La globalizzazione ha decretato la vittoria del capitale sul lavoro. Essa è servita a mettere in concorrenza i lavoratori contribuendo a migliorare le condizioni di vita di certe popolazioni ma limitando i diritti di altre a partire da quello di una giusta retribuzione e della sicurezza del posto di lavoro.La conseguenza è stata la crescita del divario fra ricchi e poveri e l’aumento degli strati sociali che nel mondo occidentale si trovano ormai nella fascia di reddito al disotto della soglia di povertà in cui oggi sono in Italia non solo la maggior parte dei lavoratori precari ma anche una buona parte dei pensionati e di chi ha un lavoro a tempo indeterminato
In questo contesto è scoppiata la crisi mondiale attuale che ha avuto origine da speculazioni economico-finanziarie
Per far fronte ad un’economia che decresce, l’ Unione Europea ha varato un piano di investimenti a sostegno delle imprese , delle banche e della finanza ma nessun provvedimento a favore del reddito di pensioni e salari
La situazione è ancora peggiore in Italia dove pensioni e salari sono fra i più bassi in Europa e dove solo una parte minoritaria dei lavoratori beneficia degli ammortizzatori sociali.
Di fronte al ristagno delle esportazioni sarebbe stato opportuno incentivare la domanda interna con una politica a sostegno dei redditi e della creazione di nuovi possibilità di lavoro anche nel settore pubblico che potessero riassorbire le migliaia di centinaia di lavoratori licenziati dalle imprese. La politica di questo governo è andata invece in senso contrario, si sono socializzate le perdite e si sono privatizzati i profitti come è stato fatto per l’Alitalia e per le banche. Sono stati previsti tagli al personale della scuola , dell’università e della Funzione Pubblica.
Solo una parte dei tanti miliardi di euro che sono stati stanziati dal governo Berlusconi andranno agli ammortizzatori sociali per cui la maggior parte dei lavoratori espulsi dal sistema produttivo non avranno la Cassa Integrazione ed i lavoratori atipici neppure l’assegno di disoccupazione, solo un misero 5% del loro salario dell’anno precedente
I Lavoratori migranti addirittura rischiano , perdendo il lavoro, di non avere più il permesso di soggiorno e di essere espulsi o ricacciati nella clandestinità
Intanto le imprese riceveranno aiuti economici dal governo anche se non faranno nulla per garantire l’occupazione.
Ed ancora una volta saranno lavoratori e pensionati a pagare la crisi, con il capitale che fa quadrato e con una classe lavoratrice che di fronte all’insicurezza, si frantuma e spezza i legami di solidarietà
*Coordinamento Sd di Pisa
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