamo
Giusto compagni, pensiamo alla Sinistra. Il PD ha deciso, ha lanciato una sfida inedita che può non essere condivisibile ma di certo spariglia le carte e riapre i giochi. Credo che nei prossimi due mesi anche a destra vedremo un bel balletto.
Ora abbiamo bisogno DI UN SIMBOLO per poter fare e distribuire VOLANTINI e produrre MANIFESTI, che dovremmo avere da domani per prepararci organizzativamente alla campagna elettorale. Abbamo bisogno di un PROGRAMMA serio e conciso, terreno e scritto con le parole di chi vogliamo rappresentare. E abbiamo bisogno di UNITA', di quella tanta, ormai la cora è partitia, chi sia vuole sfilare si sfili, per rinnovato amore democratico (salvo aver prima condannato la nascita del PD) o nostalgicismi per la falce emartello (come se ci fosse bisogno di quella per essere comunisti); tutte scelte rispettabili, ma non condivisibili.
Unità, unità tra chi ci sta e vuole arrivare in fondo alla partita.
Giovanni Cadioli - coord- SD Montichiari BS
Se il simbolo non conta
Se il simbolo non conta nulla, allora perchè non lo acettate? Lei si contradice.
Saluti
Eskimo